Una lettura in piazza Maggiore racconterà come e perché la strage di Bologna è stata voluta e finanziata da Licio Gelli e la Loggia P2
di Aldo Balzanelli, condirettore cB
Come e perché la Loggia P2 e Licio Gelli hanno voluto e finanziato la strage di Bologna? Lo racconterà un’iniziativa di Cantiere Bologna programmata al termine del tradizionale concerto la sera del 2 agosto in Piazza Maggiore e che ha per titolo “Oggi sappiamo e abbiamo le prove”, una frase che riprende (e aggiorna) quella scritta da Pier Paolo Pasolini nel 1974 dopo i tentativi di golpe, le stragi di Piazza Fontana, di Brescia e dell’Italicus: «Io so, ma non ho le prove». Oggi, dopo numerose sentenze divenute definitive, le prove ci sono e sappiamo chi è stato.
Dal palco della piazza sarà letto il capitolo del libro del giornalista dell’Espresso Paolo Biondani “La ragazza di Gladio”, nel quale si spiega perché ad armare la mano dei terroristi neofascisti siano stati la Loggia P2 e Licio Gelli.
Il testo sarà letto dallo stesso Biondani che si alternerà con la collega di Repubblica Emanuela Giampaoli. Sullo schermo alle loro spalle scorreranno immagini coerenti con il testo. Al termine della lettura, in una breve intervista l’avvocato di parte civile Andrea Speranzoni racconterà come si è giunti a individuare i mandanti dell’attentato. A seguire ci sarà un simbolico “passaggio delle consegne” tra il presidente uscente dell’Associazione dei famigliari Paolo Bolognesi e il nuovo presidente Paolo Lambertini, eletto in mattinata.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con l’Associazione tra i famigliari delle vittime del 2 agosto, il Comune e la Cineteca.
