Ogni anno quasi 20mila pazienti arrivano a Bologna da altre regioni. Con il progetto “Bologna Accoglie” e il Bellaria Research Center, la Fondazione Ricerca Scienze Neurologiche vuole dare il suo contributo alla causa del diritto alla salute, nel solco della tradizione di accoglienza e innovazione della nostra città
di Daniele Ravaglia, presidente Fondazione Ricerca Scienze Neurologiche
Partecipare a “Farete 2025”, la grande vetrina di networking promossa da Confindustria Emilia, è stata per la Fondazione Ricerca Scienze Neurologiche un’occasione preziosa. Non solo per raccontare i nostri progetti, ma soprattutto per costruire nuove alleanze e condividere una visione: quella di una città e di un territorio che mettono al centro le persone, la ricerca e l’accoglienza e lo fanno anche attraverso il rapporto con le imprese e il tessuto produttivo.
Il nostro stand è stato visitato da imprese, associazioni, professionisti e cittadini curiosi di conoscere meglio il percorso della Fondazione. Abbiamo presentato due iniziative che per noi hanno un valore strategico: il progetto Bologna Accoglie e la campagna di raccolta fondi per il Bellaria Research Center, il centro di ricerca sulle malattie neurologiche che stiamo costruendo insieme all’Irccs Istituto delle Scienze Neurologiche.
Dalla collaborazione tra Fondazione Rizzoli, Fondazione Ricerca Scienze Neurologiche e Fondazione Sant’Orsola è nato Bologna Accoglie, un portale unico per l’ospitalità dei pazienti e delle loro famiglie. Un’iniziativa semplice nella sua intuizione, ma straordinaria negli effetti: dare un punto di riferimento immediato a chi arriva da fuori città per curarsi negli ospedali bolognesi.
I numeri parlano chiaro: ogni anno quasi 20mila pazienti arrivano a Bologna da altre regioni. Per molti di loro, spesso affetti da patologie complesse e croniche, la possibilità di avere vicino la famiglia non è un dettaglio, ma un fattore che incide direttamente sulla qualità della cura. Con Bologna Accoglie vogliamo offrire una risposta concreta, mettendo in rete le case di accoglienza esistenti – molte delle quali nate grazie al volontariato e alle parrocchie – e rendendo più semplice l’incontro tra domanda e offerta.
Per noi della Fondazione Ricerca Scienze Neurologiche questa iniziativa rappresenta un passo fondamentale: la malattia fa parte della vita e deve poter essere vissuta nella massima continuità con le proprie relazioni affettive. Normalizzare l’esperienza di cura significa renderla più umana, più sopportabile, più integrata nel percorso di vita di ogni persona.
Accanto all’accoglienza c’è un altro fronte che ci vede impegnati: quello della ricerca scientifica. Il Bellaria Research Center è il cuore del nostro progetto per il futuro. Sarà uno spazio dedicato allo studio delle malattie neurologiche – spesso degenerative, complesse e ad alto impatto sociale – dove medici e ricercatori potranno lavorare fianco a fianco, con strumentazioni avanzate e in connessione con le reti internazionali della ricerca.
Abbiamo già fatto molta strada, ma ci manca ancora un tratto decisivo: 500mila euro per completare la raccolta fondi necessaria. È una cifra importante, ma siamo convinti che, con il sostegno della comunità e del tessuto imprenditoriale, riusciremo a raggiungerla. Lo dobbiamo ai pazienti, alle loro famiglie, e alle generazioni future, che meritano cure più efficaci e prospettive di vita migliori.
“Farete” ci ha ricordato quanto la collaborazione sia il motore di ogni grande progetto. Le imprese emiliane hanno compreso che sostenere la ricerca non è beneficenza, ma investimento sul futuro di tutti. La sfida delle malattie neurologiche ci riguarda direttamente: l’invecchiamento della popolazione rende queste patologie sempre più diffuse e impattanti.
Per questo, rivolgo un invito a chi ci ha incontrato a “Farete” e a chi ci seguirà nei prossimi mesi: aiutateci a completare il Bellaria Research Center. Ogni contributo, piccolo o grande, è un tassello di un progetto che renderà Bologna ancora più punto di riferimento nazionale per la ricerca e la cura. In fondo, la nostra città è sempre stata un luogo di accoglienza e di innovazione. Con Bologna Accoglie e con il Bellaria Research Center possiamo rafforzare questa vocazione, dimostrando che la sanità e la ricerca non sono temi da addetti ai lavori, ma patrimonio comune, bene condiviso, futuro di tutti noi.
In copertina, da sinistra: Tiziana Primori, Giovanni Ferro, Andrea Longanesi, Anna Maria Petrini, Enrico Franceschi, Gian Luca Galletti, Maurizio Lenzi, Daniele Ravaglia, Raffaele Lodi, Andrea Moschetti, Giada Lullini, Valeria Dapporto, Mino Zucchelli (Photo credits: Alberto Pascale/Fondazione Ricerca Scienze Neurologiche)
