Giannino Stoppani, da quarantadue anni presidio culturale della comunità bolognese

La storica libreria per bambini e ragazzi di Palazzo Re Enzo ha ricevuto il Premio Volponi della Casa dei Pensieri per il suo impegno pluridecennale nella promozione di letteratura e arte per i più giovani

di Vincenzo De Girolamo, giornalista


Nel 1983, a Bologna, cinque giovani donne decisero di intraprendere la professione di libraie fondando la Libreria Giannino Stoppani. Il progetto nasceva da un’idea pedagogica innovativa: non più trasmissione di nozioni preconfezionate, ma esperienza diretta, in cui i bambini imparavano agendo e sperimentando. La libreria voleva essere uno spazio affascinante. Nacque, così un negozio non solo di libri che tenesse assieme spazio fisico di vendita con luogo d’ideazione e promozione culturale.

Il servizio di Rete7 per l’inaugurazione della libreria

Resa concreta l’idea, la sua connotazione fu dare ricchezza e grande facilità e possibilità di lettura ai visitatori, sistemando i libri in scaffali e tavoli comodi, a portata di mano, semplici da prendere e scambiare anche con il vicino di sedia, un’avventura che facilitava anche la scoperta di una terra dove far crescere comunità costruita attorno al mondo dei libri e suoi affini. Un’idea che ancor oggi guida il lavoro delle libraie e librai della Giannino Stoppani.

In quella prima fase, mentre si leggeva o comprava un libro, nelle sale di Palazzo Bentivoglio si poteva godere la vista di mostre dedicate ad Altan, ai pirati o alla rappresentazione dell’avventura. Con il 1985 e la mostra “Doctor Pencil e Mister China. Vecchie Finzioni e nuovi illustratori” la Libreria avviò una collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Bologna creando uno spazio in cui l’illustrazione, la didattica dell’arte, l’educazione visiva e altro trovarono grande considerazione.

Accanto all’attività di lettura, che coinvolgeva attivamente scuole e famiglie, a fine del decennio ’80 la Libreria diventa anche casa editrice, costruisce un catalogo in cui arte e scienza si raccontano utilizzando nella narrazione figure e storie fantastiche. Sempre in ambito editoriale, per salutare il settantesimo anniversario dalla guerra di Liberazione, pubblica un’antologia sulla Resistenza allestendo anche un evento con mostra che mette assieme illustratori italiani e francesi. Queste attività rafforzarono il ruolo della libreria come presidio culturale e prestigio per la città. Poi, proprio lungo via Rizzoli, strada centrale della città medioevale, in quel Palazzo Re Enzo che dal 1964 aveva ospitato le prime edizioni della Bologna Children’s Book Fair, la più importante manifestazione al mondo dedicata all’editoria per l’infanzia e l’adolescenza, nel 1991 le “Giannino” sentirono il bisogno di trovare nuovo alloggio.

Sono anni, quelli del nuovo secolo, che confermano il prestigio acquisito dalla libreria, e nel 2003 prende corpo l’idea di fondare l’Accademia Drosselmeier, spazio di formazione rivolto ai librai per ragazzi, giocattolai, appassionati della letteratura per l’infanzia. Il desiderio resta quello di tenere viva l’attenzione sui libri per ragazzi: «Attraverso un’importante attività di rete e ricerca (merito di Grazia Gotti), si è fatta rinascere la sezione italiana dell’associazione Ibby» dice Silvana Sola, e continua: «L’intento è portare avanti progetti in una geografia allargata dell’editoria del nostro Paese, a sostegno della sua visibilità fuori dall’Italia».

Il 20 maggio 2022 però si chiude. La libreria è colpita da un incendio scoppiato al primo piano che provoca danni significativi, facendo restare inagibili anche altre parti dei locali. Restano distrutti o danneggiati migliaia di libri. Per riaprire ci si affida anche a una gara di solidarietà alla quale la comunità risponde con grande sostegno. E così il 23 ottobre alle 10 si riapre, ma a essere accessibile è solo la prima sala. La seconda resta occupata dai libri danneggiati che in seguito sono sanificati nel numero di ventisettemila.

Oggi il lavoro della Libreria Giannino Stoppani si coagula attorno a Silvana Sola, una delle cinque giovani donne fondatrici, aiutata nel compito da altre brave libraie e librai tra i quali: Paolo Ravelli, Stefania Usai, Anna Giulia Morano e Ilaria Mercuri, tutti presenti, qualche giorno fa, al ritiro del Premio Volponi assegnato alla Libreria dalla Casa dei Pensieri.

La consegna del Premio Volponi

Il gruppo di librai sta lavorando in questo periodo all’esposizione in teca, il prossimo primo ottobre, delle illustrazioni di Victoria  Semykina, illustratrice russa che vive a Bologna; un lavoro di Giovanni Colaneri, attento alla diversità, e la presentazione dei libri: “Festa Pazza” contenuto nella collana dei Fatterelli bolognesi e “L’Ospedale dei Giocattoli” di Laura Imai Messina.

A me della Libreria piace tanto quella fantasia che nasce dallo stare davanti agli scaffali dei libri, dove a sfilarne uno, magicamente sembra di entrare nell’atmosfera che regna tra Pimpa e Armando a colazione. O ancora favorire il trambusto di un nugolo di bambini che si aggirano in libreria, esuberanti e indisciplinati, pronti per qualche marachella. Sembra che in quei frangenti ad arrivare in loro aiuto si faccia vivo il miglior Gian Burrasca. Tutto sembra chiudersi nel momento che precede lo scoppio di una bolla di sapone. Poi, alzando lo sguardo, compare in un angolo del soffitto un nido di note, di suoni che escono dalla bocca di una tromba. Mi dicono che è ora d’andare.


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