Minori stranieri e tutela volontaria. Una società accogliente è possibile

Nella pubblicazione “La tutela Volontaria – Volti, voci, storie e testimonianze”, che sarà presentata il prossimo 8 novembre nella Sala Convegni della Regione, sono raccolte le storie e il vissuto di diverse esperienze di tutori e tutrici di Minori stranieri non accompagnati dell’Emilia-Romagna che hanno voluto raccontare la propria esperienza di tutela insieme ad alcuni dei giovani ragazzi che hanno seguito nel bellissimo viaggio verso l’autonomia

di Paola Mastellari, presidente di Tutori Volontari Msna Emilia-Romagna


Un’iniziativa promossa dai tutori e dalle tutrici dell’Associazione Tutori Emilia-Romagna e rivolta alle scuole e ai cittadini per parlare del fenomeno migratorio. In particolare dei minori stranieri non accompagnati (Msna), giovani ragazzi che arrivano in Italia soli senza genitori o altri adulti di riferimento e che hanno lasciato il loro paese d’origine in cerca di un futuro migliore.

Quando un Msna arriva in Italia scatta automaticamente la procedura del programma di protezione internazionale e viene affidato a una comunità di accoglienza attraverso il Sistema di Accoglienza Integrazione (Sai) attuato a livello locale dai Comuni. Dal 7 aprile 2017 la legge n. 47, cosiddetta “legge Zampa”, ha istituito la figura del tutore volontario Legale per i Minori stranieri non accompagnato in Italia, unico stato europeo. In pratica il Tribunale per i minori può conferire la tutela legale di un Msna che vive in comunità a un cittadino di età superiore ai 25 anni che abbia effettuato il corso di formazione regionale organizzato ogni anno dalla Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

Il tutore volontario è un adulto di riferimento per un minore ed esercita una funzione di guida nelle scelte di vita che lo riguardano, lo orienta nelle scelte scolastiche, sanitarie e amicali e ne promuove il benessere psicofisico. Possiamo affermare che l’impegno del tutore volontario è espressione di genitorialità sociale che mira a rafforzare l’aspetto relazionale con il minore e a favorire suo inserimento nel tessuto sociale. Mentre per  i ragazzi che non hanno il tutore volontario, la tutela è in capo ai sindaci o suoi delegati che assumono spesso la tutela di numerosi ragazzi contemporaneamente e che, ovviamente, non possono seguire individualmente il ragazzo con una relazione costruttiva.

La differenza è notevole, in quanto la tutela affidata a una cittadina o a un cittadino significa che il ragazzo ha la possibilità di avere una persona italiana che si occupa solamente di lui, che lo aiuta e lo sostiene sia nelle pratiche burocratiche personali (visite mediche, rapporto con la scuola, documenti, apertura del conto corrente, ecc.) che nella vita ordinaria come imparare la lingua, conoscere la città e il territorio in cui vive, nelle attività sportive, culturali e sociali. Una persona che continua a essere per il ragazzo un importante punto di riferimento anche dopo il compimento dei 18 anni, quando raggiunta la maggiore età esce obbligatoriamente dai servizi di accoglienza e ha bisogno  di essere ulteriormente sostenuto nel raggiungimento dell’autonomia, soprattutto per quanto riguarda la ricerca di un’abitazione e del lavoro.

Tutori e tutrici dell’Emilia-Romagna hanno voluto raccontare la propria esperienza di tutela insieme ad alcuni dei giovani ragazzi che hanno seguito nel bellissimo viaggio verso l’autonomia. Nella pubblicazione“La tutela Volontaria – Volti, voci, storie e testimonianze”, sostenuta dalla Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Claudia Giudici, sono raccolte le storie e il vissuto di diverse esperienze con l’intento di trasmettere la bellezza, la ricchezza e le difficoltà della tutela volontaria per sensibilizzare la popolazione e le istituzione preposte a promuovere interventi volti al miglioramento.

La pubblicazione verrà presentata l’8 novembre 2025  nel seminario che si terrà nella Sala Convegni della Regione ( Via Aldo Moro 50) dalle 9.30 alle 12.00, in occasione della prima giornata del nuovo corso di formazione per aspiranti tutori.

Sono testimonianze molto ricche, profonde, piene di umanità, di calore e di emozioni che tutori e tutrici vogliono far conoscere con l’auspicio che molte altre persone possano fare la stessa scelta di condivisione e di solidarietà. Sono invitate a partecipare  le Istituzioni e i cittadini. Ai partecipanti verrà offerta una copia della pubblicazione. Per iscriversi al corso di formazione, invece, occorre presentare domanda compilando l’apposito modulo disponibile sul sito della Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione  Emilia Romagna.

A tutti coloro che leggeranno questo articolo rivolgiamo l’invito a partecipare al seminario, per capire meglio la figura del tutore volontario e conoscere alcuni dei ragazzi che hanno accompagnato nel loro percorso verso l’autonomia, favorendo la loro integrazione nel tessuto sociale e nel mondo del lavoro.


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