Dopo i mugugni estivi per i disagi legati ai lavori del tram, con l’autunno tornano le iniziative pubbliche e il desiderio diffuso dei cittadini di partecipare
di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico
Fino a qualche tempo fa, tra la gente di Bologna, si parlava per lo più dei disagi provocati dai lavori in corso per il tram, da diffusi interventi di manutenzione stradale o da qualche rottura delle tubature di Hera. Da qualche settimana però, quasi inaspettatamente, la situazione è cambiata.
Cerco di fare qualche esempio partendo da Piazza Dalla, luogo ormai iconico in cui qualche giorno fa si è svolto il primo festival regionale del Terzo Settore. Esito straordinario ben messo in evidenza, in consiglio comunale, anche da Antonella Di Pietro. Partecipazione più che ampia si è registrata, poi, con la riflessione di Walter Vitali sui suoi anni da Sindaco. Il ciclo di conferenze indetto sul tema dal Circolo Marco Biagi si preannuncia come molto partecipato.
I bolognesi non stanno in casa a mugugnare e partecipano rendendo viva la città. Altro esempio di questo potrebbe essere la riuscita a Borgo Panigale della Festa dell’Unità, ma sono partecipate le feste di strada e perfino di caseggiato, a dimostrazione del bisogno esteso di fare “comunità”. Sono molto frequentate anche le librerie, tutte, sebbene l’Università abbia appena iniziato a scaldare i motori del prossimo anno accademico. Su un altro piano, abbiamo salutato con favore l’incontro del cardinale Zuppi con tutti i sindaci dell’area metropolitana. Il cardinale, grande negoziatore di pace, è presente e provoca partecipazione nei luoghi più riposti della fu provincia.
Bologna quindi non si limita a mugugnare per i lavori in corso ma è viva. In queste ultime settimane poi si è registrata, di giorno e di notte, una mobilitazione enorme per la pace e per esprimere preoccupazione e solidarietà a sostegno della Palestina. Una partecipazione che reclama una capacità interpretativa inusitata da parte della e dei sindacati tutti. E non mi dimentico di quel Festival del Presente che per quindici giorni vedrà una diffusa e qualificata partecipazione. “Forme del Caos” è il tema scelto dalla rivista Pandora con vera lungimiranza. Disordine, complessità, trasformazione ne scandiscono le sessioni di lavoro.
Perché svolgo questa riflessione? Qui e ora? Perché credo che Bologna, sul piano delle infrastrutture materiali e su quello dalla “ricerca ideale” sia investita da un cambiamento che si tratta, a mio avviso, di decifrare e, in qualche modo, di decodificare. Una inedita dialettica forse può investire il rapporto, non sempre scontato, tra società e istituzioni a partire da Palazzo d’Accursio. Cambiamenti profondi investono peraltro il mondo intero. Anche la nostra città ne è coinvolta.
In copertina: un momento del Festival regionale del Terzo Settore alla Casa di Quartiere Katia Bertasi

Sinceramente non si può scrivere un articolo del genere non è plausibile neanche un offesa verso uno che scrive tante ovvietà di SERVILISMO