Ustica, l’inconfessabile abbattimento di un aereo civile

«La verità sulle cause dell’evento è ben nota, ed è ribadita proprio nella richiesta di archiviazione della procura della Repubblica di Roma che, pur prendendo atto della mancanza di collaborazione internazionale che non ha permesso di individuare gli autori materiali dell’abbattimento del DC-9 Itavia, conferma lo scenario di guerra aerea in cui si è trovato l’aereo civile partito da Bologna il 27 giugno 1980, già delineato nella sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore nel 1999». Venerdì 24 e la mattina di sabato 25 ottobre un convegno in Sala Anziani di Palazzo d’Accursio spiegherà perché la strage sia un evento da storicizzare

di Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime della strage di Ustica


Voglio sinceramente ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile questo convegno, a partire da Luca Alessandrini che da diversi anni ne sta seguendo la realizzazione, il Comune di Bologna e la Regione Emilia-Romagna, che hanno voluto concederci il patrocinio ed essere presenti, con tutti noi, con un loro saluto, davvero molto gradito; e ancora, voglio ringraziare la neonata fondazione, che ha voluto partecipare alla realizzazione di questo progetto di Convegno che l’associazione ha presentato alla stessa all’inizio di quest’anno, così come voglio ringraziare la direttrice della fondazione, Elena Pirazzoli, per aver seguito l’organizzazione, la preparazione e reso quindi possibile la realizzazione del convegno stesso in questi ultimi giorni di ottobre. Così come un grande e sincero ringraziamento va tutti i relatori e le relatrici del convegno che, oggi e domani, si terrà in Sala Anziani a Palazzo d’Accursio.

Chiudiamo, con queste giornate di studio e di approfondimento, le iniziative per il 45° anniversario della strage di Ustica. Abbiamo urlato forte in questi mesi il grande bisogno di verità, il diritto a essa. Dopo aver appreso dalla procura della Repubblica di Roma la loro richiesta di archiviazione, abbiamo con forza affermato che è una sconfitta per tutti. Per la Giustizia, che non è riuscita dopo 17 anni dalla riapertura delle indagini ad appurare gli autori materiali dell’evento, e per la verità, per il diritto alla verità che in uno Stato di Diritto deve essere garantito.

Voglio ripetere ancora una volta che la verità sulle cause dell’evento è ben nota, ed è ribadita proprio nella richiesta di archiviazione della procura della Repubblica di Roma che, pur prendendo atto della mancanza di collaborazione internazionale che non ha permesso di individuare gli autori materiali dell’abbattimento del DC-9 Itavia, conferma lo scenario di guerra aerea in cui si è trovato l’aereo civile partito da Bologna il 27 giugno 1980, già delineato nella sentenza-ordinanza del giudice Rosario Priore nel 1999. Così come voglio ricordare che la Procura di Roma aggiunge elementi ben importanti e documenta che, nel giorno della tragedia, contrariamente a quanto sostenuto dalle fonti ufficiali francesi, la portaerei Foch era presente nel mare di Napoli e conferma che nel cielo era in atto, come è dimostrato dai tracciati radar, che peraltro erano già stati decrittati per la Procura di Roma con l’aiuto degli esperti della Nato, un’operazione militare con aerei francesi e americani.

Altre le considerazioni che si possono fare leggendo le pagine depositate: si evince la consapevolezza di addetti militari italiani, allo “Shape” della Nato a Bruxelles, di ciò che stava avvenendo in tempo reale, si trova documentazione della presenza nella base militare di Grazzanise di personale militare che seguiva direttamente lo svolgersi dei fatti.
Tutto ciò ci porta a voler sottolineare come il tema principale sia allora e la mancanza di collaborazione internazionale e la mancanza di collaborazione di molti uomini delle nostre istituzioni.

Quindi ancora una volta ripeto.che è la Politica, il ruolo della Politica, dell’impegno del Governo del nostro Paese che debbono saper mostrare di pretendere dai Paesi amici e alleati delle risposte esaustive, coerenti con le indagini e con le richieste fatte dai nostri Magistrati, pena una perdita di credibilità nelle Istituzioni del nostro Paese. Peraltro davvero ormai già ben radicata nell’immaginario collettivo! Proveremo, con i nostri legali, a opporci il 26 novembre prossimo alla richiesta di archiviazione, portando nuove richieste di indagini al Gip romano.

Perciò ancora battaglia per la verità; e poi memoria e storia. Sono da sempre gli obiettivi perseguiti; abbiamo anche quest’anno, in questo 45° Anniversario, continuato a fare memoria, con il nostro linguaggio, attorno al Museo per la Memoria di Ustica, con iniziative culturali, artistiche. Voglio sottolineare, davvero con grande soddisfazione, l’aumento continuo di visitatori italiani e stranieri. Ci riempie di orgoglio pensare di essere riusciti a intercettare, a parlare, a emozionare, a coinvolgere tante persone. L’opera, l’installazione artistica di Christian Boltanski ci sta aiutando molto.

E poi la Storia. Voglio ricordare i due Convegni fatti negli anni scorsi. Il primo è “1980: l’anno di Ustica” a cura di Luca Alessandrini, di cui sono stati pubblicati gli atti e che ha voluto approfondire la dimensione storica di un contesto e di relazioni internazionali. È stato, credo, molto importante quel Convegno, perché ci ha mostrato l’anomalia di questa strage nel cielo.

Siamo stati abituati a leggere le stragi che hanno sconvolto il nostro Paese come “episodi” della vita politica italiana – Piazza Fontana, «la fine delle illusioni»…, si diceva – ma nel complesso sempre elementi del confronto occidente/Nato-blocco comunista/Unione Sovietica. Quel Convegno ha dato luce a un altro contesto, più “Mediterraneo” – si può ben dire che ci avviciniamo di più ai giorni nostri! – con tensioni diverse tra occidente e mondo arabo e con il ruolo della Libia nemico assoluto di Francia e Usa e in un rapporto ben strano con l’Italia, alleata più o meno occulta. Andreotti sintetizzava: la moglie americana e l’amante libica. La Libia aveva il 15% della Fiat e rapporti noti e meno noti con uomini dei nostri Servizi – segnalo soltanto i permessi di sorvolo del nostro territorio, in contrasto con la Nato, dei Mig libici. Ed è proprio la Libia che ci porta a Ustica.

E poi, il secondo Convegno, “Ustica e gli anni Ottanta”, sempre a cura di Luca Alessandrini, che ha voluto ripercorrere con contributi di eminenti storici il panorama degli anni Ottanta nel nostro Paese, gli anni della Strage di Ustica. Anche di questo abbiamo pubblicato gli atti.

Proprio perché abbiamo sempre creduto e ripetuto che la Storia la debbano scrivere gli storici, siamo giunti a questo terzo Convegno, che vorrà ritornare, dopo il contesto nazionale e internazionale, alla tragedia. “La strage di Ustica – Storicizzare l’inconfessabile abbattimento di un aereo civile”, questo il titolo del Convegno delle due giornate di riflessioni, relazioni e approfondimenti che valenti storici ci consegneranno.

Mi piace infine ricordare come sia stato per noi sempre ben importante, per agevolare la ricerca storica, seguire dal 2014.l’applicazione della Direttiva Renzi, che ci ha visti e ci vede presenti presso la Presidenza del Consiglio, nel Comitato consultivo composto dai rappresentanti delle associazioni di familiari nate dopo le stragi avvenute nel nostro Paese. Tanto il materiale consegnato all’Archivio di Stato delle varie Amministrazioni, come impone la Direttiva Renzi, e tante le mancanze di materiale, di documentazione, che si sono potute rilevare e denunciare: per la strage di Ustica, ad esempio, la mancanza di materiale coevo in tante, troppe Amministrazioni dello Stato.

Il nostro Archivio, tutto il materiale della nostra Associazione è depositato all’Istituto Parri, ed è stato catalogato grazie a quell’ottimo lavoro fatto con la Fondazione del Monte qualche anno fa, denominato “Una città per gli Archivi”. E proprio per l’importanza che diamo alla Storia, alla ricerca storica, mi piace ricordare quanto utile sia stato anche il rapporto e la collaborazione con l’Università di Bologna, negli anni passati, purtroppo oggi sfumata.

Ringraziando tutta la cittadinanza che, negli anni, ci ha dato attenzione e presenza, invito quindi tutti ad ascoltare le riflessioni e gli approfondimenti che i relatori, che ringrazio nuovamente, ci consegneranno in queste due giornate di Convegno.


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