Roberto Barbolini, professione: funambolo

Presentato lo scorso 21 ottobre alla Libreria Coop Zanichelli, “Siamo uomini o topi?”, pubblicato da Metilene Edizioni, è un itinerario labirintico nella meravigliosa genialità del barbo-scrittore

di Bruno Damini, giornalista e scrittore


Non provatevi a ingabbiare Roberto Barbolini, il Barbo-scrittore, in alcuna delle categorie narrative esistenti o immaginarie. Perché il soggetto è un funambolo ubiquitario, che se sapessi cosa vuol dire ve lo spiegherei anche, ma non vi sarebbe di alcun aiuto dato che, come in un gioco a nascondino, quando pensi di aver afferrato il bandolo della sua giacchetta illudendoti di venirne a capo, lui lancia subito un altro gomitolo di parole e poi un altro ancora fino a che il filo d’Arianna si intreccia in una trama labirintica.

È così che ti attira fino a farti perdere nelle venticinque storie dell’altrove del suo ultimo libro “Siamo uomini o topi?” (Metilene edizioni) che apre con “Sette distopie tascabili”, ma i topi menzionati nel titolo smentirebbero che ci troviamo di fronte a dis-topie (e nel frattempo abbiamo già riperso il filo). Apre le danze il gaucho Ireneo Funi, la cui pampa si estende dietro gli argini del Po; poi Hitler che scarica su un suo doppio ogni nefandezza (niente di più facile, coi tempi che corrono, in cui la storia viene riscritta a testa in giù); il cardinale Milingo, frutto di fantasia già da vivo; Dracula con le sembianze di Christopher Lee nei film di Dracula; l’orologio di Bruce Willis che segna il tempo che passa da un culo all’altro; il camaleonte che quando cambia colore non sa più se è vero oppure falso; i Tg trasmentali diffusi a reti unificate da tutte le principali stazioni della galassia (un futuro già trapassato all’oggi); la testa scomparsa di Philip K. Dick e una Rettrice con l’aspetto di un ortaggio non freschissimo in svendita al mercato rionale.

Se avete conservato intatta la ragione, potete inoltrarvi in “Sette forme di esistenza mancata” con un Bottego non esploratore ma tour operator (non ditelo ai parmigiani che s’incazzano); Gulliver braccato in un assurdo Far-West da fumetto; voci che colano attraverso le pareti; un matto che si crede Napoleone detronizzato da un certo Adriano Primo detto Baldo e i topi del titolo che prendono il sopravvento sugli umani… «E dire che nei cartoni animati sembrano così carini».

Vi siete persi anche voi, vero? Buona lettura!


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