A Bologna, in via Galliera, la scuola dell’infanzia e primaria intitolata all’autore del libro “Cuore” conserva un piccolo gioiello: un museo che raccoglie attrezzature e oggetti della scuola che fu, oggi ancor più utili per immaginare la scuola che sarà
di Marianna Dimauro, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo 18
L’avreste mai detto che nella scuola più antica di Bologna, la primaria e dell’infanzia “De Amicis” inaugurata nel lontano 1898, fosse custodito un gioiello storico?
Chi volesse avventurarsi per via Galliera, superando la maestosa porta omonima che apre ai viaggiatori l’ingresso alla città, può fermarsi proprio alle De Amicis per fare un tuffo nel passato. Incastonato nella scuola dall’architettura elegante e maestosa, infatti, c’è un piccolo ma prezioso museo. Entrando si può ammirare uno scorcio di scuola di altri tempi tra i banchi di legno, le lavagne di ardesia, la cattedra sulla pedana, i registri di una volta, i compiti degli allievi, i pennini e i calamai, le vecchie “cartelle” antesignane dei nostri zaini, i piccoli grembiuli, le preziose carte geografiche un tempo uniche testimoni della bellezza del nostro mondo… Il tutto sembra cristallizzare, come un dipinto su tela, una scena del libro “Cuore”.
Fascino particolare hanno anche i materiali didattici montessoriani e i numerosissimi sussidi disciplinari esclusivi, utili per esempio alla didattica della geologia, della geometria, della chimica, dell’anatomia, dell’educazione fisica, della musica, della matematica e della geometria. Interessanti anche materiali didattici che ripercorrono la storia degli strumenti multimediali che dalle loro origini, come adesso succede con pc, lim e smart tv, hanno supportato la didattica: basti pensare ai primi proiettori per filmini e diapositive didattiche. Non manca anche un angolino dedicato al “direttore scolastico” con una vecchia insegna recante la scritta “Direzione”, un’antica macchina da scrivere e oggetti di cancelleria, come timbri di legno e tagliacarte, usati in segreteria nel passato.
Insomma, uno spaccato di scuola dei primi del ‘900 che tanto sarebbe piaciuto allo scrittore e giornalista Edmondo De Amicis che dà il nome alla scuola. Un progetto che è stato portato avanti con il coinvolgimento degli alunni sotto la guida di diversi docenti adesso in pensione, come la maestra Lucia Carfagno, e di insegnanti appassionate tutt’ora parte dell’organico della scuola, come le maestre Laura Ambrisi e Michelina Inserra. A coordinare il tutto nella revisione scientifica del museo attuale, inaugurato e aperto alle visite di coloro che volessero fruirne da meno di un anno, è stata la sapiente mano della ricercatrice e professoressa ordinaria di Storia della Pedagogia dell’Università di Bologna, Mirella D’Ascenso, professionista preparata e sensibile, cultrice appassionata della tematica. Importanti sono stati, nel processo di realizzazione del museo, anche i finanziamenti della Fondazione Carisbo.
L’angolo della scuola dedicato alla mostra permanente del museo si apre al territorio e aspetta i visitatori che volessero scoprirlo. Inviando una mail alla posta istituzionale della scuola (boic87700@istruzione.it), è possibile prenotare una visita con la guida delle docenti referenti e/o degli alunni che sono stati coinvolti nel processo di riscoperta della propria scuola.
La bellezza della scuola De Amicis non è però tutta qua! Pur ricordando il passato, infatti, l’istituto si apre al futuro consapevole delle sue radici ma desideroso di dotarsi di “ali per volare”. Una necessità per una comunità scolastica che vive in un contesto complesso, ma che ama sfidare l’innovazione didattica e cerca ogni giorno di dare risposte sempre più innovative agli alunni che la vivono. Un luogo in cui si formano le nuove generazioni, un avamposto di cultura che apre alla bellezza, libera le emozioni, forma alunni competenti, dotati di pensiero critico. Ma anche presidio di legalità e democrazia, luogo di incontro tra culture e di crescita globale, capace di formare i nostri alunni di oggi affinché siano cittadini di domani, protagonisti attivi in una società che si intravede all’orizzonte come sempre più complessa.
