Bologna, città dei diritti umani

Una peculiarità storica della nostra città che pratica il laicismo e la pluralità delle fedi religiose, senza che nessuno possa offuscarla. In fondo anche cosi vive il pluralismo antifascista

di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico


Sono Bologna e il Pratello in particolare i luoghi ‘iconici’ che fanno vivere e difendere i diritti umani.

Di recente, proprio al numero 53 di via del Pratello si è svolto un vero e proprio Festival dei diritti umani. Presenze qualificate istituzionali ma anche operatori, tanti giovani e giovanissimi.

Centrale è stato il tema del carcere, sia quello della Dozza sia l’Ipm che in Pratello ha sede. A tal proposito qualche giorno fa, per merito della Cgil, si è realizzata proprio davanti all’Ipm una vibrante iniziativa di sensibilizzazione sulla drammatica condizione in cui versa il sistema carcerario nazionale.

Già a metà ottobre, per impulso della Camera penale, in piazza Maggiore fu allestita una cella per rappresentare la vita dietro le sbarre. Successo enorme con la presenza del nostro Cardinale e con Alessandro Bergonzoni voce narrante. Nello stesso periodo anche il Centro San Domenico ha dedicato alla questione carcere la sua qualificata attenzione.

E poi la Dozza, vigilata speciale sempre e in specie quando si verificano eventi estremi come la violenza tra detenuti o il suicidio di uno di loro. C’è una rete di sostegno perché la vita alla Dozza sia più “umana”, secondo l’auspicio lungimirante dell’articolo 57 della Carta Costituzionale.  Opportunamente la presidente del quartiere Navile, Federica Mazzoni ha detto che la Dozza è «un quartiere della città di Bologna». Una città aperta, in questi tormentati anni.

Diritti umani e speranza in un carcere più umano sono il punto di approdo di quella Bologna che attua la pace secondo la lezione del Cardinal Lercaro e di Giuseppe Dossetti, che terminò in Terra Santa la sua lezione teologica.

Bologna è questa trama di umanità che da tempo si svolge pensando anche alle virtualità dell’ebreo errante e del popolo palestinese angariato. Due popoli Due Stati. Andreotti e Aldo Moro sono lezione viva, così come Sandro Pertini, Bettino Craxi ed Enrico Berlinguer. Perché se si parla di diritti umani non si può dimenticare la tragedia senza fine di Gaza: sunt lacrimae rerum.

Dovrei citare tante e tanti che sono stati e sono protagonisti di questa virtù bolognese. Non mi pare fuori luogo richiamare l’attenzione che a questi temi dedica, con continuità, il Consiglio comunale di Bologna. Una voce e una intelligenza si leva con appassionata competenza: è quella della consigliera Antonella Di Pietro, perché è riferimento forte di questa epopea che onora Bologna in questi tempi tormentati.

Ma questa peculiarità storica della nostra città che pratica il laicismo e la pluralità delle fedi religiose nessuno potrà offuscarla. In fondo anche cosi vive il pluralismo antifascista, effettiva peculiarità di questa Bologna “città dei diritti umani”.


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