Quartiere Murri, dal 2016 una lunga e irrisolta sequela di auto incendiate

Gli abitanti dell’area tra Largo Lercaro e le vie Cavazza, Lamponi e Romagnoli da dieci anni sono testimoni di fuochi notturni che hanno devastato una ventina di vetture e fatto gravi danni a marciapiedi, manto stradale e alberi. Si tratta di sei o sette episodi. Solo il caso ha impedito che le persone fossero coinvolte: avrebbero rischiato la vita. La procura indaga, il Comune installa telecamere, i media sembrano distratti. Eppure è un’emergenza irrisolta

di Sergio Palombarini, avvocato


Nel Quartiere Santo Stefano, zona Lunetta Gamberini, Largo Lercaro e immediati dintorni, si svolge una vicenda criminale iniziata nel 2016, e tutt’ora – a quanto pare – irrisolta.

I primi incendi di automobili, da una ricostruzione che ho tentato raccogliendo informazioni anche all’interno del Comune, oltre che per esperienza diretta, risalgono al 2016.

Precisazione necessaria per comprendere la gravità dell’argomento: l’incendio doloso di una automobile assomiglia all’esplosione di un ordigno dinamitardo, di una bomba, neanche tanto piccola.

Fin dagli incendi del 2016 gli abitanti dell’area che ha come baricentro Largo Lercaro e le vie Cavazza, Lamponi e Romagnoli, sono testimoni di fuochi notturni che raggiungono i rami degli alberi circostanti, le parti esterne dei condomini, e un’area di circa dieci metri di diametro attorno a ogni auto, con marciapiedi e manto stradale semidistrutti. In sostanza si può ragionevolmente ritenere che trattiamo di almeno circa sei o sette episodi, con circa 15-20 autovetture distrutte.

Solo il caso ha impedito il peggio, evitando che qualche cittadina o cittadino fosse coinvolto, rischiando anche la vita.
Più che un caso è un miracolo, se si tiene conto che gli episodi di incendi di singole o di gruppi di auto (due, tre, o quattro contemporaneamente), da quanto ho potuto ricostruire sono avvenuti anche nel 2018, 2023, 2024, e 2025, con più episodi anche in alcuni di questi stessi anni. Il tutto in una zona molto abitata e “fitta”: strade e marciapiedi stretti, case vicine, famiglie e bambini che frequentano scuole e centri ricreativi, continuo viavai di persone.

Ho saputo che il Comune a partire dal 2016 ha aumentato nella zona l’illuminazione e le telecamere, che attualmente sono 16, delle quali cinque guardano Largo Lercaro, tre con posizionamento fisso sul parcheggio mentre le altre ruotano l’obiettivo, guardando anche all’interno della Lunetta Gamberini, per individuare eventuali soggetti in arrivo o in fuga. Risulta che la procura della Repubblica di Bologna abbia indagato sui diversi episodi, ma non si conosce l’esito dei procedimenti se non che ci si troverebbe in una situazione di stallo, ossia che non si conoscono in modo definitivo gli autori e i moventi.

Ciò rende ancor più incerta la situazione, e preoccupata la popolazione residente. Il Comune riferisce di aver cercato di tenere i contatti sia con gli inquirenti che con le cittadine e i cittadini, in una operazione di raccordo e scambio di informazioni, che però par di capire siano scarse. I media ritengo non siano interessati più di tanto alla vicenda, eppure danno più risalto a vicende criminali anche di minor peso e pericolo. Di certo se le automobili fossero “esplose” in Piazza Santo Stefano se ne parlerebbe più dei lavori del tram e probabilmente sarebbe già intervenuto l’esercito, in forze.

Battute a parte, al di là dei rimedi di ordine pubblico ritengo che sarebbe importante un’operazione di maggiore trasparenza verso la città e gli abitanti del quartiere, sia su ciò che si è fatto da parte delle Forze dell’ordine e degli inquirenti (fermo restando il segreto istruttorio), sia sul supporto dato dalle istituzioni, per favorire una maggiore consapevolezza sulla situazione nel suo complesso, e su quali sono i maggiori pericoli che concretamente potrebbero realizzarsi: ciò anche per evitare che le opinioni si basino in larga misura sul sentito dire, cosa che, notoriamente, aumenta insicurezze e idee distorte.


2 pensieri riguardo “Quartiere Murri, dal 2016 una lunga e irrisolta sequela di auto incendiate

  1. se e’ per questo non succede solo nel q.re Murri, ma anche in san donato (vie del lavoro ,Sacco, Gandusio e in cirenaica (paolo fabbri, Masia, Sante vincenzi ) negli ultimi 3 anni ci sono stati almeno 10 (di cui ho certezza) episodi di incendio auto, motorini, scooter.
    Per non parlare poi dei quotidiani episodi di rotture cristalli che fanno sicuramente danni meno costosi,ma cmq rendono sempre piu’ inaccettabile la cappa di immunita’ di questi delinquenti e il senso di impotenza dei cittadini.
    Anche qui nonstante lettere in quartiere e immagino forti rimostranze dei prop. delle auto, presso questura e polizia municipale NON SI Eì ANCORA
    RISOLTO NULLA, NON SOLO : IL Q.RE NON SI E’ NEMMENO DEGNATO DI INDIRE UNA ASSEMBLEA PUBBLICA PER INFORMARE I CITTADINI DI COSA LE AUTORITA’ STANNO FACENDO IN MERITO. (nei termini che la legge consente).

    Nulla di nulla, che dire; io mi ricordo 5 anni fa in pieno periodo covid vedevo quasi tutte le sere pattuglie alternate di vigili, polizia ,carabinieri pattugliare le ns strade ANCHE E SOPRATTUTTO DI NOTTE AL FINE DI BLOCCARE INGUARIBILI “BIASSANOT” CHE NON STAVANO CAPITI E RINCHIUSI NEGLI APPOSITI RECINTI, ADESSO che ben piu’ gravi frangenti
    giustificherebbero analoghe ronde militari non si vede piu’ ANIMA VIVA NE DI GIORNO NE DI NOTTE. Dove andremo a finire il bronx mi risulta 20-30 anni fa soffriva di analoghi problemi ed ora la situazione si e’ risolta, almeno cosi’ mi pare di aver letto, spero vivamente per loro, qui da noi invece PEGGIORA DI GIORNO IN GIORNO, (per non parlare poi delle rapine in strada , lo spaccio di stupefacenti, gli stupri e i tentati stupri gli esempi di degrado non mancano di certo), ma si sa i “”veri problemi” sono gli studenti che protestano e quelli che dimostrano per la palestina… ma qui mi fermo xche’ si entra nel campo minato della politica e se la faccenda e’ politica avremo la certezza che NON sara’ MAI RISOLTA.

  2. Al contrario, io sono che le modalità della convivenza sono squisitamente e solo politiche. La volontà di stare con gli altri è un atto politico così come la volontà di estraniarsi : per stare nel ‘gruppo’ controllo l mio aspetto, il modo di parlare, la pulizia personale e dell’ ambiente, il tono di voce e i gesti, critico o assumo le regole di convivenza, rispetto e faccio rispettare gli spazi comuni. Chi non rispetta le regole convenute è un avversario politico da richiamare ai suoi doveri verso la comunità.

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