Cooperazione: durare nel tempo è possibile, se si costruisce valore condiviso

In un’epoca che rischia di farsi dominare dalla logica del breve periodo, la cooperazione bolognese continua a dimostrare che pensare al lungo termine non è un limite, ma una straordinaria opportunità. È questa la lezione che arriva dalle imprese cooperative del nostro territorio

di Daniele Ravaglia, vicepresidente Confcooperative Terre d’Emilia


Il 2025, proclamato dalle Nazioni Unite “Anno internazionale delle cooperative”, offre un’occasione preziosa per riflettere su ciò che rende questo modello d’impresa ancora attuale e, soprattutto, sorprendentemente longevo. Tanto più occorre chiederselo tra Bologna e Imola, dove la cooperazione non è solo una forma giuridica o una tradizione che viene dai tempi che furono, ma un modo concreto di fare impresa che guarda al lungo termine ed è capace di una resilienza che le altre imprese non mostrano.

Lo abbiamo voluto raccontare e riconoscere con la cerimonia di premiazione promossa da Confcooperative Terre d’Emilia, dedicata alle imprese cooperative più longeve del territorio metropolitano di Bologna. Cooperative che hanno celebrato traguardi importanti come i 20, i 40, i 130 e persino 150 anni di attività: storie diverse per settore, dimensione, origine, mercati di riferimento, ma accomunate da una stessa visione di lungo periodo, orientata a garantire valore alla generazione successiva di cooperatori, più che a privatizzare profitti anno dopo anno.

La longevità non è un caso. È il risultato di un modello mutualistico che mette al centro le persone, il lavoro e la comunità, creando attorno all’impresa un legame profondo e duraturo con il territorio. Non è un dato simbolico: le cooperative, in media, mostrano una longevità doppia rispetto alle altre imprese del territorio. L’età media delle cooperative associate a Confcooperative Terre d’Emilia supera oggi i 31 anni. Numeri che parlano di stabilità, resilienza e capacità di adattamento.

Le cooperative premiate – nella cornice suggestiva di Palazzo Pepoli, già museo di quella storia bolognese di cui da un secolo e mezzo la cooperazione fa parte – raccontano questa capacità di evolvere senza perdere identità. Nell’agricoltura e nell’energia rinnovabile, come nel caso di Agribioenergia, ma anche in settori come l’apicoltura e la produzione di miele – si pensi a Conapi -, la cooperazione ha saputo coniugare innovazione e sostenibilità ambientale, portando settori tradizionali a ripensarsi e a immaginare il domani. Nei servizi avanzati e nella consulenza, realtà come Ciba Brokers o Co.ser. dimostrano che anche nei settori più tecnici il modello cooperativo può garantire qualità, professionalità e continuità.

Il movente di comunità della cooperazione emerge con forza nelle cooperative sociali e nei consorzi che operano nei servizi alla persona, nella salute mentale, nell’inclusione lavorativa e nell’assistenza domiciliare. Tra queste, le esperienze del Consorzio Aldebaran, della coop sociale Fanin, di Asscoop e di Solco Civitas. Qui la longevità non è solo economica, ma soprattutto di orientamento: è la capacità di rispondere, nel tempo, ai bisogni che cambiano delle comunità, senza mai perdere i punti di riferimento valoriali che ci si è scelti.

Ci sono poi esperienze che hanno anticipato i tempi: dal social housing universitario di Nuovo Mondo alla gestione inclusiva dello sport della Polisportiva Paolo Poggi, fino alle cooperative multiservizi e di outsourcing che hanno creato lavoro stabile in contesti complessi, come Working e W.M. Working and Management.

E infine le grandi cooperative ultracentenarie, come sono EmilBanca per il credito cooperativo, che ha compiuto 130 anni, e la Cooperativa Ceramica d’Imola per la produzione di piastrelle, che ha raggiunto e superato i 150. Realtà che rappresentano veri e propri pilastri dell’economia locale. Imprese nate per tutelare il lavoro e il risparmio delle comunità, cresciute senza mai smarrire il proprio ruolo sociale e oggi capaci di competere sui mercati più complessi.

In un tempo che rischia di farsi dominare dalla logica del breve periodo, la cooperazione bolognese continua a dimostrare che pensare al lungo termine non è un limite, ma una straordinaria opportunità. È questa la lezione che arriva dalle imprese cooperative del nostro territorio: durare nel tempo è possibile, se si costruisce valore condiviso.


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