Paranoical Activity

L’ipotesi più plausibile che si possa azzardare, davanti alle accuse di tesseramento pilotato che Europa Verde muove a Coalizione Civica, è che nel partito ecologista il recente congresso abbia lasciato una frattura interna molto più profonda di quanto potesse sembrare rispetto alle prospettive politiche in vista delle amministrative 2027

di Pier Francesco Di Biase, caporedattore cB


A chi è fortunato come il sottoscritto, veleggiando tra le onde dell’esistenza, capita spesso di incontrare, nei momenti più disparati e nelle circostanze più improbabili, personaggi apparentemente folli che ci offrono, in realtà, insegnamenti il cui valore e la cui saggezza si riescono ad apprezzare pienamente soltanto con il passare inesorabile del tempo.

Uno di questi per me fu il Passini, compagno negli anni di Liceo, che mi insegnò a vedere il grottesco, e dunque il ridicolo, persino nell’orrido e nello spaventoso.

La “classe” in cui impartiva le sue lezioni, più o meno intorno ai nostri sedici anni, non era nient’altro che il seminterrato di casa sua. Dove spesso e volentieri ci invitava, il sabato sera, a vedere film horror verso cui nutriva una discreta passione. Una passione che io invece non ho mai condiviso, anzi, ma che diventava tutto sommato ininfluente davanti alla possibilità di trascorrere del tempo non solo con un caro amico, ma anche con una persona capace di stemperare, con una battuta e un tempismo perfetti, anche i momenti più tesi di trame in fin dei conti assai banali.

Fu così che, tra una risata e un balzo al petto, mi feci una discreta cultura su questo a parer mio inutile genere filmico, con una particolare predilezione per quelle pellicole in cui, come in “The Blair Witch Project” e “Paranormal Activity”, l’effetto spaventoso non è dato da immagini o personaggi terrificanti ma dalla sapiente combinazione di suoni, silenzi e ombre che lasciano all’immaginazione dello spettatore il compito di terrorizzarsi da sola.

Cosa c’entri questa digressione autobiografica con l’attualità cittadina è presto detto leggendo la cronaca domenicale del “Corriere di Bologna”, in cui è riportata l’ipotesi che la diramazione locale di Europa Verde sia oggetto di un’ «Opa di Alleanza Verdi-Sinistra» concretizzatasi nell’iscrizione «last minute» di circa una novantina di persone «vicine, se non vicinissime a Coalizione Civica», e chiamando in causa addirittura realtà associative molto conosciute in città come Salvaiciclisti (qui).

Avuta la premura di contattarla, la controparte naturalmente smentisce sdegnata. Oltretutto, si sottolinea, non si sta parlando di due realtà politiche da migliaia di iscritti in città e per le quali sia quindi facile, dal giorno alla notte, “spostare” un centinaio di tessere su un partito che, con questi nuovi innesti, arriva a malapena a 200 iscritti totali. Il problema ulteriore, per chi racconta, è poi costituito dal fatto che queste accuse, soprattutto a causa di leggi sulla privacy e salvo futuri procedimenti giudiziari, non sono dimostrabili. Dunque meglio evitare di giungere a conclusioni che, in fin dei conti, avrebbero lo stesso valore di quelle che l’immaginazione adolescenziale ci faceva trarre davanti ai suoni, ai silenzi e alle ombre di quei film di quart’ordine. Perciò, come si dice in gergo in questi casi, la notizia rimane “in aggiornamento”.

L’ipotesi che invece si può azzardare, dati anche i pregressi e le schermaglie con i vertici nazionali (qui), è che il recente congresso di Europa Verde Bologna abbia lasciato quel partito spaccato a metà tra due ali che, per semplificare, definiremo “antagonista” e “governista”. Due fazioni che, da qui al 2027, dovranno compiere una scelta definitiva sul posizionamento da tenere rispetto alle principali coalizioni politiche in campo.

Senza venir meno ai propri principi, ovviamente, ma anche senza cedere alla tentazione di abbandonarsi alla paranoia. E soprattutto senza correre il rischio di far scivolare la trama, pur avendo l’intenzione opposta, dal genere horror alla più classica commedia italiana.


Un pensiero riguardo “Paranoical Activity

  1. L’articolo parte da un presupposto sbagliato: il congresso dei verdi di Bologna si è svolto su una mozione unitaria votata da tutti.
    Quindi nessuna frattura.
    Mi meraviglia poi che non si distingua l’aggressore dall’aggredito ( Ucraina docet).

RispondiAnnulla risposta