Caro affitti, indagine tra gli studenti: 543 euro per una singola, 420 per un letto

Clancy: «Lavoriamo per non escludere nessuno per i costi. Sugli studentati è evidente il fallimento»

di Paolo Pontivi, giornalista


Cinquecentoquarantatrè euro per una camera singola. Quattrocentoventi per un posto letto in camera condivisa, con un aumento rispettivamente del 29% e del 23% rispetto al 2021. È in sostanza questo il dato centrale che è emerso al seminario organizzato dall’Omsa (Osservatorio metropolitano sul sistema abitativo) sulla popolazione universitaria e sulle conseguenti trasformazioni urbane dovute alla sempre più massiccia presenza di studenti fuori e dentro le mura. 

«I dati presentati – ha detto la vicesindaca di Bologna Emily Clancy – confermano una realtà che in città conosciamo bene: la questione abitativa è ormai centrale per il diritto allo studio e per l’equilibrio dei nostri quartieri. Una città universitaria non può permettersi che studentesse e studenti restino esclusi per i costi degli affitti». Numeri che emergono dall’analisi del progetto LINUS – LIviNg the University City – che ha raccolto 7.637 risposte a un questionario diffuso tra gli studenti iscritti all’Alma Mater nell’anno accademico 2024-2025 e che, oltre al costo degli appartamenti, esamina capillarmente la distribuzione della popolazione universitaria in città. Il 38,2% di questa vive all’interno delle mura, in un’area in cui, peraltro, si concentra anche il maggior numero di annunci pubblicati sulle piattaforme di affitto breve turistico. In media, uno studente impiega 99 giorni per individuare un appartamento e la grande maggioranza di essi vive in camere singole (il 48,1%) o doppie (34,2%) e, mediamente, il livello di soddisfazione della soluzione trovata è insufficiente.

Una situazione complessiva che ha imposto al Comune di «intervenire su più fronti – continua Clancy – mettendo a disposizione nuovi appartamenti per ErGo e aprendo dal 2021 i contributi comunali per l’affitto anche alla popolazione studentesca. Inoltre stiamo lavorando a interventi strutturali, come il nuovo studentato al Lazzaretto». Che, è prevedibile, andrà ad aggiungersi ai 4.300 posti letto previsti in residenze private alla Bolognina da realizzarsi entro il 2027.

La tavola rotonda ha preso le mosse dal concetto di “abbordabilità”, un altro modo per indicare la sostenibilità dei costi abitativi rispetto ai redditi e alle condizioni di accesso alla casa, sia in acquisto che in affitto, rispetto ai redditi e ai salari. La centralità della dimensione abitativa, si è sottolineato, deriva dalla forte attrattività della città che nel corso degli ultimi dieci anni ha visto un incremento esponenziale sia della popolazione residente che delle popolazioni temporanee, queste ultime più coinvolte nelle evidenti differenziazioni in termini di capacità di spesa e di temporalità della permanenza sotto le Torri. Trasformazioni urbane e sociali che hanno portato il Comune a «lavorare in sinergia con la “Fondazione Abitare”, con cui abbiamo creato uno strumento stabile per aumentare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, aperto anche a studenti e studentesse; man mano che entrerà a regime, potrà diventare un attore importante anche su questo fronte».

In ogni caso è chiaro che «non basta aumentare l’offerta pubblica – conclude Clancy – e per questo stiamo intervenendo sul mercato. Serve anche regolazione. La variante sugli affitti brevi ha già prodotto risultati e continueremo su questa strada per riequilibrare l’uso residenziale della città. E serve un intervento chiaro nazionale e regionale. Senza contare che sugli studentati c’è un evidente fallimento. La promessa era di 60mila alloggi entro il 2026 a livello nazionale, ma sono stati stanziati metà dei fondi a disposizione e i costi sono quasi ovunque inaccessibili».

L’articolo è stato realizzato per InCronaca, giornale del Master in Giornalismo dell’Università di Bologna. In copertina: un render del nuovo studentato della Bolognina (photo credits: Ansa).


Un pensiero riguardo “Caro affitti, indagine tra gli studenti: 543 euro per una singola, 420 per un letto

  1. Le persone irregolari sul territorio nazionale sono stimate in circa mezzo milione.
    I CPR esistenti sono 10 per un totale massimo di circa 1600 posti.
    Questa la realta’ dei numeri. Ognuno e’ poi ovviamente libero di interpretarla come meglio crede.
    Cordiali saluti.
    Valter Giovannini (ex Procuratore Aggiunto di Bologna).

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