Promosso dalla Fondazione “Gli amici di Luca”, l’incontro è a ingresso libero. Da settembre è stato costruito un confronto vero tra istituzioni, professionisti, educatori, artisti, famiglie, scuole, associazioni per interrogarsi sul benessere non come concetto astratto, ma come pratica quotidiana. Non solo salute, ma qualità della vita, accessibilità, futuro. La guarigione non è più l’unico obiettivo della medicina ed è sostituito dalla cura. Perché gli inguaribili non sono incurabili
di Fulvio De Nigris, presidente “Gli amici di Luca Casa dei Risvegli Luca De Nigris ets”
Ci sono luoghi che non sono soltanto spazi fisici, ma diventano visioni condivise. La “Casa dei Risvegli Luca De Nigris” è uno di questi luoghi: un ponte sulla città che nasce dalla cura, cresce nella cultura, si integra alla natura e si apre alla partecipazione. Il 25 febbraio, dalle ore 9.30 alle 12.30, al Teatro Dehon di Bologna, via Libia 59, restituiamo pubblicamente il percorso partecipativo 2025–2026 dal titolo “Casa dei risvegli: partecipazione al modello di benessere tra Cura, Cultura e Natura”.

Un progetto promosso dalla Fondazione “Gli amici di Luca Casa dei Risvegli Luca De Nigris ets”, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, Legge 15, un incontro aperto alla cittadinanza, a ingresso libero, perché la partecipazione è un processo vivo, che racconta storie, per responsabilità condivise.
In questi mesi, dal settembre dello scorso anno abbiamo costruito un confronto vero: istituzioni, professionisti sanitari, educatori, artisti, famiglie, scuole, associazioni culturali e ambientali si sono seduti allo stesso tavolo per interrogarsi su una parola spesso abusata: benessere. Non come concetto astratto, ma come pratica quotidiana. Non solo salute, ma qualità della vita, relazioni, diritti, accessibilità, futuro. In questi anni abbiamo imparato a nostre spese che la guarigione non è più l’obiettivo, almeno non l’unico obiettivo, della medicina, sostituito dalla cura. Sapendo che gli inguaribili non sono incurabili.
Per questo nel documento conclusivo del percorso, già validato dal Tecnico di Garanzia della Regione Emilia-Romagna e ora al vaglio dell’Azienda Usl di Bologna, emerge con chiarezza una visione integrata: la cura non si esaurisce nell’assistenza sanitaria, ma è “prendersi cura” delle persone, dei luoghi, delle relazioni; la cultura è strumento di inclusione, il teatro occasione di rinascita; la natura non è sfondo, ma spazio di esperienza, di apprendimento, di responsabilità democratica.
Cura, Cultura e Natura sono tre capitoli uniti tra loro. È l’approccio bio-psico-sociale che riconosce la persona con grave cerebrolesione acquisita come protagonista del proprio percorso, insieme alla famiglia, alla rete informale, alla comunità. È il teatro che diventa laboratorio di identità e autostima. È il giardino sensoriale che diventa palestra di autonomia. È la scuola che si apre alla fragilità come occasione educativa e non come emergenza.
Racconteremo le priorità condivise, il modello integrato, le criticità emerse – dalle barriere culturali e ambientali alla fatica del “dopo la dimissione” – e le proposte concrete: rafforzare la rete territoriale, portare le attività culturali anche fuori dal centro urbano, sperimentare laboratori drammaturgici partecipati con famiglie e caregiver, valorizzare i sentieri naturali e i percorsi ambientali, costruire un network informativo più efficace e inclusivo.
Tra le azioni proposte vi è anche la realizzazione di una postazione di rilevamento dei dati ambientali nata dalla collaborazione con l’Istituto Aldini Valeriani e “Parco dei Cedri nel cuore”, un’esperienza concreta che mette insieme ambiente, educazione e cittadinanza attiva, coinvolgendo direttamente le giovani generazioni in un percorso di responsabilità condivisa verso il territorio e la salute collettiva.
Il percorso è stato costruito insieme a una rete ampia di partner del territorio che hanno condiviso obiettivi e visione: Cineteca di Bologna, Cooperativa Sociale PerLuca, Teatro Dehon, IC21 Bologna, Aldini Valeriani, Majorana di San Lazzaro, Cantiere Bologna, Parco dei Cedri nel Cuore, Tempo e Diaframma, Pianeta, Agriverde.
Una rete culturale, educativa, ambientale e sociale rende dunque concreto il modello di benessere tra cura, cultura e natura. Il 25 febbraio al Teatro Dehon condividiamo una visione di città più inclusiva, dove la disabilità è centro di innovazione. Una sfida culturale che chiama tutti alla partecipazione e alla responsabilità collettiva. Vi aspettiamo.
