Una strategia comune su adolescenza, sport e verde pubblico

Il Consiglio di Quartiere Porto-Saragozza, nella seduta del 23 marzo, ha visto la convergenza di maggioranza e opposizione su una visione globale in tema di gestione delle aree verdi. Un investimento che forse non produce risultati immediati, ma che nel medio periodo contribuisce in modo più profondo alla sicurezza reale e percepita dei territori

di Ilaria Gamberini e Cristian Tracà, consiglieri di Quartiere Porto-Saragozza


Non solo telecamere, illuminazione e controlli, ma anche educativa di strada e nuovi progetti sportivi estivi per gli adolescenti negli spazi verdi. Con questa richiesta di progettazione e monitoraggio il Consiglio di Quartiere Porto-Saragozza, nella seduta del 23 marzo, è riuscito a trovare una sintesi all’unanimità sul percorso di sicurezza integrata che potrà svilupparsi nei prossimi mesi nell’area di via Felice Battaglia e del Parco Emanuele Petri.

È una bella notizia perché, pur nel riconoscimento delle differenze di visione tra forze politiche, si è riusciti a trovare un punto d’incontro, lavorando su più piani. Tre ordini del giorno che, messi insieme, tracciano una rotta possibile, non solo su questa zona della città ma per tutte quelle aree sensibili. Un piano che ha avuto il voto favorevole da un arco ampio che va da Sinistra Unita a Fratelli d’Italia.

Questo approccio si inserisce in un solco già tracciato dall’amministrazione cittadina, che negli ultimi anni ha investito sul concetto di sicurezza integrata, affiancando agli strumenti di controllo politiche educative, sociali e di presidio territoriale. È un patrimonio di pratiche e visione che va riconosciuto e rafforzato.

Le telecamere, ce lo dice l’esperienza, da sole non risolvono i problemi. O perché li spostano o perché fotografano qualcosa che è già avvenuto, con poco sollievo per chi è stato vittima di un episodio di pericolo. Né si può pensare a una presenza capillare di forze dell’ordine in contemporanea su tutti i punti della città. Per questo da tempo insistiamo sul lavoro di prevenzione e accompagnamento che lo sport e le educative di strada possono svolgere, in coerenza con le migliori esperienze già messe in campo a Bologna.

Far conoscere la gamma di interventi educativi possibili è fin da inizio mandato un obiettivo politico del nostro gruppo. Abbiamo convocato una commissione specifica a febbraio 2025 proprio nella zona, invitando educatori ed educatrici a spiegare come lavorano per strada. Le persone presenti hanno apprezzato molto quel tipo di possibilità conoscitiva e quello strumento, grazie anche a un intervento importante di Simona Bruni, scomparsa qualche settimana fa, che in modo molto chiaro e onesto ha definito i contorni dell’intervento.

Sulla base di quella convinzione, emersa anche in Commissione, come Quartiere pensiamo che la strada corretta sia potenziare gli strumenti e andare anche oltre l’offerta dei centri CRESCO che, per chi non li conoscesse, sono una delle innovazioni messe in campo dall’amministrazione: una rete diffusa di spazi educativi, gratuiti e ad accesso libero, presenti nei quartieri, dove équipe di educatori lavorano ogni giorno con ragazze e ragazzi tra aiuto compiti, laboratori e attività di socialità.

Nella zona l’educativa di strada ha fatto una prima parte di lavoro, che dovrà continuare nel tempo e diventare stabile. È un segnale importante che anche nell’Ordine del giorno di Forza Italia si mostri fiducia verso questo tipo di presidio territoriale.

Siamo andati anche oltre. Non solo educative di strada itineranti, ma la costruzione di progetti sportivi all’aperto dove ci sono aree verdi e campetti: una sorta di “Parchi in movimento” tarata su un pubblico adolescenziale. Il modello esiste già ed è consolidato: il progetto comunale propone attività sportive gratuite nei parchi cittadini, guidate da istruttori, con l’obiettivo di promuovere benessere, relazioni e presidio positivo degli spazi pubblici.

L’idea è quella di adattare questo approccio a una fascia più giovane, consapevoli che le dinamiche di ingaggio iniziale non sempre sono semplici, ma fiduciosi nel potere dello sport come strumento educativo e di costruzione di legami.

Proprio per questo motivo il Quartiere Porto-Saragozza ha firmato un patto di collaborazione con Basket Popolare, per dare l’opportunità a ragazze e ragazzi di partecipare a un’ora di basket gratuita, tenuta da istruttori qualificati, negli spazi del Parco del Velodromo e del Parco Emanuele Petri. Un’esperienza concreta che va esattamente nella direzione che immaginiamo: portare attività strutturate nei luoghi informali della città, abbassare le barriere di accesso e costruire occasioni di incontro positive, accessibili e continuative.

In questo senso non si tratta di inventare nuovi strumenti da zero, ma di fare un passo in più a partire da esperienze che hanno già dimostrato di funzionare. Portare queste attività dentro una progettazione più mirata sugli adolescenti significa rafforzarne l’impatto educativo, intercettando anche quei ragazzi e quelle ragazze che difficilmente accedono ai servizi più strutturati.

È qui che il lavoro pubblico può fare la differenza: costruendo continuità tra educativa di strada, spazi come i CRESCO e iniziative diffuse nei parchi, creando una presenza riconoscibile, accessibile e capace di generare fiducia nel tempo. Un investimento che forse non produce risultati immediati, ma che nel medio periodo contribuisce in modo più profondo alla sicurezza reale e percepita dei territori.

Su questo nelle prossime settimane vogliamo investire tempo di riflessione ed energie, contando anche sulle risorse che il Bilancio Partecipativo mette a disposizione per interventi non infrastrutturali. Può essere una via di lavoro, soprattutto per i mesi estivi, quando la città cambia volto e i ragazzi e le ragazze cambiano ritmi di vita e hanno bisogno di punti di riferimento.

È proprio in questa direzione che si colloca il lavoro del nostro consiglio di quartiere: non partire da zero, ma valorizzare ciò che già funziona, rafforzarlo e renderlo replicabile anche in altri contesti della città. L’obiettivo è costruire, dentro il centrosinistra, una proposta capace di mettere a sistema le buone pratiche già avviate dall’amministrazione e trasformarle in politiche sempre più efficaci, diffuse e durature.


Un pensiero riguardo “Una strategia comune su adolescenza, sport e verde pubblico

  1. Bell’articolo, utile e molto interessante perché informa noi cittadine e cittadini, sulle politiche e progetti che l’amministrazione del nostro Quartiere sta realizzando sui bisogni degli adolescenti in termini di prevenzione del disagio e non solo.
    Ho trovato molto interessante, la descrizione del “metodo”che viene utilizzato : complesso, articolato, connettivo e inclusivo. Tiene conto delle precedenti esperienze, diversità di contesti e tempi. Un grande lavoro.
    Grazie consigliere e consiglieri di Quartiere per il vostro impegno e per la vostra generosità

    il vostro impegno e la vostra generosità .

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