Fare spazio ai fiumi per diminuire il rischio di alluvioni

Sabato 28 marzo ore 15.30, come sempre nella Sala Anziani Palazzo D’Accursio, un nuovo appuntamento con la scuola di eco politica. Relatore il geologo Paride Antolini, che illustrerà il Piano di Assetto Idrogeologico di Bacino

di Paolo Galletti, Europa Verde-Verdi Bologna


La memoria non è certo un punto di forza della società attuale. Un nuovo problema fa dimenticare quello precedente e spesso temi tutto sommati secondari fungono da armi di distrazione di massa. Per di più risulta rassicurante seppellire nell’inconscio problemi complessi  di difficile soluzione, tanto più se richiedono cambi di abitudini radicate o ancor più modifiche sostanziali dell’uso del territorio.

È il caso delle alluvioni che hanno rimesso in gioco la possibilità di abitare intere aree. Siamo sicuri che ci siano state ripetute alluvioni in Romagna e nel Bolognese?

Pare proprio di no.

Quando con il Piano di Assetto Idrogeologico l’Autorità di Bacino del Po indica alcune opere essenziali per mettere in sicurezza e dare spazio ai fiumi… Inizia il fuoco di sbarramento.

Aree di esondazione controllate, aree di laminazione, aree dove delocalizzare gli insediamenti… Un compromesso rispetto alla vitale necessità di dare spazio ai fiumi: il vero obiettivo per mettere in sicurezza interi territori.

Legacoop, Confindustria, Coldiretti, comitati vari eterodiretti… Tutti a dire no.

Si mettono a rischio investimenti previsti,si allagano territori per l’agricoltura industriale,si prevedono delocalizzazioni.

Dopo lo sterminio della vegetazione che ha ridotto i fiumi a sempre più veloci e pericolose autostrade d’acqua, dopo l’estinzione di innocenti animali fossori, auspicata pure da De Pascale, si propongono altre fantasiose e farlocche pseudo soluzioni. Fermare l’acqua in montagna per esempio. Cosa palesemente impossibile.

Ma intanto dighe, briglie, laghetti, snaturando i fiumi e riducendo ulteriormente i sedimenti che già oggi mancano alle spiagge della Riviera Romagnola.

Tutto per lasciare tutto come prima. Tutto per continuare a cementificare e a desertificare il territorio con l’agricoltura industriale.

Una gestione sostenibile del territorio diventa più che mai non rinviabile di fronte a un repentino cambiamento climatico con effetti imprevedibili. Senza misure adeguate e programmate che inevitabilmente impongono un cambiamento dei modi sbagliati attuali andremo incontro a danni sempre più gravi e costosi e al rischio di inabitabilità di alcuni territori.

A tal proposito, il geologo Paride Antolini ci spiegherà il Pai (Piano Assetto Idrogeologico) e come dare davvero spazio ai fiumi. Il nuovo appuntamento con la scuola di eco politica è in programma per sabato 28 marzo ore 15.30, come sempre nella Sala Anziani Palazzo D’Accursio.


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