Perché una multiutility quotata in Borsa fatica a garantire il bene comune della città pulita? I sindaci delle città azioniste tacciono quando le vie e i marciapiedi non vengono tenute in ordine, forse perché più Hera è redditizia, più l’utile cresce e quindi ci sono più margini di manovra per destinare risorse ad altri servizi. Ma la pulizia è un bene da non sottovalutare perché senza si perde consenso: un ritorno economico inferiore per una città meglio tenuta si traduce in un più che proporzionale beneficio politico. Quattro paradossi-chiave da superare
di Maurizio Morini, imprenditore e innovation manager
La città pulita è un’infrastruttura civile tanto fondamentale quanto strade, scuole o ospedali. L’Oms la definisce pilastro delle “healthy cities”: «Consce dell’importanza della salute come bene collettivo». La teoria delle “broken windows” – la più citata in criminologia – dimostra che sporcizia e degrado fisico segnalano l’assenza di controllo, moltiplicando criminalità e alienazione sociale. Eppure, in Emilia-Romagna, il servizio che garantisce questo bene comune è gestito da una società quotata in Borsa con l’imperativo legale di massimizzare il profitto. Il risultato è un conflitto strutturale che si legge ogni mattina sui marciapiedi di Bologna – così come per le strade di altre città, chi vi scrive ha ben chiara la situazione di Rimini e dello stato delle strade di Marina Centro. Ecco i quattro “paradossi” chiave.
Il paradosso del Comune azionista
Hera incassa 535,9 milioni di euro di utili nel 2024, 464,3 milioni di euro nel 2025 e promette agli azionisti un dividendo in crescita del 27% entro il 2029, fino a 19 centesimi per azione. Anche i dati recenti, inclusa la trimestrale iniziale del 2026 appena resa nota (13 maggio), confermano utili importanti. I Comuni azionisti – Bologna, Modena, Ravenna, Rimini – ne ricevono quasi 80 milioni l’anno solo da Hera e Iren. Bologna sola: 20 milioni. Denaro che potrebbe pagare centinaia di operatori di spazzamento in più. Ma più Hera è redditizia, più il dividendo cresce. Ma i sindaci tacciono quando le strade sono sporche, forse perché più Hera è redditizia, più il dividendo cresce e quindi ci sono più margini di manovra per destinare più risorse ad altri servizi. La Uil ha rotto questo silenzio: «Se le bollette dei cittadini generano utili, una parte di quegli utili deve tornare ai cittadini».
Il paradosso della differenziata
Bologna è prima città italiana per raccolta differenziata (72,8%), l’Emilia-Romagna prima regione (79%), riconosciuta dall’Onu tra le “Zero Waste Cities”. Eppure 15.000 residenti hanno firmato la petizione “Stop al degrado” di Confabitare: 6.921 segnalazioni per sporcizia e scritte sui muri, il 43% del totale. Come è possibile? Perché la differenziata – che entra nelle classifiche, genera visibilità Esg, ottimizza gli impianti di Herambiente – è un servizio diverso dallo spazzamento quotidiano. Hera punta sui Kpi che “si vedono” in Borsa. Le strade sporche non fanno titoli né punti sostenibilità.
Il paradosso delle “broken windows”
Tagliare sulla pulizia non è estetica: è una scelta che produce insicurezza, degrado, riduzione del benessere psicologico. La ricerca su Nature (2024) identifica gli «spazi pubblici sicuri per la socializzazione» come priorità assoluta per la salute mentale, specie dei giovani. Ma Hera non contabilizza questi costi esternalizzati. Il suo Piano Industriale 2025-2029 promette «crescita strutturale degli utili per azione del 6%» – zero obiettivi espliciti su decoro urbano.
Il paradosso delle alterne stagioni
A Ferragosto 2025 gli albergatori di Cesenatico denunciano cassonetti strapieni, caditoie intasate, strade allagate dopo una bomba d’acqua. Alfonso Maini, Federalberghi: «Se la pulizia non viene effettuata correttamente, le caditoie vengono coperte dai detriti, e quando piove ci ritroviamo allagati». Hera risponde che “non può passare”. Eppure il Piano prevede utili per 520 milioni e dividendi in crescita del 27%. Come scrive il dossier Acqua Bene Comune: «I servizi pubblici più si avvicinano a Piazza Affari, più si allontanano dalle esigenze dei cittadini».
Quindi, non si può continuare così. Bisogna intervenire subito, senza indugi, per riprendere lo status di città del benessere al quale i capoluoghi emiliano-romagnoli, Bologna in primis e da anni anche Rimini, si sono spesso “rifatti”.
Tre proposte semplici da cui partire
Ecco tre semplici misure dalle quali partire, con risvolto sociale e di coinvolgimento diffuso.
Prima: istituire un fondo “pulizia bene comune” finanziato con una quota dei dividendi Hera ai Comuni, per incarichi temporanei a migranti e disoccupati – con compenso adeguato e senza tassazione comunale – dedicati alla pulizia settimanale delle aree urbane. Si tratta di un’estensione dello spazzino di quartiere con un ampliamento delle funzioni.
Seconda: promuovere ordinanze dei Comuni sul decoro urbano e permettere ai cittadini di segnalare comportamenti non conformi, con un’adeguata campagna di sensibilizzazione educativa, per ridurre quasi a zero l’abbandono stradale di rifiuti e la non raccolta delle deiezioni degli animali domestici.
Terza: definire Kpi vincolanti per le multiutility, legati non agli utili azionari ma alla soddisfazione dei cittadini per lo stato di tenuta delle strade e il decoro urbano, tramite rilevazioni annuali coincidenti con un piccolo sconto sull’importo della Tari per favorire la massima risposta.
La città pulita è un bene comune. Non può restare residuale rispetto al dividendo. Noi cittadini dobbiamo fare la nostra parte, certo. Dal punto di vista di Hera, va accettato il fatto che se si è multiutility si deve rinunciare a una parte di ritorno finanziario per generare un surplus di benessere territoriale; e se si è un’amministrazione comunale interessata, un ritorno di dividendi inferiore si traduce in un più che proporzionale beneficio politico.
Per chi volesse approfondire i contenuti quantitativi alla base dell’articolo, questo è il link: MM ricerca Hera maggio 2026 sintesi.pdf.
Photo credits: Gruppo Hera

Condivido l’ articolo anche se io sono molto più critico sulla gestione rifiuti di Hera che fa utili mostruosi ma la pulizia della città peggiora di continuo. Una grande colpa ce l’hanno i cittadini che lasciano i sacchetti della spazzatura vicino ai bidoni oppure nei cestini cosa assolutamente vietata ed inoltre noto con disgusto che la maggior parte dei fumatori butta le cicche di sigaretta e la carta per terra o nei tombini che poi si tappano ed alla minima pioggia le strade si allagano. Detto questo una multiutility con bilanci simili dovrebbe curare di più la pulizia delle strade ma è molto più remunerativo per Hera appaltare ad altri con i risultati che vediamo tutti i giorni: vi sembra normale che gli operatori usino quei soffioni terribili per spostare lo sporco in mezzo alla strada causando nuvole di polvere e germi che poi respiriamo e che ci entrano nei polmoni??? Non ne respiriamo abbastanza di schifezze?? Hanno un senso i contenitori dell’ indifferenziata che si aprono solo con la tessera che purtroppo tanta gente non ha oppure non la usa?? È stato rispolverato lo spazzino di quartiere come una volta ma purtroppo fanno quello che possono e comunque i famosi ispettori Hera che dovrebbero multare chi butta la spazzatura per terra dove sono?? La situazione comunque è seria un bel mix di maleducazione civica e gestione di Hera rivolta solo al profitto con il silenzio dei comuni che incassano dividendi. Complimenti un po’ di vergogna mai?
Condivido ogni parola dell’ articolo perché rappresenta, sillaba per sillaba, il mio pensiero.
Sono stato consigliere di quartiere a Bologna nella passata legislatura e la battaglia sulla raccolta rifiuti è stata la mia priorità.
Erano i tempi della terribile raccolta differenziata e tante sono state le diatribe ,con l’appoggio dell’allora assessore responsabile, con Hera.
Anche pochi giorni fa ho potuto accennare al problema con il Sindaco, che non mi ha dato torto.
Non è assolutamente accettabile che , per fare fare dividendi ad Hera e trarne importanti benefici economici, si sia condannati ad una città sporchissima dove gli odori dominanti , soprattutto nelle strade del centro, sono: Urina, Feci canine e spesso umane, Vomito nelle zone della movida.
E’ imperativo un cambiamento deciso.
Andrea Garagnani