Un innovativo progetto formativo nel biologico e per dar vita agli agricoltori del futuro, promosso dal Bio-distretto dell’Appennino bolognese
di Bruno Damini, giornalista e scrittore
Nasce sull’Appennino bolognese la “Scuola dei mestieri della terra” per la formazione nel biologico e per formare gli agricoltori del futuro, organizzata dal Bio-distretto dell’Appennino bolognese con il supporto di Demetra Formazione, finanziata dal Ministero dell’Agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste.
Ne abbiamo parlato con Lucio Cavazzoni, presidente del Bio-distretto, secondo il quale servono idee forti e persone generose (e ce ne sono), misure energiche e dedicate da parte della politica (che ancora non ci sono) per ripopolare le nostre campagne di agricoltori, allevatori, e artigiani dell’alimentazione, dando vita a nuove economie in veste ecologica. Ne sono la prova vivente le imprese che nell’Appennino bolognese riportano vita e sostenibilità vera, alternative credibili e ricche di senso e di valore.
Il programma, aperto alla partecipazione nazionale, prevede 145 ore di percorso formativo fra teoria e pratica “sul campo”, coinvolgendo 15 aziende agricole e artigiani della filiera alimentare del Bio-distretto. Il progetto è supportato da una rete scientifica nazionale composta da esperti e ricercatori del settore biologico e biodinamico tra cui Enzo Mescalchin (Fondazione E. Mach), Cristina Micheloni (Aiab Friuli-Venezia Giulia), Lucio Cavazzoni, Carlo Triarico (Associazione per l’Agricoltura Biodinamica), Alessandro Fantini (medico veterinario), Francesco Bordini e da specialisti in suoli, viticoltura e sistemi agricoli sostenibili come Maurizio Agostino, Carlo Bazzocchi, Claudio Buscaroli e Mario Malagoli (Università di Padova), Adamo D. Rombolà (Università di Bologna).
La Scuola nasce con un obiettivo primario: rafforzare competenze e costruire relazioni per dare sempre nuovi impulsi a un’agricoltura biologica che mette al centro la salute delle persone e della terra, sostenendo territori e comunità, creando nuove economie locali.
È un progetto che parte dalla terra e a essa ritorna, con il rispetto e la cura che le son dovuti perché “Se dalla terra vuoi di più, falle carezze”, come recita un antico detto contadino riemerso dai tempi remoti in cui le attività agricole non erano improntate allo sfruttamento intensivo e rapinoso imposto dall’industria delle carni e dalle multinazionali della chimica che dominano il mercato cerealicolo.
Il percorso formativo affronta i principali aspetti tecnici, agronomici e organizzativi dell’agricoltura biologica, con una particolare attenzione a: gestione sostenibile delle risorse naturali, tutela degli ecosistemi, adattamento ai cambiamenti climatici, sviluppo di filiere agroalimentari sostenibili.
Le attività si svolgono direttamente in aziende agricole e artigianali del territorio, accanto ai momenti teorici grande spazio è dedicato alla pratica, favorendo l’apprendimento sul campo e lo scambio tra agricoltori, tecnici e ricercatori. Un approccio che rispecchia l’identità del Bio-distretto: agricoltura artigiana, intelligenza naturale, terra bene comune.
La Scuola dei Mestieri della Terra guarda oltre la singola azienda. L’obiettivo è accompagnare la nascita, la riconversione e il consolidamento di imprese agricole economicamente sostenibili e radicate nei territori, capaci di valorizzare biodiversità e paesaggio, attivare filiere corte, sviluppare trasformazione artigianale e commercio diretto, creare nuove opportunità per le comunità dell’Appennino, orientando le giovani generazioni verso potenziali sbocchi lavorativi che favoriscano il ripopolamento di quei territori.
I corsi sono rivolti ad aziende agricole biologiche o in conversione al biologico, ai loro dipendenti e collaboratori. La partecipazione è aperta a persone provenienti da tutto il territorio nazionale. Nel corso del 2026 sono stati programmati quattro corsi di formazione nel territorio bolognese (al termine di ciascun corso verrà rilasciato un attestato di frequenza):
1 – Terra – uva – vino: viticoltura bio, un cambiamento da gestire (20 ore, gratuito)
13 e 29 maggio, 12 e 24 giugno 2026. Destinato a viti-vinicoltori che vogliono approfondire le conoscenze del metodo di produzione biologico e biodinamico, la gestione delle vigne e del suolo in questo periodo di stress climatico, le novità per il controllo dei parassiti vegetali e animali. I corsi si svolgeranno presso le aziende agricole (sarà possibile partecipare alle lezioni anche online): Al di là del fiume, Marzabotto; Soc. Agricola La Riva, Castel di Serravalle; Corte d’Aibo, Monteveglio; La Tomisa, San Lazzaro di Savena.
2 – Filiera dei grani: dal seme al pane (15 ore, gratuito)
Organizzato con la Comunità del Grano dell’Alto Appennino tra Bologna e Firenze, Slow Food (qui)
19 – 21 – 23 maggio 2026. Un percorso immersivo destinato ad agricoltori che vogliono approfondire le conoscenze della filiera del frumento biologico, le principali tecniche agronomiche e di trasformazione. Tra campo, mulino e laboratorio, per comprendere pratiche e saperi che danno valore al grano, in particolare ai grani alti, perché il pane nasce dalla terra. Gli iscritti parteciperanno al Festival Forni e Fornai-e 2026, organizzato dalla Comunità del Grano Alto (qui) a Monghidoro il 23 e 24 maggio 2026. L’evento biennale celebra la filiera del pane, grano e terra con laboratori, incontri tra agricoltori e fornai provenienti da tutt’Italia, promuovendo pratiche agricole sostenibili e comunitarie.
I corsi si svolgeranno presso; Azienda Agricola Minarini, (Monghidoro); CAC Cesena; Molino Pransani, Sogliano sul Rubicone; Laboratorio Calzolari, Monghidoro.
3 – Allevamenti bovini, ovini e caprini. Dal fieno al latte e i suoi derivati, per gli allevamenti dell’Appennino (20 ore, gratuito)
10 – 17 – 22 giugno 2026. Destinato ad allevatrici e allevatori che vogliono approfondire le conoscenze del metodo biologico e biodinamico, come gestire al meglio gli animali, dalle loro produzioni alla trasformazione.
I corsi si svolgeranno presso le aziende agricole: Fattoria Lama Grande, Sasso Marconi; Fattoria La Pulcina, Castel di Casio; La Cartiera dei Benandanti, Monghidoro.
4 – Corso avanzato in agricoltura biologica (25 ore, gratuito)
Inizio: 22 ottobre 2026. Produrre nel rispetto dell’agricoltura biologica offre grandi opportunità per nuove imprese di cibo vero, soprattutto nelle pedo-climatiche del territorio dell’appennino bolognese, potendo contare anche su importanti risorse finanziare dall’Unione Europea.
Partendo da imprescindibili informazioni di base, questo corso propone aggiornamenti per migliorare la fertilità del suolo e di conseguenza le produzioni, siano esse vegetali o animali, per districarsi nelle diverse opportunità dei mercati di vendita, sulle principali tecniche agronomiche e come comportarsi/rapportarsi con le norme e con chi le verifica.
Altri corsi previsti in autunno e inverno: Agroecologia (20 ore); Olivicoltura e olio bio (15 ore); Apicoltura bio (15 ore); Castanicoltura bio (15 ore).
Il Bio-distretto dell’Appennino Bolognese ha ottenuto il riconoscimento da parte della Regione Emilia-Romagna quale distretto del biologico, ai sensi della L.R. n.14/2023 e dell’art. 13 della legge n.23/2022, anche ai fini dell’iscrizione nel registro nazionale dei distretti del biologico (ai sensi dell’art. 10 del dm Masaf n. 663276/2022).
Nell’associazione ognuno partecipa a modo suo, coltivando, allevando, trasformando, cucinando e tracciando nuovi sentieri. Chi è nato qui, chi ha deciso di restare, chi ha scelto di tornare e chi arriva portando nuovi sguardi, con ruoli diversi ma riconoscendosi in un disegno comune. È una storia iniziata più di vent’anni fa, quando con pazienza e determinazione è nato un patto con il territorio e il Bio-distretto dell’Appennino Bolognese conta oggi oltre 100 associati, 48 aziende agricole, allevatrici e allevatori, artigiane e artigiani, ristoratrici e ristoratori, ambassador e associazioni, tra le quali Slow Food Bologna, Cna Bologna, Confartigianato Bologna, Confcommercio Ascom Bologna, Aiab E-r, Comunità Slow Food dei Grani Alti.
Tutti i dettagli sui corsi (qui). Per avere più informazioni sul progetto, si può scrivere a Diletta Cavallaro:
d.cavallaro@demetraformazione.it.
L’articolo è stato realizzato per “Sala& Cucina, magazine di accoglienza e ristorazione” (qui).
