Sta ottenendo grande attenzione la proposta “Vogliamo lasciare la macchina a casa!”: chiedere a Rete Ferroviaria Italiana di prevedere una fermata in prossimità della via Due Madonne sulla linea Bologna-Rimini per arrivare in otto minuti in Stazione Centrale ed essere collegati con il mare. Un’idea semplice e facile nella sua realizzazione, che con un minimo sforzo può ottenere un grande risultato, soprattutto per i tanti pendolari giornalieri
di Rita Roatti e Cristina Ceretti, presidente e vicepresidente del Comitato del Villaggio Due Madonne
Mai avremmo immaginato in poche settimane di raccogliere più di 4.500 firme per un’idea nata dal basso, chiamata “Vogliamo lasciare la macchina a casa!” e promossa dal Comitato del Villaggio Due Madonne: chiedere a Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) di prevedere una fermata in prossimità della via Due Madonne sulla linea Bologna-Rimini per arrivare in otto minuti in Stazione Centrale ed essere collegati con il mare.
Riteniamo che la proposta meriti una valutazione seria, approfondita e basata su dati tecnici oggettivi, nell’interesse dei cittadini, dei pendolari e dello sviluppo sostenibile della mobilità dell’intera area orientale di Bologna. Una proposta semplice e facile nella sua realizzazione, che con un minimo sforzo può ottenere un grande risultato, soprattutto per i tanti pendolari giornalieri.
Il Comitato del Villaggio Due Madonne non è nato adesso, esiste da 30 anni, non si anima in vista di appuntamenti elettorali, ma li attraversa negli anni con proposte ecologiche e culturali. Ha fatto battaglie non scontate e se oggi la Festa dell’Unità Due Madonne si svolge sul bellissimo polmone verde del Parco Peppino Impastato, lo deve alla forza delle firme raccolte per salvare dalla cementificazione un’area che oggi è parte fondamentale del sistema dei luoghi pubblici e collettivi del quartiere.
La proposta che ha preso vita queste settimane, ben documentata dalla Rai regionale che ringraziamo, è di chiedere a Rfi di prevedere una piccola opera di mitigazione all’interno di lavori già programmati e finanziati sul 2027, che rafforzerebbe concretamente la mobilità integrata del nostro territorio. Si tratta di un piccolo intervento che agevolerebbe un bacino di 20.000 persone, consentendo loro di lasciare l’automobile a casa, con benefici evidenti in termini di traffico, sostenibilità ambientale e qualità della vita.
Se oggi prendiamo la macchina, non è per egoismo, ma perché ci sentiamo costretti da una quotidianità frenetica che non ci offre alternative reali, comode e affidabili. Ecco perché investire sulla mobilità integrata, come sta facendo il Comune di Bologna, non è solo una scelta economica o politica: è un atto di profonda cura verso noi stessi e verso la nostra città.
Il Comitato del Villaggio Due Madonne crede che una mobilità davvero integrata debba essere costruita su spostamenti senza cuciture: esci di casa e trovi una pista ciclabile sicura, un autobus che ti porta dritto in stazione. Da lì, sali su un treno puntuale, moderno e frequente. Lasciare l’auto a casa grazie a questo sistema trasforma radicalmente le nostre vite: ci restituisce il nostro tempo, riduce l’ansia e migliora la salute, ci fa sentire parte della soluzione.
Crediamo che la partecipazione attiva sia un valore importante per la tenuta democratica delle nostre città, pertanto non può solo ridursi a mera ratifica di scelte già prese ed esiti già definiti, ma al contrario suggerire dal basso idee e proposte nuove a enti, aziende e istituzioni per il bene comune, tanto di questo lembo di periferia, quando quello dell’intera città di Bologna e del sistema metropolitano integrato.
Photo credits: Tgr Rai Emilia-Romagna

Sarebbe interessante sapere cosa praticano di lavoro queste 4500 persone.
Inutile, raccontarci che parte della poca ricchezza prodotta in questo Paese e Città deriva principalmente da quelli che si spostano in tangenziale con auto, camion etc, buona parte di chi usa mezzi pubblici tra cui Io, ahimè di PiL ne
facciamo ben poco. Schiavi di una condizione indotta, vorremmo un mondo migliore in generale e non Bolle per pochi.
Buongiorno
Ma si parla della linea SFM? Che ora ferma a San Lazzaro?
Da via Emilia col 19 ci si arriva davanti. Certo averla di fronte a casa è più comodo.
Io abito a San Ruffillo per arrivare alla sede del quartiere e oggi casa della salute, ci vuole un’oretta, complice un bus fantasma come il 55, e siamo dentro lo stesso quartiere Savena.
In generale le interconnessioni andrebbero studiate meglio, comprendendo certamente SFM (ed i suoi orari). Ma tutte le mie richieste a Tper sono cadute nel nulla, metterci un’ora per spostamento nel quartiere e’ considerato normale, aspettare un bus 30 minuti anche.