L’insegna, rovesciata, della metropolitana di Milano mi ispira possibili rovesciamenti del sentire comune: dal campo largo, all’immigrazione, al 7 ottobre
di Piero Dall’Occa, architetto
Osservo l’insegna, rovesciata, della metropolitana di Milano che si trova a lato della scaletta che in passato faceva accedere al sottopassaggio tra le vie Rizzoli e Indipendenza ma ora porta solamente a una cancellata che trattiene polvere e immondizia. La W invita ad alzare lo sguardo, a distrarsi, a fantasticare, esattamente l’opposto della M milanese che costringe a volgere gli occhi verso il basso, per non scivolare sui gradini o poco dopo per non sbagliare l’ingresso alle scale mobili.
Contrapposta alla M, simbolo della ritualità giornaliera, la W diventa simbolo della creatività, è arte pura che ribalta la monotonia in un’immediata e istantanea eccezione. È stata un’intuizione geniale, che rimanda ad altri ribaltamenti. Penso a Copernico, non è il sole a girare attorno alla terra ma la terra a girare attorno al sole; penso a Feuerbach, non è Dio che ha creato l’uomo ma l’uomo che ha creato Dio; a Freud, il bambino è il padre dell’uomo non viceversa. Quanto pensiero, quanto tempo dietro a queste inversioni apparentemente semplici, e soprattutto che apertura verso una differente interpretazione della realtà!
Osservo la W e penso a possibili ribaltamenti dell’attuale sentire comune.
Penso alla sinistra italiana, al così detto campo largo. Invece di pensare cosa dire? Per fingere di voler fare qualcosa al di là del solo voler governare, perché non chiedersi cosa fare? E all’insegna di questa citazione leninista organizzare convegni sui temi cruciali del momento, immigrazione, sanità, lavoro, istruzione, confidando nella discussione pubblica aperta a tutti per formulare un’azione concreta di governo?
Penso al tema dell’immigrazione, in particolare alla quantità di denaro speso per militarizzare i confini con barriere di filo spinato, telecamere a infrarossi, droni, navi da guerra, centri di detenzione, in Italia e all’estero, voli charter per i rimpatri forzati, costi indiretti per la gestione mafiosa del traffico di essere umani. Se fosse speso invece per accoglierli tutti, senza distinzioni, e per alloggiarli, istruirli, trasformarli in artigiani, infermieri, o per insegnare loro altri mestieri affinché si possano inserire nel mondo del lavoro retribuito e non sfruttato, non penso siano cifre molto dissimili, e nemmeno penso che sia un’utopia. Se davvero i muri in frontiera oltre a essere inutili producono l’unico effetto di mantenere vivo nel nostro immaginario un discorso sulla subalternità razziale ormai inammissibile, come se ne esce?
La mia modesta proposta, per quello che vale, è che si debba cambiare tutto. Non soltanto abolendo il divieto di viaggio dei poveri e legalizzando l’immigrazione tra i paesi non bianchi e l’Europa, ma rovesciando completamente il paradigma della mobilità… La libertà di spostare il proprio corpo nel mondo deve essere riconosciuta come un diritto fondamentale. Sono parole di Gabriele Del Grande, e si trovano all’inizio dell’ultimo capitolo, intitolato “Aprite quella porta!” del suo molto documentato testo “Il Secolo mobile”, storia dell’immigrazione illegale in Europa.
Ho ancora nelle orecchie la voce di Hind Rajan ascoltata in piazza Maggiore. Non riesco a farla tacere, come non riesco a impedirmi l’ultimo ribaltamento.
Perché invece che di reazione israeliana all’attentato del 7 ottobre non ci si azzarda a parlare di azione israeliana studiata a tavolino, con il Mossad che infiltra alcuni suoi agenti nelle frange più estremiste di Hamas per convincerle a compiere l’azione che non trova né contrasti né impedimenti ma al contrario una festa pacifica proprio nei pressi del confine? Come è credibile che il Mossad che è riuscito a inserire dell’esplosivo all’interno dei walkie-talkie usati dai capi di Hezbollah per poi farli esplodere con un semplice segnale radio, sia lo stesso che, senza informatori dentro Hamas, si è fatto sorprendere dall’azione del 7 ottobre? Come è possibile che non avesse informatori all’interno di Hamas? La guerra prevede sempre vittime civili, il fatto che avvengano prima o dopo lo scatenamento ufficiale del conflitto è un dettaglio secondario. È solo una questione di numeri: 1400 israeliani morti contro 75.000 palestinesi.
Do un ultimo sguardo alla W, e penso a un ultimo rovesciamento, l’orinatoio esposto da Duchamp con il titolo “Fontana”.

Gioco facile, oppure no, scippare nel linguaggio, ciò che gli elettori della sinistra vorrebbero dal loro Leader, capacità di sintesi, linearità e una certa coerenza che all’ orecchio non guasta.
Se trattassero gli argomenti nei fatti con la chiarezza e la determinazione necessaria, qualche chance di stabilità di governo ci sarebbe, ma se ti fai fregare gli argomenti, la mimica, i contenuti puoi solo fare mea culpa…in fondo chiamasi Destra Sociale
Tre anni fa io e mia moglie eravamo in Svizzera, le avevano chiesto se col suo background non le conveniva restare lì a lavorare,lei non ha voluto e ce ne siamo tornati a casa- Tutto qui, ogni essere umano è libero di decidere dove vivere e come, se pensa gli convenga lo fa se no se ne sta a casa. Nè più, nè meno
La bellezza, la leggerezza di questo pezzo: l’ho letto a testa in giù.
Scherzi a parte, quello del capovolgimento è una tecnica spesso usata nei casi di laboratorio di partecipazione dal basso. Anzi: la stessa partecipazione democratica è una forma di capovolgimento, di rovesciamento.
Non entro nel penultimo capovolgimento che ci apre le porte sul complottismo, perché poco utile (cosa cambierebbe sugli effetti sapere che hanno pianificato il genocidio in risposta o meno?), ma mi quoto “il pensare per assurdo”.
Già il pezzo ci presenta alcuni benefici di una simile riflessione sui temi “campo largo” immigrazione permettendo di aprire la propria visione del mondo e la mente a soluzioni molto semplici e talvolta con effetti dirompenti, come ci ha evidenziato l’autore.
Lo stesso risultato che si ottiene applicando l’urocronia, ovvero la “storia diversa”: ad esempio cosa sarebbe successo se Berlusconi non avesse comprato i voti per far cadere il governo Prodi?
Ma soprattutto: come sarebbe l’Italia se il centro-destra governansse anche dal 2027 ed avesse la possibilità di scegliere in modo quasi autonomo il Presidente della Repubblica?
La serata giusta per un incontro, un aperitivo in compagnia, proprio come è per il centro storico dove una fiumana di turisti passa allegramente le vacanze.
La periferia ha un trattamento diverso, alcuni quartieri dove vige il coprifuoco totale e dove l’ unico punto luce che indica presenza umana viene spesso indicato come luogo di perdizione…. suvvia usciamo di casa e godiamoci un poco di serenità…
Grazie per queste bellissime riflessioni che, a loro volta, costringono anche noi a riflettere e a cercare di guardare le cose da un’ altra prospettiva anzichè da quella della omologazione del pensiero.
Nemmeno io posso dimenticare la voce di Hind Rajan e questa voce continua a dirmi di non credere al racconto preconfezionato ma di osservare tutti i particolari, anche i più insignificanti e di trarre le conclusioni usando il mio cervello e non quello altrui.
Ed è qui che entra prepotente la domanda dell’autore e mi costringe a riflettere scevro da pregiudizi: non sarà che il governo di Israele e il Mossad…
E’ una domanda talmente orribile che potrebbe non essere incredibile…, anzi più ci penso più mi sembra assolutamente da prendere in considerazione; anche alla luce del folle genocidario post 7 Ottobre.
Grazie Piero dall’Occa
Andrea Garagnani