“Orizzonti 2027”, prove d’intesa civica

Dopo l’ultimo incontro tra i vari soggetti in campo ai Magazzini Generativi, l’obiettivo è quello di unificare le tante candidature per far vibrare gli acquisiti equilibri politici sotto le Due Torri

di Barbara Beghelli, giornalista


L’universo civico-moderato bolognese procede passo-passo il suo impegnativo cammino verso le Comunali. Il percorso, iniziato un anno fa da un’idea di Marco Mastacchi, consigliere regionale di Rete Civica, entra così nella fase due e si avvicina, sempre con garbo, all’appuntamento elettorale 2027. Come? Avendo come scenario un ampio orizzonte e la velleità di essere inclusivo, anche se le varie anime che lo compongono potrebbero avere opinioni diverse su alcuni temi, in futuro.

La consapevolezza che la partita contro lo sfidante è impari e dunque durissima é una consapevolezza, come ammette lo stesso Mastacchi. È apprezzabile e non scontato, però, l’incontro a microfoni aperti ospitato dai Magazzini Generativi di via Emilia Levante mercoledì scorso, sulle strategie che i civici-moderati vogliono adottare. Il quarto e ultimo appuntamento, pare, visto che da adesso costituiranno una piattaforma.

Tradotto, un gruppo di lavoro tra le diverse liste e movimenti per giungere a un candidato sindaco unico ed esterno ai partiti, cui si arriva individuando un “metodo condiviso e democratico” tra amministratori, consiglieri, protagonisti vari del mondo civico che si confronteranno sistematicamente per stilare una serie di punti programmatici di qui a fine estate. Dopodiché sceglieranno la/il ‘loro’ candidato a sindaco/a, civico e unitario.

Mastacchi, ex sindaco di Monzuno per dieci anni e al secondo mandato come consigliere regionale, presidente dell’Opera di Padre Marella, ha specificato che in questa costituenda piattaforma «non vogliamo parlare di Lepore né dargli addosso». Apprezzabile, considerando il panorama che solitamente ruota attorno a questi appuntamenti elettorali, a volte per niente “gentili”. «Noi ci rivolgiamo ai delusi», ha detto ancora Mastacchi: «Quei 50mila potenziali elettori interessati alla nostra area» che di fatto sta in mezzo, tra la sinistra e la destra. «Vogliamo scaldare i cuori dei bolognesi per fargli capire che c’è una speranza di partecipazione: faremo questo “sport”, cercando di trovare una proposta trasversale che vada bene a tutti». Insomma condivisa.

In questa piattaforma, ha aggiunto, «si parlerà solo di temi civici che interessano le persone, problemi che vanno risolti, ricordando sempre che Bologna è Città metropolitana e comprende 55 comuni e 1 milione di abitanti, che vanno ascoltati», visto che molto spesso non hanno voce in capitolo. E sempre considerando che «c’è una grande prateria che non è andata a votare proprio perché non si sente coinvolta: una su due alle scorse elezioni 2021, mentre al referendum il 71% dei bolognesi ha partecipato perché il tema lo riguardava eccome!».

Il discorso è stato apprezzato da Giovanni Favia, candidato sindaco in pista da marzo, che a sua volta ha puntato il dito sulla crisi dei partiti specificando che solo lavorando con la società civile si può vincere, anche a Bologna. L’obiettivo è intanto il ballottaggio.

A volte in questi incontri pubblici “si fa del cinema per tenere le acque mosse”, diciamo così, ma la sala l’altro giorno era gremita e si avvertiva un buon interesse, un’attenzione che andava oltre la semplice curiosità. I contesti cambiano, e anche gli scacchieri: solo certe pedine rimangono sempre fisse.

L’obiettivo, a questo punto, è quello di unificare le varie candidature in campo per far vibrare gli acquisiti equilibri politici sotto le Due Torri. Vedremo se i civici mastacchiani ce la faranno a unire le forze per far sì che quel 50% dei bolognesi che non si sente rappresentato non vada al mare, anziché a votare. Sarebbe un quasi-miracolo, ma la speranza, si sa…


Un pensiero riguardo ““Orizzonti 2027”, prove d’intesa civica

  1. Veri sostenitori della prospettiva di genere… si sono impegnati molto per trovare donne impegnate

Rispondi