Il programma di “Cuccoliana”, che quest’anno si intreccia con il centenario della nascita del pittore e illustratore Wolfango Peretti Poggi, accompagnerà l’estate bolognese fino al 10 settembre. Il via il 25 giugno con una serata a ingresso gratuito che vedrà in scena “Il gran varietà delle teste di legno”
di Riccardo Pazzaglia, Burattini a Bologna
È grazie alla testimonianza attiva di Wolfango, il celebre illustratore e disegnatore bolognese, che si può dire di riconoscere nel Cortile d’Onore di Palazzo d’Accursio un luogo di alto valore simbolico per la rinascita delle amate teste di legno. Dal 2017, l’obiettivo principale dell’associazione è stato rivalutare e diffondere il culto del burattino classico bolognese che, languente, si era ormai rintanato in una nicchia culturale sempre più ristretta. La rassegna, che festeggia il suo primo Decennale, ha da sempre dimostrato basi solide, qualità e voglia di confermarsi nel tempo. Una massiccia presenza di pubblico, un programma stimolante e la sperimentazione di nuovi linguaggi per i burattini, che non per questo hanno dovuto rinunciare al loro dialetto, ne sono stati in questi anni i segni tangibili e distintivi. Il collettivo di artisti e burattinai è cresciuto, numericamente e professionalmente nel tempo, la forza dello spirito di adattamento e l’impegno organizzativo gli ha sempre permesso di resistere.
Le teste di legno hanno, come si dice: “tenuto botta”, riuscendo ad andare in scena anche nell’estate del 2020, a pochi giorni dalla riapertura dopo il primo lockdown, e, persino l’anno successivo, nonostante le precarie condizioni di salute di chi scrive, dovute a un coma farmacologico dal quale ha rischiato di non risvegliarsi più. Le edizioni si sono susseguite negli anni con la mia direzione artistica. Lo strano nome – “Cuccoliana” – scelto per la kermesse, rende omaggio ai fondatori della burattineria petroniana: Filippo e Angelo Cuccoli, padre e figlio. La programmazione si intreccia quest’anno proprio con il Centenario di Wolfango curato da Alighiera Peretti Poggi, presente anche nel ruolo di madrina della rassegna.
Il programma prende il via il 25 giugno con una serata a ingresso gratuito che vedrà in scena “Il gran varietà delle teste di legno” in cui sarà presente anche il burattino di Wolfango. Il 2 luglio invece il sipario si alzerà su “W Bertoldo!” in cui Roberto Serra (Bertén al profesåur ed bulgnaiṡ) intervisterà il nuovo burattino costruito da Riccardo Pazzaglia su indicazione dei disegni originali di Wolfango. Commemorazioni e ricordi si mescolano all’allegria dei fantocci. Durante le serate, ad esempio, spicca la commedia brillante “Sandrone Re dei Mammalucchi” che Burattini a Bologna dedica al burattinaio Romano Danielli, recentemente scomparso, che fu protagonista di tante serate delle passate edizioni. Tornano anche gli appuntamenti domenicali dei BuratTday, che inaugurano il 19 luglio, con “Dialogo tra un pupo siciliano e un burattino bolognese”, in occasione del ricordo della strage di Via d’Amelio. Siccome parte della programmazione descrive anche la Bologna papale di un tardo Ottocento, il periodo in cui vissero e operarono i Cuccoli, porteremo in scena le gesta di due papi bolognesi: Gregorio XIII, in collaborazione con Fondazione Palazzo Boncompagni, e Benedetto XIV che sarà protagonista di ben due eventi per il ciclo “Aspettando il Cardinale Lambertini”. Un progetto, a cura di Marco Piazza, consigliere comunale delegato alla Cultura Popolare del Comune di Bologna, che prelude a una ripresa teatrale del classico testoniano. Si termina giovedì 10 settembre con “Fagiolino e Sganapino burattinai” alla presenza di Giorgio Comaschi, narratore d’eccezione. Tutte le rappresentazioni sono consigliate a partire dai cinque anni e adatte anche a un pubblico adulto.
Le attività del collettivo di artisti, però, non si concludono con la bella stagione, Burattini a Bologna continuerà a lavorare alacremente al fianco delle istituzioni: alla Casa dei Burattini di palazzo Pepoli non smetteremo di costruire idee e percorsi, formare piccoli e adulti trasmettendo il patrimonio materiale e immateriale. Continueremo a portare i piccoli capolavori dell’artigianato nelle Rsa, negli ospedali, nei mercati, nelle scuole e oltre confine. Sono state realizzate più di cento repliche, masterclass, un festival e nuove produzioni e molte altre seguiranno. È un lavoro collettivo, artigianale, fatto di mani, di legno e di ingegno.
Photo credits: Mattia Belletti

