Fico, la tragedia imprenditoriale con cui nessuno vuol fare i conti

Dieci anni di annunci, rilanci e fallimenti che hanno trasformato un’ipotesi “magica” di futuro in un incubo di cui non si vede la fine. Il 2027 si avvicina. Ci sarà il coraggio di affrontare la questione una volta per tutte?

di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico


Era il novembre del 2017. Un “futuro” parve bussare alle porte di Bologna tutta; voglio dire di tutte le sue componenti associative e imprenditoriali. Si trattava di Fico. Ipotesi “magica” e luogo di sintesi, per così dire, di un certo futuro di Bologna. Oltre la Fiera. In pianura.

Volutamente non mi addentro per dire dei protagonisti di quella “scommessa” sul divenire affascinante di tutta la Bologna che contava. L’inaugurazione fu una sorta di marcia trionfale, con buona pace dell’andata. L’area destinata all’avventura affascinante di Fico divenne il luogo di un futuro dal cuore antico, che avrebbe dovuto segnare il futuro prossimo per tutta Bologna.

Correva appunto il fatidico novembre 2017. Sono passati dieci anni ormai e ci troviamo a fare i conti con una vera e propria tragedia imprenditoriale.

Nomi non ne faccio perché si tratta di nomi noti, dei quali si è parlato e scritto per quasi dieci anni ormai. È una sorta di “settimana enigmistica” quella che affido alla curiosità di Cantiere.

Il 2027 si avvicina a passi felpati. Ci sarà la forza per fare luce sulle sorti di Fico per affrontare una nuova tappa della Bologna metropolitana, in grado di scrivere un futuro atteso e inedito? Si tratta di un quesito lancinante che turba il futuro dell’area bolognese. Si aprirà un dibattito sul tema?


6 pensieri riguardo “Fico, la tragedia imprenditoriale con cui nessuno vuol fare i conti

  1. si parla tanto di limitare il consumo di suolo e si cementifica per opere di cui nessuno sentiva l’ esigenza. E’ un’utopia sciocca pensare che i bolognesi e i turisti si muovano da una città ricca di bellezze e di servizi per trascorrere tempo libero in un luogo finto quasi nel nulla dopo aver preso l’ automobile ……

  2. Per me, che sono un piccolo commerciante, l’idea di FICO è sempre sembrata un grande azzardo: non sono mai riuscito a capire come potesse essere sostenibile e chi avrebbe potuto guadagnarci tranne il CAAB che ha trovato il modo di togliersi un grosso peso dalle spalle. Purtroppo i fatti mi danno ragione e temo chi danni finali saranno ancora più pesanti; soprattutto per gli investitori che hanno incredibilmente creduto in un progetto assurdo.

  3. In tanti sappiamo/sanno come è iniziata e come è andata e come sarebbe andata a finire, pensando male e facendo due conti nella realtà. Però credo che sarebbe rendere un buon servizio per “provare a”, nella speranza di, non ricaderci più in questa urbanistica accattona, se qualcuno che allora era nelle stanze delle decisioni, raccontasse per filo e per segno la questione…. I non detto non aiutano nessuno, anzi…Perchè poi tutti giocano allo scarica barile e al “ma noi siamo più bravi” (vedi le dichiarazioni dei giorni scorsi di Raffaele Laudani, attuale assessore all’urbanistica di Bologna). Ricordiamoci anche però Tafazi 😉

  4. Eh già . Ryan Air aveva promesso 5 milioni di turisti (promessa peraltro mantenuta tra il 2017 e il 2018).
    E qualche furbacchione pensava che quei 5 milioni si sarebbero automaticamente recati in massa in una landa sperduta nel nulla.

  5. Diamo quello spazio ai ragazzi dei centri sociali, sapranno sicuramente cosa farne e come farlo funzionare.

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