Significa parlare del nostro futuro. Non soltanto di agricoltura, ma del modo in cui vogliamo abitare i territori, produrre il cibo, tutelare la salute, organizzare il lavoro e costruire relazioni più giuste tra città e campagna
di Sara Bonafè, vicesindaca di San Lazzaro di Savena, e Maurizio Morini, innovation manager e curatore scientifico del Festival
È dalla consapevolezza della necessità di una visione innovativa e integrata (in un certo senso definibile “olistica”) che nasce “Alleanze per la Terra – Festival dell’Agroecologia”, in programma venerdì 11 e sabato 12 settembre alla Fattoria del Dono di San Lazzaro di Savena. Due giornate di incontri, approfondimenti e laboratori che riuniranno amministratori pubblici, ricercatori, agricoltori, associazioni, organizzazioni del lavoro e cittadini.
Il valore politico e culturale del Festival risiede innanzitutto nella sua capacità di mettere in relazione questioni che troppo spesso affrontiamo separatamente. La qualità del cibo dipende dalla qualità dei suoli; la salute delle persone è legata a quella dell’ambiente; la tutela della biodiversità non può essere disgiunta dalle condizioni di chi lavora nei campi; le opportunità di crescita in Appennino dipendono direttamente anche dalle scelte che vengono – o non vengono – attuate nei centri urbani.
L’agroecologia, quindi, non è semplicemente un insieme di tecniche agricole più rispettose dell’ambiente. È un modello di sviluppo che considera l’agricoltura parte di un sistema più ampio, nel quale entrano la scienza, l’economia, la giustizia sociale, la salute e la partecipazione delle comunità.
La costruzione del programma riflette questa visione. Si parlerà di rigenerazione dei suoli, filiere giuste, contrasto ai pesticidi, biodiversità, alimentazione e benessere, ma anche di caporalato, dignità del lavoro, sviluppo dell’Appennino e rapporto tra produzione agricola e comunità locali. Non una successione di convegni specialistici, dunque, ma il tentativo di costruire un linguaggio comune tra competenze, istituzioni e territori differenti.
Questa scelta assume un significato particolare per la Città metropolitana di Bologna. Il nostro territorio comprende aree urbane, pianura agricola, collina e montagna: realtà diverse ma profondamente interdipendenti. Bologna non può immaginare il proprio futuro limitandosi ai confini amministrativi del capoluogo ma comprende quanto sia strategico promuovere e sostenere politiche capaci di connettere la città con i Comuni della cintura e con l’Appennino, riconoscendo all’agricoltura di prossimità piena funzione economica, ambientale e sociale.
Una politica metropolitana dell’agroecologia può contribuire a proteggere i suoli, sostenere le imprese agricole, avvicinare produttori e consumatori, rendere più accessibile il cibo di qualità e creare nuove opportunità di lavoro. Può inoltre contrastare lo spopolamento delle aree interne e restituire centralità a territori che non devono essere considerati periferie, ma luoghi essenziali per l’equilibrio dell’intero sistema metropolitano.
Anche la scelta della Fattoria del Dono possiede un forte valore simbolico. Un podere donato alla collettività e trasformato in agriparco, fattoria di comunità e luogo di inclusione sociale rappresenta concretamente l’idea che la terra possa essere non soltanto proprietà o risorsa economica, ma anche bene comune. La riflessione sulla nascita di una Comunità che sostiene l’agricoltura rafforza questa prospettiva, coinvolgendo direttamente i cittadini nella vita e nella responsabilità dell’attività agricola.
Il Festival vuole quindi essere un punto di partenza. L’elaborazione di un “Manifesto per l’Agroecologia” può trasformare il confronto di queste due giornate in un’agenda condivisa, capace di orientare le scelte future delle amministrazioni e di creare una rete stabile fra i Comuni metropolitani.
In una fase in cui la transizione ecologica rischia di essere percepita come un insieme di obblighi o rinunce, “Alleanze per la Terra” propone un’altra prospettiva: considerarla un progetto collettivo di miglioramento della qualità della vita.
Il programma della due giorni prenderà in esame tutti questi argomenti e prevede anche laboratori didattici e cognitivi. Lo si può visionare in dettaglio qui:
Programma Festival Agroecologia – Comune di San Lazzaro di Savena
San Lazzaro lancia così una proposta che riguarda tutta Bologna metropolitana: costruire una nuova alleanza tra terra e comunità, tra conoscenza scientifica e saperi agricoli, tra istituzioni e cittadini. Perché il futuro del territorio non si difende soltanto. Si coltiva, insieme.
