La nostra realtà si è conquistata a livello nazionale e internazionale uno spazio straordinario anche come sintesi dinamica di lasciti differenti, laici e religiosi. L’attuale confronto politico, che si annuncia aspro, non può dimenticarsi della variegata vicenda bolognese della quale è parte integrante l’aspirazione alla Pace
di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico
Siamo ormai nel vivo della campagna elettorale, stretti nel presente, e proiettati sul futuro prossimo. Incombe l’attesa del tram; i lavori in corso rendono non facile la vita quotidiana. La situazione è complicata nei suoi ritmi quotidiani.
È necessario guardare in avanti a partire dalla ripresa dell’anno scolastico. Certo. Ma per guardare in avanti, in una città come la nostra, forse è opportuno guardare anche al passato. In particolare A un filone del passato segnato da un lascito della storia religiosa di Bologna di straordinaria portata.
La Bologna laica ha uno straordinario retroterra religioso che non può essere offuscato. Partiamo da San Petronio. Questa Basilica doveva diventare più grande della Basilica di San Pietro. Ma leggenda mai confermata vuole che nel 1560 Papa Pio IV ne bloccò lo sviluppo, facendo costruire il Palazzo dell’Archiginnasio (qui). Le vestigia religiose sono molto importanti; dalle Sette Chiese di piazza Santo Stefano, a San Domenico, a San Pietro. Non c’è strada o vicolo a Bologna che non siano segnati da un edificio o un simbolo religioso, a partire da Via Barberie. Che è tutto dire.
Ma perché questa digressione? Cosa c’entra con l’oggi e con il nostro futuro prossimo? Noi tutti, quale che sia lo schieramento politico di appartenenza, non possiamo dimenticarci del passato di Bologna, a partire da quello religioso. Per non dire dall’affrancamento dei “servi della gleba”. La politica di oggi non può dimenticarsi di vivere su un passato, anche quello ereditato dallo Stato Pontificio e da quella cultura laica che tanto valore ha avuto nella vicenda bolognese.
La nostra realtà si è conquistata a livello nazionale e internazionale uno spazio straordinario anche come sintesi dinamica di lasciti differenti. L’attuale confronto elettorale, che si annuncia aspro, non può dimenticarsi della variegata vicenda bolognese della quale è parte integrante l’aspirazione alla Pace. La lezione di Dossetti e di Lercaro e quella, su un altro piano, di padre Marella sono straordinaria testimonianza.
Bologna è tutto questo. E chi fino a ora ha governato questa realtà ha saputo essere all’altezza della composita eredità al riparo da un superficiale trionfalismo. Anche su questa tematica auspico che si sviluppi l’impegnativo confronto elettorale che ci coinvolge.

è arrivato l’ Uomo nero, appare nelle sembianze di quelli che perseguita, stessi indumenti, capelli rasta…etc…. eppure con mille piroette ha attirato l’ attenzione ed ha bucato .
Facile e prevedibile, quando l’ argomento è lo spaccio di stupefacenti, meno è il consumo legato allo stesso, più complesso invece l’ agire con intento di discredito Politico., uniamo il tutto ed otteniamo la solita roba da Social, non si capisce nulla, ma importante è creare un corto circuito.
Ma quale ‘uomo nero’?
Condivido la rappresentazione della storia di Bologna tracciata da Bacchiocchi, una storia che ha determinato il nostro profilo civile,urbano e nazionale. Nessun uomo nero. Ci piace dare definizione chiare alle difficoltà ed ai nemici della nostra comunità.