Questa sera alle 18 in Sala Borsa, alla presenza del sindaco Matteo Lepore e della presidente di Anpi Bologna Anna Cocchi, Dianella Gagliani e Luca Bottura presenteranno il libro di memorie del sottoufficiale del Regio esercito che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, fu internato insieme a centinaia di migliaia di soldati italiani nei campi di concentramento tedeschi
di Aser, sindacato dei giornalisti dell’Emilia-Romagna
Oggi mercoledì 16 settembre 2026, alle 18, in Sala Borsa, si terrà la presentazione del volume di Ettore Piccinini (1922-2007) “Quando saremo di nuovo uomini – Storia della faccenda. Diario di guerra dal gennaio al giugno del 1945″, con introduzione di Luciano Zani. Il libro è risultato finalista al Premio Pieve Saverio Tutino 2023.

Dopo i saluti di Matteo Lepore, Sindaco di Bologna, e Anna Cocchi, Presidente Anpi Bologna, Dianella Gagliani e Luca Bottura dialogano con Francesca e Alberto Piccinini. Sono previste letture di Donatella Allegro, Attrice.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, circa settecentomila ufficiali e soldati dell’esercito italiano conobbero la prigionia per avere rifiutato di combattere al fianco dei nazisti e dei fascisti della Repubblica di Salò. Il sottufficiale del regio esercito Ettore Piccinini (padre dell’avvocato Alberto, dello studio convenzionato con Aser) è uno di loro. Ha solo 21 anni e ancora frequenta l’Accademia militare di Padova quando viene internato a Wietzendorf, «grosso campo di concentramento, dove, tra il 10 e il 30 settembre del 1943 furono ammassati come pecore quarantamila italiani, che la capitolazione disordinata del governo Badoglio e la ordinatissima reazione tedesca, aveva bruscamente strappato ai loro reggimenti e alla loro vita di soldati, e aveva reso simili ad altrettante bestie spaurite». Successivamente Ettore viene trasferito a Breloh, in bassa Sassonia, dove le condizioni di vita sono un po’ meno dure. E tra freddo, fame, paura e speranza scrive questo diario, dove registra con ironia e disincanto la grama vita nel campo, le proprie impressioni sui compagni, sulla Germania e sul fascismo, nel quale aveva inizialmente creduto. Ettore riuscirà a rientrare in Italia nell’agosto del 1945. Con la sua testimonianza scritta, la storia degli Internati Militari Italiani si arricchisce di una nuova pagina autobiografica di grande valore.
Ettore Piccinini (1922-2007) è nato e vissuto ad Ancona dove ha esercitato la professione di avvocato. Il suo diario di prigionia ha ricevuto la menzione speciale della giuria del Premio Pieve Saverio Tutino 2023.


I bei tempi andati, la Siae, le Boutique, le Osterie …etc
Li abbiamo accolti facendoli sentire a casa loro, ma il problema che a casa loro non ci vogliono rimanere, emigrano nei modi piu’ disparati e disperati, e Noi da bravi padroni di casa offriamo loro una simbolica ciotola di cous cous , riso etc….proprio come a casa loro, forse le aspettative per entrambi sono deludenti , la mia percezione estetica e’ di una Citta’ sciatta, stanca ed incolore.