Su cultura e linguaggio il centrosinistra italiano è sempre pronto a offrire lezioni, giudizi e censure. Eppure, dalla livrea del tram alla programmazione delle sagre di paese, si moltiplicano gli inchini più o meno voluti al nazionalpopolare, diventato di questi tempi sempre più sovranista
di Flavio Favelli, artista
Alla luce dei nuovi venti che spirano in Germania, dove persino il Bauhaus è stato accusato dal partito Alternative für Deutschland di non essere patriottico (qui), ci si accorge che la cultura e l’arte hanno un ruolo di primo piano.
E in questo inizio di tempesta, cui anche l’Italia non è immune, fa una certa impressione rileggere, vista la recente notizia dell’arrivo del sospirato tranvai, i contenuti del sondaggio per scegliere la livrea del nuovo tram di Bologna.
Nell’indagine del 2024 sul sito del Comune vi erano due possibilità di scelta. La prima ha un titolo cui non avrebbe pensato nemmeno il generale Roberto Vannacci: “Identità, tradizione, nobiltà e prestigio”. Il testo che segue recita: «Basata su due colori principali: il rosso rappresenta l’identità e la tradizione di Bologna, la tonalità dorata incarna l’essenza storica e l’eleganza della città. Questa proposta guarda all’identità e alla tradizione e conferisce al veicolo il senso di nobiltà e prestigio della città, creando un’immagine distintiva e memorabile per il tram». La seconda, dal titolo “Bologna Il Rosso” (forse sponsorizzato dall’omonima trattoria di via Righi), dice che «rappresenta uno spirito elegante e al contempo accattivante, frutto di un accurato studio cromatico del rosso istituzionale. Il rosso, simbolo di velocità e alte prestazioni, è strettamente legato a questo significato, lo si vede spesso in marchi iconici come quelli di Ducati e Ferrari. Questa proposta garantisce un’identità visiva che resiste al passare del tempo senza risultare invasiva, offrendo un design senza tempo».
Come noto ha vinto, di poco, “Identità, tradizione, nobiltà e prestigio”, assolutamente in linea coi tempi. Così come posta sembrerebbe una svista dell’ufficio stampa del Comune, che magari, così senza pensarci, ha fatto copia e incolla da un giornale sovranista o da una rivista online del partito degli automobilisti, ma forse non è così.
Recente anche la polemica che ha coinvolto il presidente del Partito democratico, Stefano Bonaccini. Il quale ha detto, in estrema sintesi, che quelli che votano a destra, sedotti dal populismo e dal sovranismo, hanno molto spesso studiato poco e quindi sono ignoranti.
Alla luce di questo punto di vista, che in fondo ben illustra la situazione attuale, la svista comunicativa del Comune diventa grave. Questi termini messi lì tutti insieme, identità, tradizione, nobiltà, immagine distintiva e prestazioni varie con richiami ad aziende private famose per essere custodi del mito della velocità, dell’esclusività, della competizione e del lusso, non sono proprio un esempio di virtù e di certo non rappresentano la filosofia del tram che è assolutamente opposta.
Viene allora il dubbio che sia una svista non casuale, e non si sa se l’accento sia su una critica dall’interno a una sinistra che troppo sacrifica e mortifica l’orgoglio identitario e la libertà di osare, oppure semplicemente uno strizzare l’occhio al nazionalpopolare, sulla scia della “goliardata” della recente Festa della Birra di Granarolo Faentino, che ha suscitato un dibattito sui modelli culturali da seguire (qui).
Certo la novità di accorpare parchi e forestazione, tutela e valorizzazione della biodiversità, pari opportunità e pace all’assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, fa comprendere meglio la situazione in cui ci troviamo.
Photo credits: Ansa.it

Fisicità, esserci fisicamente, la presenza fisica è ancora incidente
circa gli esiti della protesta di Piazza visto il conto salato????….da contro altare, l’ impalpabile, la rete, algoritmo…etc
svolta epocale per chi non è un lobbista di professione oppure non ha un supporto da carta stampata..
eppure certe consuetudini resistono, Quotidiani e giornali come simbolo di potere, Ordini che andrebbero aboliti perché simbolo di un potere reazionario, ma difesi a spada tratta dal Potere.
Ma quante elucubrazioni: i colori sono colori, il resto sono parole di abbellimento/affabulazione. L’importante è che il tram, coi suoi pro (che si spera arrivino presto) e i suoi contro (che si spera siano il più ridotti possibile) sia gradevole a vedersi e, soprattutto, funzioni.
Dopo tanta attesa, tanto sbirciare oltre le cortine che isolavano i l lavoratori instancabili ( mi hanno sempre ricordato i misconosciuti costruttori delle Piramidi citati da Bertold Brecht), avremo finalmente un nuovo elemento mobile sullo scenario della città! I colori scelti dovranno armonizzarsi con quelli dei nostri muri, nella calura dell’estate e nelle brume invernali : secondo me l’ocra e il rosso ci stanno bene.
Da qui in avanti cresce l’impazienza di aspettarli alle nostre fermate e di lasciarci trasportare attraverso i luoghi famigliari.
Una nuova componente delle nostre abitudini, un sollievo nel freddo e nella calura.