Se le premesse saranno quelle del rispetto istituzionale visto tra il sindaco Lepore e il candidato civico Favia, che si sono vicendevolmente espressi solidarietà in occasione delle minacce ricevute, allora si potrà davvero sperare in una competizione elettorale diversa, volta unicamente al bene per la città
di Barbara Beghelli, giornalista
La corsa al voto bolognese 2027 è iniziata da oltre un anno e in pista ci sono già diversi concorrenti, a cui se ne aggiungeranno almeno altri due. La gentilezza dei toni elettorali, invece, che si traduce col rispondere in modo istituzionale e garbato alle questioni affinché tutto non scada nella triste e abominevole caciara, ha fatto capolino solo mercoledì scorso.
L’occasione – preoccupante – è stata la lettera minatoria fatta recapitare a casa del candidato sindaco civico Giovanni Favia.
Una missiva dai toni pesanti e intimidatori. Un episodio da condannare senza se e senza ma. Un gesto vigliacco che riporta il confronto a un livello che pensavamo di aver archiviato, anche se purtroppo, come è ben osservabile, le sorprese non finiscono mai.
La nota positiva a un fatto di così grave entità è arrivata subito dopo, allorché il sindaco Lepore ha inviato un comunicato di solidarietà a Favia. Un gesto semplice, istituzionale, umano; non scontato. Tutti i giornali lo hanno ripreso, e lo stesso Favia lo ha apprezzato pubblicamente. E in un momento così, soprattutto se si guarda alla tensione che si respira in città da troppi mesi, conta.
La condanna per la lettera ricevuta dal candidato è arrivata anche dalle forze di destra, Fratelli d’Italia, Lega, e anche questo è un buon segnale. La Digos intanto indaga: su quella busta ci sono sicuramente impronte digitali, visto che qualcuno è entrato fisicamente nel portone di casa Favia per depositarla. Ma il clima resta comunque teso, visto che il nostro sindaco gira già con la scorta dal 26 luglio, dopo le minacce di morte arrivate sui social per la tragica fine di Fakir, il cittadino marocchino deceduto al Pilastro durante un fermo di polizia, e per la manifestazione in piazza Nettuno che lo stesso Lepore ha convocato (tra i messaggi: «Ti vogliamo come Fakir», «Ti veniamo a prendere, a te e ai tuoi figli» e via di questo tenore). Una vicenda che ha avuto grande rilevo nazionale e su cui pure si continua a indagare.
In questo contesto, il gesto di Lepore è importante e non scontato. E fa venire una speranza: che si possa sostenere un confronto elettorale gentile. Sappiamo bene come vanno le corse al voto, i colpi bassi arrivano da ogni parte e non solo alla fine. Ma una campagna più dura sui temi e più gentile sulle persone, ecco, credo che farebbe bene a tutti.
Di temi (cosi come di liste) ce ne sono davvero molti. Sabato scorso, ad esempio, si è svolto un appuntamento importante sull’urbanistica organizzato da Prospettiva Comune, il gruppo civico nato in vista del voto del 2027 e coordinato da Andrea De Pasquale e Luca Prodi, figlio di Vittorio, che tutti ricordano con affetto. L’occasione per confrontarsi, forse anche per prendere le misure finali che porteranno a qualcosa di ben più definito a partire da ottobre, tradotto a un candidato civico unico, almeno questo sarebbe l’intento iniziale. Quel lavoro capillare e difficoltoso, con fughe in avanti varie nel corso delle stagioni, che da un anno e mezzo cerca di portare a compimento il consigliere regionale civico Marco Mastacchi, storico sindaco di Monzuno, presidente dell’opera Padre Marella, che con Orizzonti 2027 vuole unire un po’ tutti: Giovanni Favia, appunto, Manes Bernardini, Alberto Forchielli con il suo movimento Ora! che recentemente ha aperto ad Azione, Mauro Felicori, Salvatore Puzzo del Pld, lo stesso De Pasquale con parte del mondo cattolico, i verdi ribelli…
E se le premesse saranno quelle del rispetto istituzionale visto tra il sindaco Lepore e il candidato civico Favia, beh, allora Bologna potrà davvero sperare in una campagna diversa, all’insegna del rispetto e volta unicamente al bene per la città.
Photo credits: Ansa.it


Cari Compagni è come avere un Lupo 🐺 con la museruola, diciamolo è funzionale ma contro natura…..il Capitalismo, riproduce se stesso all’ infinito come dice qualcuno, senza limiti e confini, omologa gli usi e costumi fino a diventare l’ ispiratore segreto quasi inconscio delle nostre azioni.
Tutti lo vogliono imbrigliare per controllarne il fine, renderlo con il tratto umano, ma finché le esigenze saranno quelle Umane non ci stancheremo mai di rivolgerci a lui, supplicandolo.