Divulgare la scienza, premiati a Bologna i giovani giornalisti della terza edizione del concorso

Fondazione Golinelli riconosce i migliori elaborati degli studenti del Master in Giornalismo dell’Università di Bologna

di Fondazione Golinelli


Si è conclusa la sera del 19 ottobre, con una cerimonia finale online, la terza edizione del Premio giornalistico “Divulgare la scienza”, promosso da Fondazione Golinelli in collaborazione con il Master in Giornalismo dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna. L’iniziativa ha coinvolto gli studenti del biennio 2025-2026, invitati a presentare nei mesi scorsi un articolo inedito capace di raccontare temi scientifici a un pubblico ampio, coniugando accuratezza giornalistica e accessibilità e trasformando argomenti complessi in storie comprensibili e coinvolgenti.

«Promuovere la cultura scientifica significa contribuire alla formazione di una società più consapevole, capace di interpretare le trasformazioni in corso e di affrontare con spirito critico le sfide del presente. Dalla salute all’ambiente, fino all’innovazione tecnologica, la ricerca offre strumenti fondamentali per comprendere la realtà e individuare nuove soluzioni. È quindi importante favorire l’accesso al sapere, affinché i risultati e le scoperte scientifiche possano diventare patrimonio condiviso», dichiara Antonio Danieli, vicepresidente e direttore generale di Fondazione Golinelli. «In questo percorso, il giornalismo ha una responsabilità cruciale: verificare le fonti, contestualizzare i risultati e restituire la complessità dei temi affrontati senza rinunciare alla chiarezza. Un compito particolarmente importante in un contesto in cui la circolazione di notizie imprecise può alimentare disinformazione e false convinzioni. Con l’iniziativa “Divulgare la scienza” vogliamo richiamare l’attenzione su questa responsabilità e incoraggiare le nuove generazioni di giornalisti a confrontarsi con le sfide della divulgazione scientifica».

Gli elaborati sono stati valutati da una giuria composta da rappresentanti di Fondazione Golinelli e dell’Università di Bologna, insieme a professionisti ed esperti del mondo del giornalismo scientifico.

Il primo premio, del valore di 1.500 euro, è stato assegnato a Giulia Goffredi, di Udine, per “Api in città, una preziosa convivenza”. L’articolo illustra il contributo delle api alla biodiversità e alla produzione alimentare, approfondendo le possibilità di una convivenza con l’uomo anche nei contesti urbani. Attraverso l’esperienza di Beeing, startup di Faenza che ha sviluppato un’arnia dedicata all’apicoltura urbana, il lavoro affronta anche il ruolo di questi insetti nel monitoraggio degli inquinanti ambientali. Ne emerge un racconto che parte da una presenza familiare, ma spesso sottovalutata, per mostrare quanto la tutela degli impollinatori sia legata agli equilibri degli ecosistemi e alle nostre abitudini quotidiane.

Al secondo posto, con un premio di 1.000 euro, si è classificato Federico Mosca, di Cagliari, autore di “L’uomo che sfida i limiti umani: la fisica dietro il fenomeno Victor Wembanyama”. Prendendo spunto dalle caratteristiche straordinarie del cestista francese, l’elaborato esplora i principi della biomeccanica e della fisiologia che influenzano le prestazioni sportive. Attraverso le testimonianze di ricercatori ed esperti, il lavoro approfondisce il rapporto tra struttura corporea, trasmissione degli impulsi nervosi e allenamento, mostrando come la performance sia il risultato di un equilibrio in continua evoluzione. Il caso di Wembanyama diventa così un’occasione per spiegare come la scienza contribuisca a comprendere le potenzialità e i limiti del corpo umano, oltre le singole imprese sportive.

La terza posizione, con un premio di 500 euro, è andata a Sofia Civenni, di Bagnacavallo (Ravenna), per “Manca ancora la macchina giusta: perché i medici italiani non si fidano (oggi) dell’IA”. Il suo articolo indaga gli ostacoli all’impiego dell’intelligenza artificiale nella diagnostica medica, dalla necessità di strumenti affidabili e accessibili ai dubbi sulle responsabilità in caso di errore. Partendo da una ricerca sul rapporto tra professionisti sanitari e IA diagnostica, l’elaborato mette in evidenza l’importanza di coinvolgere i medici nello sviluppo delle tecnologie e di rispondere alle esigenze concrete delle strutture sanitarie. La riflessione supera così l’opposizione tra fiducia e diffidenza verso l’innovazione, concentrandosi sulle condizioni necessarie affinché questi strumenti possano essere integrati nella pratica clinica in modo utile e responsabile.

I tre elaborati premiati affrontano ambiti diversi, dall’ambiente alla medicina, passando per lo sport, e mostrano come la divulgazione scientifica possa offrire chiavi di lettura per comprendere fenomeni e trasformazioni che riguardano da vicino la società. Raccontare la scienza non significa infatti solo spiegare le scoperte, ma offrire strumenti per interpretare il presente, interrogarsi sulle sfide del futuro e compiere scelte più consapevoli.


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