Un nutrito gruppo di medici, già docenti di UniBo, arrivati alla pensione hanno deciso di offrire un’iniziativa solidale e assistere gratuitamente chi non è in grado di accedere alla sanità pubblica perché non possiede il tesserino sanitario
di Mauro Alberto Mori, giornalista
Alle spalle hanno una brillante carriera nella sanità (non solo bolognese). Ma hanno voluto regalarsi (e regalarci) un finale da Champions. Dieci medici, dieci professori dell’Alma Mater, ex primari degli ospedali di Bologna, hanno deciso, arrivati alla pensione, di dedicare una parte del loro tempo e delle loro competenze per curare gratuitamente chi ne ha più bisogno. Così è nato “Buoni Dottori”, ambulatorio solidale che avrà sede al Pilastro, dedicato alle cure specialistiche delle persone fragili. Come ha detto il cardinal Zuppi “benedicendo” l’iniziativa: «Buoni perché bravi». I lavori di ristrutturazione dei locali iniziano in queste settimane. L’obiettivo dei professori è di riuscire ad aprire gli ambulatori nei primi mesi del 2027.
Il progetto è stato presentato a Palazzo d’Accursio e come dice il professor Gargiulo, «un’idea, grazie al contributo di tanti sostenitori, è diventata realtà». L’idea è quella di dare a Bologna una sorta di presidio medico e chirurgico di secondo livello, cioè specialistico, per tutte quelle persone «senza il tesserino sanitario», quelli che per vari motivi non riescono ad accedere alla sanità pubblica. L’idea, aggiunge il professor Poggioli, «è nata perché volevamo restituire qualcosa a Bologna, alla sanità bolognese, all’Alma Mater, che ci hanno dato tanto».
Una iniziativa non in concorrenza con il pubblico, ma a fianco. Non è un posto per saltare le file o per non pagare il ticket. Alle visite, infatti, si accederà solo in seguito alle segnalazioni o alle prenotazioni effettuate dai servizi e dalle realtà territoriali che hanno in carico le persone in condizioni di fragilità: servizi sociali, Caritas, ambulatori di medicina solidale che da anni svolgono la loro azione sul territorio, come “Sokos” e “Biavati”, medici di medicina generale, altre realtà territoriali impegnate nell’assistenza alle persone fragili.
Come ha detto durante la presentazione Matteo Lepore, sindaco di Bologna, «siamo orgogliosi che questo progetto nasca a Bologna; il nostro sistema sanitario ha formato e reso grandi le professionalità che oggi sono in questa sala: il fatto che questi medici decidano di proseguire dopo la pensione il proprio impegno verso chi resta marginalizzato o escluso, è il tratto distintivo di Bologna e dell’Emilia-Romagna».
Il cammino per arrivare all’inizio dei lavori sul progetto di ristrutturazione curato dallo studio Iosa Ghini, non è stato né breve né semplice. Pietro Cortelli, che è il presidente di “Buoni Dottori”, scherza sull’idiosincrasia dei medici per la burocrazia, ma è orgoglioso del cammino fatto, della squadra che si è raccolta attorno all’idea e della generosità dei bolognesi che l’hanno sostenuta. «Superati gli ostacoli burocratici grazie a professionisti che ci hanno aiutato pro bono – dice il professore – oggi contiamo già sull’ingresso di nuovi soci medici e di numerosi infermieri volontari per arrivare il prima possibile all’inaugurazione operativa. Il contributo dei sostenitori è stato fondamentale per arrivare fino qui, ma c’è bisogno di tanto altro ed è per questo che lanciamo la campagna “Aiutaci ad aiutare”».
Nel sito di “Buoni Dottori” (qui) sono elencati tutti gli sponsor e viene ringraziato anche chi ha donato e non ha voluto apparire. Soprattutto è aperta la raccolta fondi specificata per obiettivi: trentamila euro per l’arredamento tecnico e centomila per le apparecchiature medicali. Ognuno offre ciò che può: da dieci euro in su.
E per chiudere un giusto riconoscimento ai dieci soci fondatori, tutti docenti dell’Alma Mater, che ci hanno regalato questo finale da champions: Pietro Cortelli (presidente, Neurologia), Gaetano Domenico Gargiulo (vicepresidente, Cardiochirurgia), Gilberto Poggioli (direttore sanitario, Chirurgia Generale), Claudio Borghi (Medicina Interna), Eugenio Brunocilla (Urologia), Massimo Pierluigi Di Simone (Endoscopia), Eleonora Porcu (Ostetricia e Ginecologia), Livio Presutti (Otorinolaringoiatria e Audiologia), Mario Taffurelli (Chirurgia Generale e Senologia) e Pierluigi Viale (Malattie Infettive).
Proprio in occasione della presentazione, a loro si sono aggiunti il gastroenterologo Luigi Bolondi e Cinzia Marrozzini, cardiologa interventista. A completare “la squadra”, come dice il presidente, alcuni “non medici”, ma gente che ha dato una mano: Patrizia Bucci, Paolo Rubini, Fabiana Bergami.

a giochi fatti, il tutto ha una veste benevola e intriga la bonarietà dell’ azione, poi scavando sotto la facciata si scopre che è giustamente intessuta di relazioni costruite con il tempo e soprattutto con il Denaro…. non si muove foglia che P….i non voglia come spesso sostengo in ambito Bolognese. Il denaro non puzza a volte, si pecca di ingenuità nel sostenere che faccia sminuire le azioni in ambito sociale, ma il Cuore spesso viene oscurato, il problema diventa l’ alibi per una soluzione più radicale che avrebbe un costo anche essa.Il tutto ha un costo, e niente è più veritiero di quanto lo sia alla nostra epoca….. abbiamo da tempo abdicato al Capitalismo Sociale.
Ottima iniziativa. Pensate di avere anche spazio per chi non riesce a prenotare nel pubblico per mancanza di disponibilità e non ha i mezzi per rivolgersi al privato?