Idee in Viaggio – Spazi gioco a misura dei più piccoli: luoghi vicini, naturali e da vivere

Non esiste per forza un unico modello di spazio gioco. Ogni quartiere, ogni cortile e ogni comunità può trovare la soluzione più adatta, valorizzando quello che ha già. L’importante è creare ambienti diversi, accessibili e pieni di possibilità, capaci di accompagnare bambini e bambine mentre crescono e di riconoscere all’infanzia il diritto di vivere la propria città

di Consulta Cinnica


Conoscete “Cartoline dal mondo” di Cinnica ? Raccogliamo le immagini inviate dai diversi paesi sui luoghi che ci hanno colpito di più e così scopriamo i modi diversi di interpretare lo spazio pubblico, i giochi e le relazioni.  Abbiamo già descritto (qui l’articolo precedente) quelle che sono secondo noi le caratteristiche prioritarie di uno spazio urbano. Ora ci soffermiamo sugli spazi gioco. Cosa vi fa venire in mente questa parola? In genere spazi recintati, con scivoli, altalene e altri giochi da tempo conosciuti. Invece all’estero scopriamo che ci sono molte alternative.

Per realizzarle non dobbiamo affidarci esclusivamente ai cataloghi delle ditte fornitrici, ma partire da una domanda semplice: di che cosa hanno davvero bisogno i bambini e le bambine per sentirsi liberi di giocare?

Importante è la vicinanza a casa. Uno spazio gioco dovrebbe essere abbastanza vicino da poter essere raggiunto a piedi o in bici, senza necessariamente essere accompagnati e permettendo all’adulto di tenere d’occhio la situazione a distanza favorendo, poco alla volta, autonomia, fiducia e senso di responsabilità.

Si può partire mettendo in sicurezza quello che già c’è: cortili condominiali, spazi usati poco o persino abbandonati che possono tornare a essere vissuti.                                                                                           

cortile in centro storico a Mainz
piazzetta a Bruxelles

Un altro aspetto  riguarda i materiali. Legno, pietra, terra, erba, sabbia, corteccia offrono esperienze diverse rispetto a superfici e strutture completamente artificiali. Sono materiali da toccare, combinare e trasformare. Anche la pavimentazione può diventare parte del gioco, oltre che concorrere a naturalizzare l’ambiente, meglio ancora se è irregolare e con dislivelli. E’ tempo di superare il fondo sintetico antitrauma che abbonda nei nostri parchi-gioco.

Fondo in cippato, Mainz
  Fondi in materiali naturali misti (cippato e prato), Irlanda
Fondo in sabbia, Copenhagen
Fondo in erba, Austria

Componenti che in Italia troviamo raramente sono acqua e sabbia.  Sono elementi semplici, ma proprio per questo lasciano molto spazio alla creatività. Noi adulti li temiamo particolarmente per motivi igienici, ma in altri paesi questi aspetti sono risolvibili. In particolare per l’acqua esistono tante modalità “controllabili” per favorire il gioco in tutte le stagioni. E la sabbia è il gioco per eccellenza con la quali i bambini passano il tempo scavando, costruendo castelli, dighe e strade.

Lindau, Germania
Gioco d’acqua rialzato a Gyor, Ungheria

In generale crediamo che gli spazi gioco dovrebbero essere pensati CON e non solo PER i loro fruitori, bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Non è demagogico dare loro la parola, in quanto cittadini interessati ed esperti della materia di cui si tratta. Ma ciò spesso non accade per diversi motivi e in tal caso dovremmo almeno immaginare cosa è più utile per loro. Ad esempio pensare che i giochi devono continuare a stimolare i bambini mentre crescono senza perdere l’attrattiva in poco tempo, proponendo piccole sfide, diverse a seconda dell’età e delle capacità, permettendo loro di provare, riprovare, inventare e scoprire progressivamente ciò che sanno fare.

C’è poi un aspetto altrettanto importante: non sempre si ha voglia di giocare in gruppo. Uno spazio a misura di bambini dovrebbe offrire sia occasioni per stare insieme agli altri, sia posti dove appartarsi, stare tranquilli, osservare o giocare da soli.

Austria
Copenaghen

Infine va considerato il tema del rischio, da non confondere con il pericolo. Affrontare un rischio proporzionato alle proprie capacità — salire un po’ più in alto, mantenere l’equilibrio, scegliere come superare un ostacolo — permette a bambini e bambine di misurarsi con i propri limiti e di capire che cosa sono in grado di fare. È un’esperienza che può rafforzare la percezione delle proprie capacità e l’autostima. Il pericolo, invece, è una situazione che può provocare un danno e dalla quale il bambino deve essere protetto, ma anche istruito per imparare a riconoscerlo perché fa parte della crescita: l’obiettivo non è eliminare ogni difficoltà, ma offrire condizioni in cui i bambini possano affrontarla e imparare a padroneggiarla. 

Gioco di arrampicata o scivolo, Lione
Mainz

Non esiste per forza un unico modello di spazio gioco. Ogni quartiere, ogni cortile e ogni comunità può trovare la soluzione più adatta, valorizzando quello che ha già. L’importante è creare ambienti diversi, accessibili e pieni di possibilità, capaci di accompagnare i bambini e le bambine mentre crescono e di riconoscere all’infanzia il diritto di vivere la propria città.


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