Bannare la maleducazione migliora la vita

Cronaca della gestione di  un’arena: Cantiere Bologna su Facebook

di Andrea Femia, Digital Strategist


Una cosa facilmente comprensibile, anche a chi non è di questo mestiere, è che trovarsi a gestire rivoli di bava visti affiorare sulle labbra virtuali di chi usa lo strumento internet come se fosse un’arena,  non è propriamente semplice. Soprattutto quando ti proponi il compito di fungere da pensatoio.

Uno dei primissimi problemi che ci siamo trovati ad affrontare nella gestione quotidiana di  CantiereBologna  è stato proprio questo. Questa nuova avventura, benché supportata da alcune firme conosciute, sorgeva sulla necessità di trovarsi al primo appuntamento forti di numeri che giustificassero la crescente curiosità.  Per farlo, ovviamente, bisognava trovare il modo migliore di agire e questo non poteva non comprendere il lancio su Facebook.

Facebook è un unico grande continente nel quale non esistono altri confini se non quelli dettati dal linguaggio. Per quanto esistano molti strumenti per definire le persone alle quali parlerai – tendenzialmente, almeno in una prima fase, quelle a cui dovresti interessare – può capitare di finire sotto la grande lente di ingrandimento di altre truppe di soldati senza bandiera, in branco, grondanti sudore in attesa di acqua.

In questo notevole cambio di prospettiva sulle priorità della vita portato dalla pandemia, esistono ancora delle problematiche irrisolte che riguardano i rapporti tra umani. Soprattutto quando non si trovano uno di fronte all’altro. Incontinenza verbale a parte, molti di questi personaggi che si trovano a urlare non danno mai la sensazione di cadere. Non si limitano ad esprimere dissenso. La passività che nella vita reale li domina si trasforma in una forma schizoide di industria dell’autoaffermazione.

C’è Lady Non Capite Un cazzo, pronta a ricordarti che, anche se non parli dei neri, il problema sono i neri. C’è Mr. Bibbiano. Ci sono i maghi che, con prestigiosi trucchi, sono capaci di stravolgere qualunque cosa tu abbia scritto per ricordarti che – poiché ti definisci di sinistra – c’è a prescindere qualcosa di sbagliato in te. Lo fanno accompagnando il tutto con sguaiate emoji che aggiungono sempre un sapore posticcio. C’è tanta biodiversità, e la biodiversità va rispettata, se non addirittura tutelata.

Avevamo l’obiettivo di crescere in fretta, lo abbiamo fatto al punto che siamo al secondo mese di vita e non ci rendiamo conto neppure di quanto diamo per scontata la possibilità di parlare già a migliaia di persone. Di avere coperture totali di decine di migliaia di persone. Questa cosa la rispetti, rispetti che a ogni condivisione corrisponde una grossa possibilità di finire sulle bacheche di quei soldati pronti alla guerra per la difesa dei propri confini di linguaggio. Rispetti che, spesso, l’arbitro che decide se un contenuto raggiungerà svariate migliaia di persone o vivrà minor ventura, non è altro che la rissa emotiva capace di suscitare. E questo lo rispetti, e in qualche modo lo accetti.

Fino a un certo punto, però. Perché voi non potete capire quanto si sta bene – e qui nasce un invito a tutti quelli che del mestiere, invece, lo sono – a rendere pulito un luogo infestato dall’erba malevola concimata dalla bile.

Nella vita da mestierante in rapporto con lo strumento non mi era mai capitato di confrontarmi con comunità che si trovassero a scontrarsi su queste linee di principio così divisive; mi ero sempre trovato nelle zone soleggiate del continente senza confini. E lì mi piace immaginare di poter stare anche quando il veleno prova a insinuarsi con sicumera. Cerchiamo di crescere nell’utopia di un continente senza confini se non quello della buona educazione.

Sono nati sul sito articoli che esplicavano opinioni tra gente che, educatamente, la vedeva diversamente da chi aveva già scritto. La speranza è che questa diventi una pratica frequente. Che l’educazione diventi il tendone a righe del continente del quale facciamo parte. Bannare chi voglia dominare tutto come se fosse un continente-circo pieno di bestie narcolettiche regala soddisfazioni cerebrali, attiva la dopamina, la serotonina e tutte quelle cose mediche che trovate sugli articoli scritti male dove si afferma che migliorare l’umore migliora la vita.

Ecco, bannare la maleducazione migliora la vita. Dovreste provarci.


Un pensiero su “Bannare la maleducazione migliora la vita

  1. ottima proposta, anche perché sono anni che il comune di Bologna investe sull’outdoor education! quindi avrete comunque una situazione piuttosto consolidata, delle solide basi da cui ripartire! no?!

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