Finalmente una ciclabile senza polemiche

Dopo anni di commenti salaci dei Bolognesi contro il Settore Mobilità del Comune è arrivata la soluzione che mette d’accordo trasversalmente i severi censori dei sentieri a due ruote della Dotta

di Cristian Tracà, docente


Restringe la carreggiata? Toglie spazio ai pedoni e crea conflitto? Si trova vicino al portico? Chi esce sbadatamente dagli archi coperti del portico rischia di essere travolto mentre si tuffa dentro l’automobile?

E’ una linea di gesso?

E’ spezzata?

Ha gli occhiali? È Sam?

E’ tangenziale allo smog?

E’ perpendicolare alla nebbia?

Forma un angolo alterno interno con i viali?

Blocca i semafori e la svolta a sinistra?

Ha fatto infuriare i commercianti che dovranno chiudere bottega per colpa dei ciclisti?

Si perderanno parcheggi?

Incrocerà il tram?

E allora il People Mover?

Farà rumore?

Favorirà il bivacco?

Aumenterà il degrado?

Si scoprirà che c’era già nel Medioevo?

Dirotta sui Cubi?

Ancora fittoni?

La risposta a tutte le domande precedenti è NO.

Finalmente, dopo anni di commenti salaci dei Bolognesi contro il Settore Mobilità del Comune è arrivata la soluzione che mette d’accordo trasversalmente i severi censori dei sentieri a due ruote della Dotta, tutti quelli che sono da anni contro l’inquinamento, a favore della mobilità sostenibile, ma…, quelli che incontri in fila dal salumiere mentre dicono io non ho niente contro i ciclisti, ho persino un amico che ha preso la bicicletta al cinno.

Il progetto sarà approvato anche dalle Opposizioni, anche se in aula si asterranno perché altrimenti pare brutto. Si vedrà in Aula persino la Borgonzoni con una maglietta con su scritto Parliamo dei monopattini.

Come sarà? Dove sarà?

Farà parte dell’ULTRAPLAN del MRNUST e collegherà Bologna a Canicattì, fatta così bene che valicherà lo Stretto di Messina, nonostante non ci sarà ancora il Ponte. Una rivincita storica che colmerà il complesso di inferiorità per le bici verso Reggio Emilia e Ferrara. I Ferraresi ci invidieranno e non solo per i punti in classifica in serie A.

Il percorso sarà calcolato in tre dimensioni e in km cubi, il circuito sarà ellittico, con due fuochi, presso i quali si potrà passare solo volando con una catapulta.

Sarà Sì Dams, sì Lettere, sì Meridionali (No monopattino, nuovo problema sociale destinato a tenere banco per i prossimi 5/6 anni).

Non sarà realizzata dai Poteri Forti e non sarà finanziata dalle bbbanche e dalle Coop amiche. Sarà su Google Maps ma solo per chi non ha firmato le petizioni contro il 5G e per riavere Beppe Maniglia in Piazza Maggiore con le borse dell’acqua calda.

Si potrà percorrere solo se vestiti da talebani o selvaggi, ma sarà chiuse durante il Bike Pride.

Una bastardata fatta davvero bene.

Sarà così amata e benvoluta che sulla Social Street delle zone per cui passerà non ci sarà una polemica una, ma la gara per farsi i selfie come con le luminarie poetiche di via D’Azeglio.

Sarà realizzata di giorno, alla luce del sole, ma non ingorgherà il traffico: eppure sarà realizzata in pieno autunno e non ci sarà la DAD a tenere gli sbarbi a casa.

Sulla pagina de Il regaz di Bologna sarà aperto un sondaggio e incredibilmente questa pista ciclabile otterrà più cuori e like delle lasagne (mi raccomando, al plurale!) e persino dei tortellini, pure di quelli fatti col pollo.

Sarà un giorno straordinario, in cui ci sentiremo orgogliosamente tutti un po’ più nordeuropei (guai a dire olandesi, occhio). Il successo sarà planetario e ad Amsterdam i commercianti inveiranno contro il sindaco mostrando la foto di questo prodigio felsineo e la Giunta locale risponderà: ‘Beh, mica facile. Non è che noi abbiamo i portici e le strade strette come Bologna’. Lo diranno in olandese, ma con la zeppola.


2 pensieri su “Finalmente una ciclabile senza polemiche

  1. Serve solo a far dimenticare che le scelte fatte dalle amministrazioni bolognesi sul traffico tutto sembrano se non dei ripetuti fallimenti. Basti guardare le pedane,costosissime fatte per il civis che sono ancora li a disturbare tutto. Basti pensare che la unica ciclabile che funziona è quella dei viali perchè dove sarebbero più utili e più necessarie cioè lungo Via irnerio, marconi, ugo bassi , rizzoli non ci si è neppure pensato. (in via irnerio le pedane Civis impediscono ad una bici e una auto di andare in parallelo perchè non c’è spazio) Lasciando enormi marciapiedi dove i pedoni avevano già spazio in abbondanza. Le ciclabili sarebbero necessarie anche per la sicurezza dei ciclisti perchè adesso andare in bici oltre una certa età è un rischio a Bologna. Parlare di ciclabili così in libertà è certo politicamente corretto e diffusamente apprezzato ma non vuol dire purtroppo di pensarle per la gente. E dare la colpa alla gente o ai vari enti mi sembra cattivo oltre che non vero.
    Il mio scritto non sarà certo apprezzato ma dimostra senza alcun dubbio che io in bici a Bologna ci vado!

  2. Mi sono sbudellata di risate. Peccato il brontolone qui sopra, che mi ha spento sorriso e buonumore. È del genere che se lo poteva fare lui (scusate la licenza linguistica) ….
    del Reparto Commissari Tecnici Umarells…..

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