Due proposte per il futuro di Bologna

Il sindaco Merola apre la discussione sull’esercizio 2021 e lancia una revisione degli orari in tutta l’area del Bolognese e l’istituzione di un fondo governativo da assegnare alle Città metropolitane. «Questa è la strada per l’autonomia». Ma annuncia pure un secondo articolo sul «deludente dibattito in corso in corso sulla scelta del futuro candidato sindaco»

di Virginio Merola


Comincio il mio intervento su Cantiere sottolineando tre punti.

  • In queste ore si apre la discussione sul bilancio 2021 del Comune di Bologna.
  • Malgrado la crisi sanitaria ed economica siamo in grado di approvare il bilancio entro dicembre, evitando, ancora una volta, l’esercizio provvisorio.
  • Segnalo che durante il mio mandato lo abbiamo sempre fatto, garantendo così la continuità delle spese e dei servizi pubblici.

La manovra di bilancio conferma l’aumento degli investimenti in opere pubbliche, la diminuzione delle addizionali Irpef esentate fino a 15.000 euro di Isee, le tariffe bloccate, che non abbiamo mai aumentato in questi anni per i servizi comunali, il contenimento del debito. Siamo in completa controtendenza rispetto al quadro nazionale, grazie al lavoro fatto in questi anni e anche per quanto riguarda la lotta all’evasione fiscale siamo tra i primi in Italia.

In questo triste 2020 abbiamo aumentato i buoni per i beni di prima necessità, finanziato il fondo per l’affitto in modo consistente, resi gratuiti i dehors, scontato la Tari per 10 milioni alle categorie colpite da chiusura per Covid, ristrutturato 1.000 alloggi per le persone in attesa nelle graduatorie.

Il 15 dicembre prenderà avvio il fondo di comunità metropolitano al quale contribuiremo con due milioni di euro, per erogare aiuti alle persone in difficoltà in termini di buoni per beni di prima necessità, pagamento bollette domestiche, acquisto strumenti digitali, e risorse per “Insieme per il lavoro”, che continua ad agire per trovare lavoro a persone fragili, attraverso anche specifiche attività di formazione.

In questo quadro avanzo due proposte alla Città e alle Associazioni economiche, sindacali e del terzo settore.

La prima: lavoriamo per avere a marzo un piano regolatore dei tempi e degli orari della città da fare approvare al Consiglio comunale e a quello Metropolitano. È chiaro che il mancato coordinamento delle attività ha creato problemi: pensiamo solo al tema degli orari scolastici e a quello dei trasporti.

La seconda: proponiamo al Governo e al Parlamento di istituire un fondo nazionale da assegnare alla Città Metropolitana, dedicato a sostenere pari opportunità di sviluppo e servizi a tutti i comuni della Città Metropolitana, in particolare per le nostre aree interne più svantaggiate, come la montagna e parte della pianura.

A questo proposito segnalo che è in iter di approvazione il nuovo Piano Territoriale Metropolitano, che contiene una proposta innovativa: quella della condivisione degli oneri di urbanizzazione tra i comuni. La nuova norma urbanistica proposta prevede che il 50% degli oneri dovuti dai privati di un Comune confluiscano in un fondo di perequazione della Città Metropolitana, da utilizzare a sostegno dei comuni più svantaggiati.

È un’autoriforma promossa dai sindaci nella loro autonomia. Avere un fondo nazionale da affiancare a questi provvedimenti permetterebbe davvero di fare della Città Metropolitana una istituzione a sostegno dello sviluppo sostenibile

Per adesso mi fermo qui, ma chiedo al Cantiere un’altra puntata. Vorrei in un mio prossimo scritto evidenziare come queste considerazioni e proposte abbiano o meno a che fare con il deludente dibattito in corso sulla scelta del futuro candidato sindaco.

Photo credits: Dimitris Kamaras (CC BY 2.0)


3 pensieri su “Due proposte per il futuro di Bologna

  1. Pienamente d’accordo. Chissà se il Covid 19, oltre agl’innumerevoli problemi che ci ha posto e ci pone, avrà come conseguenza positiva la definizione e l’approvazione del Piano degli orari della città, tema di cui si parla da tempo immemorabile.,

  2. Spunto interessante e concreto del Sindaco Merola. Credo che sarebbe utile anche un bilancio più generale dei due mandati rispetto agli obbiettivi di mandato, ovviamente con l’usuale approccio di sintesi e concretezza che caratterizzano le rendicontazioni del nostro Sindaco.
    Un documento simile potrebbe costituire una preziosa analisi del contesto per valutare le proposte/programmi dei candidati sindaci di Bologna

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