Rettorato e Fondazione

Giusella Finocchiaro ha annunciato la propria candidatura al vertice dell’Alma Mater. Non sarebbe opportuno che lasciasse la carica di presidente del Monte mentre è in corsa? La replica: «Nessun conflitto, nessuna inopportunità»

di Massimo Gagliardi, giornalista


Ha atteso di conoscere i suoi potenziali concorrenti e infine è uscita allo scoperto. È almeno dal maggio scorso che si parla di corsa al Rettorato, diversi i nomi già sul tappeto. Almeno tre uomini, solo una donna, Giuliana Benvenuti. E alla fine lei, Giusella Finocchiaro.

Dopo aver distillato un «ci sto pensando», ha saggiato le reazioni e quindi deciso di correre. Essere donna è per lei solo un dato di fatto. «Quello che conta – ha ovviamente dichiarato al Carlino – sono le competenze».

Nella stessa intervista, alla domanda se lascerà la guida della Fondazione ha risposto: «Il mio mandato scade nel 2023. Se verrò eletta lascerò prima». Se intendiamo bene, quindi, lascerà solo se sarà eletta a rettore. L’elezione si terrà a giugno prossimo e, com’è prassi, l’insediamento avverrà sei mesi dopo. Resterà in Fondazione fino a giugno? Non sarebbe meglio correre liberi da altri incarichi? La presidente del Monte replica: «Non vedo, nel fatto che la Fondazione finanzia l’Università, nessun conflitto, nessuna inopportunità. La Fondazione – aggiunge – finanzia l’Università sulla base di una programmazione annuale che negli ultimi tempi si è replicata».

Docente di diritto di Internet, la Finocchiaro, pur consulente di istituzioni internazionali, si è costruita una carriera tutta bolognese, guadagnandosi fama di persona attenta alla tessitura di rapporti con Comune, Regione, Università. Fino a conquistare la carica di presidente della Fondazione del Monte di Bologna e di Ravenna, nel 2015, e al cui vertice è stata riconfermata nel 2019. 

In questa veste ha erogato solo nel primo mandato 24 milioni in progetti per il sociale, la ricerca, la cultura e l’educazione. La sua attenzione alla ricerca, e al mondo medico in generale, è stata sempre massima.

La Fondazione del Monte ha finanziato sette piani di ricerca nel 2019 e altri sette nell’anno in corso per 370mila euro; come si evince dal sito se ne dà notizia tra febbraio e marzo. E non solo, perché l’ente contribuisce pure con un milione alla realizzazione della Torre biomedica del Sant’Orsola in collaborazione con l’Alma Mater e la Regione e con altri 1,5 milioni al corso di laurea in Medicina a Ravenna, uno dei campus romagnoli dove si gioca pure la partita del rettorato.

Sorprende pertanto che una persona avvertita come Giusella Finocchiaro non intenda dimettersi dalla presidenza della Fondazione ma tant’è, non sarebbe l’unica persona che mantiene un incarico mentre è in corsa per un altro. 

E però la Fondazione gioca una specifica influenza in ambito universitario per i finanziamenti che annualmente sono stati erogati e, com’è auspicabile, lo saranno ancora. Il che potrebbe diventare fattore di oggettiva disparità nella corsa tra i candidati. «Nessuna disparità – obietta – perché gli investimenti della Fondazione sull’Università sono gli stessi degli anni precedenti e non dipendono dalla presidente ma dal consiglio d’indirizzo. In quelle scelte non vedo alcuna discrezionalità da parte della presidenza».


Un pensiero riguardo “Rettorato e Fondazione

  1. La autorevolezza e serietà di Giusella Finocchiaro non può essere messa in discussione. Il gesto di candidarsi è stato un atto di responsabilità e generosità nei confronti del nostro Ateneo.

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