Grazie ai fondi del Pnrr e all’iniziativa di alcuni privati, il borgo medievale in Valsamoggia, famoso per la Festa della Saracca, sta tornando a nuova vita. Per completare l’opera manca la torre campanaria, al cui progetto di restauro servono ulteriori 90mila euro per essere completato. Uno spazio interessante per altri attori che vogliano partecipare al recupero di questa antica perla
di Adele Ghiselli, project manager sostenibilità
Parlare di novità in un borgo medioevale potrebbe sembrare un controsenso. Eppure, è proprio quello che sta succedendo alle porte di Bologna. In Valsamoggia, Comune recentemente espanso e a fortissimo dinamismo economico, un’antica perla si riaffaccia al Mondo per adattare il suo patrimonio ai nostri tempi, e a vecchi e nuovi visitatori.
Parliamo di Oliveto, borgo le cui dimensioni sono inversamente proporzionali alla sua importanza: tra le sue poche case, troviamo l’antica Zecca dell’anno Mille ancora perfettamente conservata, attualmente riconvertita a residenze; una piazza che si presta a ritrovi culturali e artistici (i più affezionati ricorderanno la celebre Festa della Saracca); e una piccola Chiesa recentemente rinnovata.
Non ultima, nel cuore del paese si staglia la Torre campanaria, affacciata sulla valle, comodamente situata tra Bologna e Modena, e raggiungibile dai più attrattivi percorsi escursionistici regionali, nonchè da tutte le principali località intermedie.
Oggi, proprio la Torre campanaria si propone per essere restaurata, grazie all’ottenimento del fondo del Pnrr – Misura 2 di un montante di 150mila €. Questa importante riqualificazione permetterà di restituire (grazie a un progetto architettonico già approvato) il pregio dovuto alla struttura e al suo patrimonio documentale e artistico, di costituire un luogo di ritrovo atto alla cittadinanza e ad attività culturali sempre più ricercate in Appennino, e di aprire lo splendore del Borgo medioevale all’accesso di numerosi nuovi visitatori ed escursionisti, sempre più attratti dalle bellezze del nostro territorio. Il cantiere dei lavori è già stato aperto.
Numerose aziende stanno rispondendo alla chiamata e calibrando il loro apporto a questo preziosa riqualificazione che apporterà grande visibilità ai contributori. L’obiettivo? Raggiungere ulteriori 90mila euro mancanti per lo svolgimento del progetto, che a oggi offrono uno spazio ad altri attori per partecipare.

Il contributo alla Torre Campanaria di Oliveto è di ampia visibilità nel nostro territorio, si unirebbe ad altri casi studio di riqualifica di successo, e sarebbe occasione di apprezzamento a livello regionale e nazionale, certamente anche dall’Europa.
Per partecipare, è possibile contattare il Comitato per la Torre di Oliveto (torrecampanariaoliveto@gmail.com) o telefonare a Raffaella Ortolan (+39 349 2562021).
