“Il coraggio delle donne di…”, proviamo a riempire quei puntini

Nei tre giorni che precedono il 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza, nella Casa della Cultura “Italo Calvino” a Calderara di Reno, l’Anpi cittadina propone due appuntamenti, inseriti nel “Festival la violenza illustrata” a cura della Casa delle Donne di Bologna. Il primo ha come titolo, appunto, “Il coraggio delle donne di…”. Il secondo è “Wen-Do: il cammino delle donne”

di Anpi Calderara di Reno, sezione “Adelmo Mingozzi”


Si sta avvicinando con molta rilevanza la “Giornata contro la violenza sulle donne” istituita dalle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999. Il 25 novembre fu scelto per ricordare la morte, avvenuta nella Repubblica Dominicana delle sorelle Mirabal, attiviste politiche stuprate, massacrate e uccise nel 1960 e poi gettate in un precipizio a bordo delle loro auto, mentre si stavano recando a far visita ai mariti oppositori al regime incarcerati dalla polizia del dittatore Trujllo.

Sulla violenza alle donne, purtroppo ancor oggi, si deve continuare a prendere atto dell’impressionante numero di femminicidi consumati sul territorio italiano. Basta pensare che nel nostro Paese sono state uccise già un centinaio di donne nel 2023, nella maggior parte dei casi per mano di chi dichiara di amarle. E ancora sfogliando le tavole Istat sull’argomento si nota come nei primi tre trimestri dell’anno la maggior parte delle vittime arrivi da un lungo vissuto pieno di violenze; resta forte e indispensabile, allora il bisogno e la necessità di fermare questo scempio, reclamandone a voce alta, da parte di tutti, il rispetto dei diritti civili violati e non solo la condanna degli assassini, anche pratiche di prevenzione efficaci a combattere il fenomeno.

Tra le iniziative che si svolgeranno nelle giornate precedenti a quelle del 25 novembre, proprio per dare importanza alla tema della violenza sulle donne unita alla difesa dei dettami costituzionali sull’argomento, nella Casa della Cultura “Italo Calvino” a Calderara di Reno, l’Anpi cittadina propone due appuntamenti, inseriti nel “Festival la violenza illustrata” a cura della Casa delle Donne di Bologna, con titoli significativi dedicati alla questione, “Il coraggio delle donne di…” e “Wen-Do: il cammino delle donne”.

Il primo si sviluppa nella serata del 22 novembre alle 20.45, dove si parte con la visione del documentario “How Much”, un lavoro sulla tratta delle donne nigeriane in Italia firmato da Antonio Guadalupi, seguito dal contributo musicale di Marta Di Zaiacomo che accompagna la presentazione del libro “Addio a Domani” della scrittrice Sabrina Efionayi, presente in sala per discuterne i contenuti. La trama della pubblicazione narra di una ragazza napoletana afrodiscendente che un giorno decide di fare i conti con il tempo, aprire i cassetti della memoria e ordinarne il contenuto seguendo il metodo che ricorda quello scelto prima di un viaggio, quando si prepara la valigia e si predispongono i vestiti da mettere nel bagaglio. La storia che la protagonista narra tratta del rapporto faticoso sviluppatosi nella relazione che lei ha con le sue due madri: una nigeriana, portata con l’inganno in Italia e avviata alla prostituzione; l’altra napoletana alla quale è affidata dalla madre biologica per allontanarla dalla vita degradante e violenta che si trova a vivere.

L’appuntamento programmato per il 24 novembre alle ore 16.00, sempre alla Casa della Cultura “Italo Calvino”, che ha come titolo, “Wen-Do: il cammino delle donne” è un laboratorio di pratica all’autodifesa, curato dal gruppo “Amazora”, che sta dalla parte delle donne e delle ragazze. Permette di far sviluppare loro strategie di difesa dalla violenza, adatte a ogni situazione. È diffusa in Europa dagli anni ’80 e in Italia è trasmessa da gruppi autogestiti da donne ad altre donne e ragazze di qualsiasi età, con o senza conoscenze sportive’.

Resta solo da segnalare, infine, sulle due giornate, una precisazione sul primo titolo “Il coraggio delle donne di…” fatta dalla curatrice delle iniziative Gabriella Brascaglia: «Il di… finale sospeso del titolo lo abbiamo posto per lasciare spazio alle molteplici sfaccettature da ritrovare nel coraggio delle donne, pensando di farlo esplicitare anche alle persone che vengono alla serata dando loro un biglietto bianco sul quale appuntare la propria versione del coraggio delle donne e magari a fine di serata leggerne qualcuno».


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