Garden Club Camilla Malvasia e Liceo F. Arcangeli: una contaminazione virtuosa

L’associazione didattico culturale di via d’Azeglio e l’istituto artistico di Bologna hanno avviato una collaborazione che unirà pitture e sculture delle studentesse e degli studenti a composizioni floreali realizzate dai soci, abbinandole in sette gruppi monocromatici dedicati a ognuno dei colori della bandiera della pace. Inaugurazione sabato 2 dicembre alle 11 in via Cartoleria 9

di Maurizio Marinelli, presidente del centro studi Baskerville e presidente della fondazione Bottega Finzioni Ets


Ci sono molti modi per esprimere il proprio impegno etico volontario nella vita sociale. Tutti encomiabili e necessari, ovviamente, con effetti e risultati immediatamente percepibili, nell’ambito della salute, della assistenza, contro emergenze sociali, ambientali e in aiuto alle fragilità sociali ed economiche. Tutte queste attività contribuiscono a produrre i valori che sostengono la qualità di vita di una comunità e che l’economia determina, certo, ma che da sola non è in grado di riempire di contenuti etici, sociali e culturali. Il Pil non rappresenta la qualità della vita collettiva.

Ma c’è un ambito, apparentemente considerato minore, che produce però effetti più discreti, meno percepibili e immediati, ma molto potenti, nel tempo, verso la costruzione della qualità del mondo che circonda. È l’esperienza della produzione di bellezza, eleganza, valore estetico. Chi si pone l’obiettivo etico di educare a questa sensibilità e diffonderla come elemento determinante della qualità della vita sociale compie un’opera encomiabile.

Grazie a una amica ho conosciuto una interessante esperienza bolognese che fa proprio questo: il Garden Club Camilla Malvasia di Bologna, che da molti anni, attraverso due scuole di arte della composizione floreale (una occidentale contemporanea e una orientale tradizionale) organizza attività periodiche con i propri soci e una mostra annuale di installazioni artistiche floreali.

Mi occupo da anni di arte contemporanea e conoscevo poco l’arte della composizione floreale, questa occasione mi ha permesso di approfondire il tema e di conoscere come questa forma di arte compositiva e scultorea riflette sulle diverse prospettive culturali dell’armonia, della simmetria e sulla natura. In Occidente, l’arte floreale è spesso caratterizzata da un approccio più libero, dove l’artista esprime la propria creatività attraverso la scelta dei fiori e dei colori usando diversi materiali organici, seguendo forme naturali. In Oriente, l’ikebana giapponese in particolare, va oltre la semplice disposizione di fiori. Ogni elemento, dalla scelta dei fiori al modo in cui sono disposti, ha un significato simbolico per catturare l’essenza della natura, enfatizzando la semplicità ed esplorando l’interazione tra vuoto e pieno, equilibrio, simmetria e asimmetria, per evitare la rigidità.

Entrambi gli approcci rivelano un profondo rispetto per la bellezza dei fiori e la natura mutevole della vita. Mentre l’Occidente celebra la spontaneità e l’espressione individuale, l’Oriente si immerge in una filosofia più contemplativa, cercando l’armonia attraverso la disciplina. In entrambi i casi, l’arte della composizione floreale diventa un modo unico di connettersi con la natura e di esprimere la bellezza attraverso la delicatezza dei petali e la maestria della disposizione.

Il Garden Club bolognese quest’anno ha avuto una bella idea: ha proposto una contaminazione virtuosa tra la propria attività e il contributo delle allieve e degli allievi, con i loro docenti, di un luogo in cui la sensibilità estetica è di casa come il Liceo Artistico F. Arcangeli di Bologna. In fondo è la relazione virtuosa tra un’arte antichissima e la inevitabile sensibilità contemporanea dell’esperienza artistica di giovani studenti del liceo, due ambiti che, pur appartenendo a contesti diversi, condividono una comune ricerca di espressione creativa e connessione con il momento presente.

In sintesi, sebbene la composizione floreale e l’arte contemporanea possano sembrare distanti, entrambe cercano di tradurre la bellezza e l’esperienza umana in modi che rispecchino il loro tempo e il proprio contesto, attraverso l’uso innovativo dei materiali e l’espressione creativa che unisce armonia, equilibrio e amore per la natura, valori che possono essere collegati a molti percorsi dell’arte contemporanea, dove gli artisti spesso cercano di esplorare nuove forme di espressione, sfidando le convenzioni e cercando un significato più profondo.

Il Garden Club propone quindi agli allievi del Liceo un tema “i colori della bandiera della pace e dell’arcobaleno” che diventeranno sette installazioni dedicate ad ognuno dei colori della pace (viola, blu, azzurro, verde, giallo, arancio, rosso) e composte da altrettante composizioni floreali realizzate dal Garden Club abbinate in sette gruppi monocromatici di pitture e sculture delle studentesse e degli studenti del Liceo.

La manifestazione è patrocinata dal Comune di Bologna e verrà inaugurata sabato 2 dicembre alle 11 in via Cartoleria 9 Bologna. Sarò presente insieme a Lorenzo Sassoli de’ Bianchi, scrittore, critico d’arte e imprenditore; alle presidenti dell’Accademia di Belle Arti Rita Finzi, e della Fondazione Zucchelli Jadra Bentini.

http://www.gardenclubbologna.it
http://www.liceoarcangeli.edu.it


Un pensiero riguardo “Garden Club Camilla Malvasia e Liceo F. Arcangeli: una contaminazione virtuosa

RispondiAnnulla risposta