dal 12 al 16 dicembre, a Teatri di Vita va in scena “Ok boomer – Anch’io sono uno stronzo” di Nicolò Sordo e Babilonia teatri, che col suo stile concitato e incalzante ci pone una domanda amletica: e se ogni battaglia nascondesse sempre (solo) una grande esibizione del narcisismo di ognuno di noi?
di Cristian Tracà, docente
Che fosse una rubrica strana, era già chiaro nelle premesse (qui). Così insolita che non ha una cadenza regolare. Una non rubrica. Non abituatevi, quindi.
Qualche appunto dal taccuino, perché magari vi era sfuggito e vi può far bene spezzare la solita routine e rifugiarvi a teatro, prima che le tavole imbandite appesantiscono persino i click sul mouse per prenotare una poltrona per i prossimi spettacoli.
Il consiglio di questa puntata è davvero poco natalizio. Nel panorama di Gospel, balletti, bolle e principesse, vi invitiamo a guardare altrove: Ok boomer – Anch’io sono uno stronzo, a Teatri di Vita dal 12 al 16 dicembre.
Si legge sul sito della compagnia: «Un ragazzino, beccato a rubare un paio di Nike Air, porta accidentalmente alla luce una realtà ben più torbida che si cela nel seminterrato del negozio: un laboratorio dove lavorano immigrati irregolari ridotti in schiavitù. Un manipolo di eroi improvvisati cerca disperatamente di salvarli, ma solo per salvare sé stessi e le proprie esistenze mediocri. Una finta lotta al capitale, un rimpallo di colpe tra boomers che immancabilmente scaricano la responsabilità del loro ennesimo fallimento sul ragazzino adolescente».
La lotta al capitale è finta anche in quegli ambienti che sembrano essere animati dalle migliori intenzioni? Consumiamo e bruciamo i pensieri a un ritmo tale che è impossibile pensare di coccolarci con la lentezza di cui ci parla romanticamente Arminio con il suo pane e i suoi contadini? Il rider che consegna sotto la neve, mentre un algoritmo infernale macina per lui una nuova corsa, è solo l’estrema ultima forma di riorganizzazione del commercio triangolare, della piramide sociale? Ogni battaglia nasconde sempre (solo) una grande esibizione del narcisismo di ognuno di noi? Per quale motivo, anche nelle migliori famiglie, siamo arrivati a divinizzare una scarpa nemmeno troppo affascinante dal punto di vista meramente estetico e che sappiamo grondante lavoro povero? O tempora, o mores?
Lo andrò a vedere perché mi piace trovare risposte provvisorie ad alcune di queste domande. Babilonia teatri ha uno stile concitato, incalzante, le creazioni sceniche di solito non deludono mai. Nelle note di regia ho visto Beckett, Pasolini, Antonioni. Se allarghi l’inquadratura, approfondisci la crisi. Se avvicini l’oggetto, lo deformi ed esplode la contraddizione.
Ok, boomer!
