Mondiali a Basket City, una questione politica

Lo sport è una filiera che in regione può schierare aziende come Ferrari, Technogym, Macron, persino Panini oltre a tanti eventi buoni per ogni comprensorio. Ha un ruolo anche nel contenimento della spesa sociale, perché cittadini più e meglio in forma costano meno al servizio sanitario nazionale. Ma non ha ancora quella autonomia che Bonaccini gli ha dato. Dunque, partecipate pure al dibattito sui Mondiali di basket da tenere in città, ma sappiate che è un dibattito politico

di Luca Corsolini, giornalista


Uno dei motti fondanti dello sport è “L’importante è partecipare”, e molti sono convinti che la frase sia del barone de Coubertin, la persona che ha riportato in vita, nel 1896, le Olimpiadi. Non è vera nemmeno un’altra credenza, ovvero che il motto certifichi l’irrilevanza del risultato, che invece è il sale dello sport. Il motto vuol proprio dire che l’importante è partecipare, prendere parte, schierarsi.

Lo vediamo in questi giorni. Lorenzo Sassoli de Bianchi confessa al Carlino una sua terapia per sfuggire alla depressione da Garisenda, che ormai è una patologia certificata: candidiamo Bologna, Basket City, come sede dei Mondiali di basket 2031 (la fase finale l’anno scorso si è svolta a Manila, nel 2027 si andrà in Qatar). Petrucci, il presidente della Federazione Pallacanestro, si è subito accodato: bella idea, e intanto ha indirizzato verso il Paladozza un girone degli Europei femminili del 2025, anno in cui a Bologna ci sarà anche il campionato europeo universitario. Molto più pratico, Claudio Sabatini, padrone di casa dell’Unipol Arena che sarebbe uno dei due impianti scelti per l’evento (l’altro sarebbe la Virtus Arena che svela, in questa prospettiva, una sua debolezza: una capienza non all’altezza di un evento del genere, non all’altezza del ruolo di primo impianto), dice: bella idea, senza dubbio, ma servono dei soldi.

Sembra una discussione sportiva, e invece.
E invece è una questione politica, forse la prima della campagna per le elezioni del prossimo presidente della Regione che potrebbero tenersi già nel 2024, anno segnato a primavera dalle Europee. Appena insediato, ai tempi del primo mandato, Stefano Bonaccini tenne per sé la delega allo sport: non era un capriccio, ma una precisa intenzione, e lo abbiamo visto. Davide Cassani eletto presidente Apt, ogni evento possibile portato, o tenuto orgogliosamente, in una regione che ha già una Motor Valley e una Wellness valley: dalla Formula 1 alla Moto Gp ( con le formula E che sono tutte made in Emilia, a quattro ruote con Dallara, a due con Ducati), alla Coppa Davis fino all’Open d’Italia di Golf e all’IronMan di Cervia, ciliegina su una torta che non tutti conoscono, quella delle manifestazioni a larga partecipazione che riempiono gli alberghi anche per una settimana.

Addirittura con un discorso a parte da fare relativo al ciclismo, che del turismo, sportivo e non, è adesso, col boom dell’outdoor, dello sport all’aria aperta innescato dal Covid, il protagonista principale. Nel 2024 arriverà in regione persino il Tour de France, in una edizione speciale condizionata, nel calendario, dal fatto che sempre l’estate prossima saranno a Parigi i Giochi Olimpici, e peccato che non sia stata usata la corsa di quest’anno per presentare in anticipo in ogni tappa la regione. In ogni caso, la Grand Boucle, il top mondiale del ciclismo, resterà da noi per tre giorni, e dunque per tre giorni trasmetterà in tutto il mondo quello che abbiamo di bello da far vedere al pubblico, non solo a quello interessato alla maglia Gialla e agli altri big della corsa a tappe.

Nessun dubbio che l’azzardo di Bonaccini, questo era ai tempi, abbia pagato, ma è appunto una scelta strettamente di Bonaccini: sarà rinnovata da chi, nel suo schieramento, ne prenderà il posto? Sarà confermata da chi, eletto nello schieramento opposto, si troverà al comando della Regione?

È vero anche che, nel frattempo, lo sport ha guadagnato spessore: adesso ha un posto nella costituzione e un ministro al governo. È una filiera, come si dice di solito, che in regione può schierare aziende come Ferrari, Technogym, Macron, persino Panini oltre a quelle già citate, e tanti eventi buoni per ogni comprensorio. È un soggetto sociale con un ruolo preciso anche nel contenimento della spesa sociale, perché cittadini più e meglio in forma costano meno al servizio sanitario nazionale. Ma non ha ancora, lo sport, quella autonomia che Bonaccini gli ha dato. Dunque, partecipate pure al dibattito sui Mondiali di basket da tenere in città, ma sappiate che è un dibattito politico.

Per i tempi dello sport ci si deve candidare ora per i Mondiali, e non solo quelli di basket, in programma dal 2030 in poi, ma i tempi della politica sono diversi. Lo stanno dimostrando, proprio nello sport, i Giochi di Milano Cortina con la querelle infinita legata alla pista da bob. E questo è un dato da considerare, nuovo o vecchio che sia. Come detto, Bonaccini può vantare numeri che non solo premiano, ma addirittura esaltano la sua scelta. Però che adesso sia cominciata una stagione nuova lo vediamo tutti.


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