Giulio Santagata appartiene al novero di persone che non ci lasciano mai del tutto: ne rimane il prestigio morale e intellettuale, ne rimangono le intuizioni e la visione di lungo termine
di Gian Luca Galletti, presidente Ucid e consigliere d’amministrazione di Nomisma
Una persona di levatura eccezionale, un interprete centrale della vita politica del Paese nella seconda repubblica, un vero conoscitore dell’economia. Giulio Santagata è stato tante cose: un intellettuale raffinato, un vero uomo di scienza e di pensiero, ma anche la persona che con intelligenza e umiltà ha ricoperto un ruolo fondamentale nell’Ulivo, nella realizzazione delle due campagne elettorali che hanno visto prevalere il centrosinistra guidato da Romano Prodi, inaugurando un modo nuovo e autentico di concepire il riformismo.
Ho avuto la fortuna di affiancarlo a lungo, nel consiglio di amministrazione di Nomisma. Ricordo un uomo riflessivo, un esperto di politica industriale, non un teorico, ma un uomo ben dentro alle questioni concrete. Insieme in Nomisma ci siamo dedicati ad affrontare temi legati alla sostenibilità ambientale – in particolare, relativamente all’acqua e al suo utilizzo, da contenere, nei processi produttivi – e a questioni relative al welfare. Ricordo la sua vena pratica e l’acume del suo pensiero.
Sono certo che l’eredità politica e intellettuale di Giulio Santagata non si fermi al tempo della sua esistenza terrena, ma rimanga come un grande lascito per il nostro tempo e per il tempo che verrà. Giulio Santagata appartiene al novero di persone che non ci lasciano mai del tutto: ne rimane l’eredità morale e intellettuale, ne rimangono le intuizioni e la visione di lungo termine.

Bravo