Dal 2019 a oggi è cambiato tutto nella società e nella politica della Città Metropolitana. E l’anno appena iniziato promette ulteriori evoluzioni
di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico
Molti sono i Comuni dell’area metropolitana che andranno a votare quest’anno. Nel 2021, a Bologna, dopo la contesa Lepore-Conti (Casini un po’ si spese per la sindaca di San Lazzaro), il centrosinistra vinse ma la partecipazione elettorale fu scarsa. Il centro si fece “clandestino” per ordini superiori.
Nel 2022 ci fu poi la sorpresa delle elezioni politiche con vittoria della destra, cui seguirono nel 2023 le primarie del Pd che sancirono l’entrata in campo di Elly Schlein.
Dal 2019 ad oggi è cambiato tutto nella società e nella politica della Città Metropolitana. Si assiste a una crisi della politica e non sono da escludere liste civiche che potrebbero scompaginare il quadro. Così come non è da escludere il via libera al terzo mandato per le Regioni che potrebbe impattare anche lo scenario politico nazionale per le Europee.
Si sta entrando in una fase inedita su molti fronti. Per gli osservatori di cose politiche ci sarà un bel da fare.

La partecipazione nel 2021 fu scarsa per l’astensione non tanto degli elettori di centro, quanto piuttosto degli elettori di sinistra, sconcertati dal vuoto creato dalle primarie e dalla giravolta di Coalizione Civica