Candidatevi a guidare l’opposizione

I leader locali del centrodestra se ne stanno a Roma a occuparsi d’altro, in città non ci si accorge dell’esistenza di una proposta alternativa alla giunta Lepore. Ed è un male per tutti

di Aldo Balzanelli, giornalista


Mi sono sempre riconosciuto nella metà del campo occupata dalla sinistra, ma da un po’ medito il salto della quaglia, cioè il passaggio allo schieramento opposto, al centrodestra. Come mai? Semplice. L’idea nasce dall’esigenza di dare un contributo all’opposizione che, in questa città, sembra ormai sparita nel nulla. E non è un bene. Non lo è per la salute della democrazia, ma neppure per quella della maggioranza, che viene privata di uno stimolo importante. 

Le varie diaspore hanno portato ormai ai minimi termini i rappresentanti dei principali partiti di opposizione a Palazzo d’Accursio. Esperienze civiche che avevano suscitato iniziali forti aspettative  si sono dissolte nel nulla. La debolezza dei partiti di centrodestra a livello locale ha costretto i vertici nazionali a commissariali ripetutamente, non trovando evidentemente sotto le Due torri personale politico adeguato alla bisogna. I leader locali che con lo sbarco del centrodestra al governo del Paese hanno assunto ruoli istituzionali, curano con perizia la loro immagine nazionale, trascurando le “miserie” locali. Borgonzoni, a parte i selfie sorridenti con il cane, si occupa soltanto dei temi del suo sottosegretariato. Più o meno lo stesso fa Galeazzo Bignami. Che si è distinto soltanto per il ricorso alla magistratura sulla Garisenda. Un bell’esempio di coerenza per chi si batte da sempre contro l’uso politico del ricorso alla magistratura. 

Annamaria Bernini, dopo aver rimosso dalla memoria il tentativo fallito di dare la scalata alla Regione (il turno prima di Borgonzoni), si dedica all’Università e ai guai di Forza Italia che dopo la scomparsa di Berlusconi naviga in acque perigliose. Anche Matteo Piantedosi ha sufficienti preoccupazioni che gli impediscono di occuparsi della sua città d’adozione, pur se qualcuno lo immagina alla guida del centrodestra nella nuova battaglia per cercare di strappare viale Aldo Moro alla sinistra. 

Il risultato è comunque che della politica petroniana nessuno sembra occuparsene, forse perché la si considera una partita persa in partenza.

D’accordo, la situazione per il centrodestra sotto le Torri è difficile, ma intanto qui a battersi contro la giunta rosso-rossa di Matteo Lepore chi è rimasto? Chi sta lavorando per costruire una candidatura credibile quando sarà il momento di tornare alle urne? Un/a candidato/a sindaco/a non s’improvvisa, si costruisce con tenacia e pazienza negli anni che precedono il voto. Altrimenti si rischia di arrivare al traguardo costretti, com’è accaduto spesso, a cercare improbabili conigli estratti da un cilindro decisamente usurato, oppure ricorrendo a carneadi che devono utilizzare la campagna elettorale semplicemente per informare della loro esistenza in vita.

A presidiare il campo in verità resta uno sparuto gruppetto di dirigenti locali dei quali al momento mi sfuggono nomi e cognomi, ma è senz’altro una distrazione mia. Si limitano a rincorrere questo o quel comitato sorto su problemi specifici:  no-tram, no-passante, no-aeroporto, no-30km/h, no-rifacimento di una scuola, eccetera. Viene il dubbio che se sorgesse un comitato no-tortellino sposerebbero anche quello. Il punto è che non s’intravvede un’idea, una proposta alternativa, un progetto di città. Una visione, si usa dire oggi.

 La situazione fa sì che il sindaco Lepore, la sua giunta e i partiti che compongono la maggioranza si sfreghino le mani dalla gioia, anche se lo fanno senza farsi troppo notare, perché infierire è di cattivo gusto. L’unica opposizione di cui devono preoccuparsi è quella interna al centrosinistra. È successo spesso in passato, quando vivaci dinamiche tutte interne sono state le uniche tempeste sul cielo di Palazzo d’Accursio. Persino la storica vittoria di Giorgio Guazzaloca fu figlia di queste dinamiche. 

Ma oggi la situazione è decisamente più tranquilla, anche se è verosimilmente destinata a movimentarsi un po’ in vista della prossima scadenza elettorale europea, che, come è noto, a causa del sistema proporzionale, tende a vivacizzare la competizione.

Il punto però è che tirate le somme le acque sono decisamente troppo tranquille, e non si tratta di una buona notizia, perché la presenza di un’opposizione combattiva serve anche alla maggioranza, che si deve sentire incalzata per fare al meglio il proprio lavoro e non rischiare di cullarsi sugli allori anche quando non sono troppo esaltanti.

Insomma, per tornare al paradosso iniziale, occorre darsi da fare. C’è magari chi è troppo in là negli anni per impegnarsi, ma bisogna che prima o poi qualcuno prenda in mano il bandolo del centrodestra per fargli svolgere un ruolo in città. Alla fine ci guadagnerem(m)o tutti.


4 pensieri riguardo “Candidatevi a guidare l’opposizione

  1. Che l’opposizione sia ridotta al lumicino (forse anche già spento) e che la giunta se ne approfitti e vada per la sua strada tenendo in nessun conto, se scomode, le istanze dei suoi stessi elettori è cosa ormai palese da molto tempo. Basti come esempio il fatto che il sindaco, a distanza di sei mesi circa, non si è degnato di dare risposta a due diffide dei comitati di residenti contro il rumore notturno e il degrado in aumento.
    E si che quei residenti sono al novanta per cento suoi elettori di sinistra.
    Ma in assenza di opposizioni e di pungoli, vale la pena di preoccuparsi e ascoltare chi fa presente il proprio disagio?

  2. Ciao a tutti
    La selezione al contrario nel campo del cdx è fortissima a livello nazionale ed anche a livello locale.
    Lepore oltretutto opera su temi (diritti, democrazia dello spazio pubblico, economia della conoscenza) comuni alle migliori esperienze europee, realtà con le quali siamo in competizione.

    Ignorare od opporsi a questi temi (come avviene a livello nazionale) significa andare contro la storia e l’interesse stesso della cittadinanza.

    Ad esempio il cambiamento climatico esiste, fatevene una ragione, o la prossima volta senza opportune misure oltre al Ravone ci troveremo “sotto” anche al Meloncello o all’ Aposa).

    Proprio partendo dall’ interesse della cittadinanza sarebbe giusto incalzare maggiormente la giunta su questi temi, ma viste le premesse ideologiche ed organizzative mi sembra molto difficile.

    Nonostante sia di tutt’altra opinione, anch’io in quanto “sollecitatore” della giunta sarei il primo ad esserne felice

    Cordiali saluti

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