A Bologna, quella del cibo è un’industria di grande peso: un mondo tradizionale e al contempo in grande evoluzione, cui già oggi spettano sfide molto impegnative. Di queste e delle prospettive del settore si parlerà il prossimo 12 gennaio alle ore 18.00 presso la sede di Emil Banca in via Mazzini 152, in occasione della seconda tappa di YunuStage, il talk di Fondazione Yunus Italia
di Giuseppe Torluccio, vicepresidente Fondazione Yunus Italia e docente di economia Unibo
Quando abbiamo pensato di dare vita a YunuStage, il talk di Fondazione Yunus Italia a Bologna, abbiamo immaginato un contenitore culturale che potesse affrontare i temi dal punto di vista pratico, a contatto con la vita reale, con le persone e soprattutto con la città.
È quello che cercheremo di fare il 12 gennaio alle ore 18.00 con la seconda tappa di YunuStage “Il cibo che cambia. Agroalimentare in trasformazione”, quando saremo ospiti di Emil Banca, in via Mazzini 152.
Muhammad Yunus, economista al quale si ispira la nostra Fondazione, è la voce del microcredito e del business sociale nel mondo e da sempre è fautore di questo modello, che coniuga forti idealità con azioni concrete. Non a caso, il premio Nobel per la pace che gli è stato attribuito nel 2006 ha voluto premiare il modello di credito inclusivo immaginato da Yunus, a beneficio di milioni e milioni di famiglie nel mondo. Bologna da sempre ha con Yunus un legame forte: il professore ha ricevuto laurea ad honorem dall’Università di Bologna già nel 2004, nel 2015 il Comune gli ha conferito cittadinanza onoraria e nel 2018 ha costituto lo Yunus Social Business Centre.
Oggi la sfida della Fondazione a cui Yunus ha concesso il proprio nome è quella di portare il suo pensiero – così capace di generare azione – dentro la società, nell’economia. Vogliamo confrontarci con le sfide dell’economia reale, che si trova al centro di una doppia trasformazione – tecnologica ed ecologica – che da una parte promette di salvare produttività e ambiente, mentre dall’altra, si teme, rischia di mettere in crisi interi settori produttivi d’eccellenza.
A Bologna, quella del cibo è un’industria di grande peso: non parlo solo di valore aggiunto, ma di valori simbolici. Siamo la città delle grandi produzioni agroalimentari, sempre sul podio nelle classifiche delle capitali del cibo a livello internazionale. Coniugare tradizione agroindustriale e obiettivi di sostenibilità, trend di consumo in grande cambiamento non è semplice. Tanto più in un mercato globale affollato di competitor, veri e propri colossi del cibo. È una sfida che vede impegnate le aziende del territorio, con alcune delle quali – Granarolo e Coprob Italia Zuccheri – avremo occasione di confrontarci nel nostro panel. Il cibo è una cartina tornasole: è l’industria anticiclica per eccellenza, perché serve a tutti e il suo consumo è difficilmente comprimibile anche nei momenti in cui l’inflazione morde. È fondamentale coniugare accessibilità del prezzo e qualità del prodotto. Inoltre, il comparto agroalimentare racchiude filiere complesse, quelle che vanno dai campi ai punti vendita: è un mondo tradizionale e al contempo in grande evoluzione.
Anche Fondazione Yunus Italia ha all’attivo esperienze di accompagnamento all’impresa con al centro agricoltura e zootecnia. Progettualità pensate per sviluppare il nostro core business: dare un’opportunità d’impresa a persone che altrimenti avrebbero rischiato la marginalizzazione, in aree geografiche – penso alla montagna emiliana – in cui di solito le opportunità non abbondano. Metteremo queste esperienze, che cercano di coniugare sostenibilità economica e impatti sociali, a contatto con le esperienze della grande industria agroalimentare bolognese, cercando di individuare le potenzialità del paradigma del Social Business, pensato da Muhammad Yunus perché il terzo settore potesse diventare sempre più capace sotto il profilo del business e le grandi aziende sempre più attente agli impatti sociali e ambientali. Per questo vorremmo invitare tutta la città a partecipare.
Quello del 12 gennaio sarà anche il primo incontro pubblico promosso da Fondazione Yunus Italia nel 2024, anno che per noi si è aperto con il sapore amaro della sentenza che ha colpito il Prof. Yunus, da parte della magistratura del Bangladesh, in un contesto che appare essere una vera e propria persecuzione. Il procedimento giudiziario che ha portato alla sentenza di cui ora si teme la conferma è stato definito una «parodia della giustizia» da Irene Kahn, relatrice speciale delle Nazioni Unite, presente in aula. Anche di questo modello economico che vuole farsi carico degli impatti sociali – e così facendo spaventa i regimi autocratici – parleremo a Bologna il 12 gennaio.
(Qui) il link per prenotarsi.
