Lepore inaugura il campo stretto

Una modalità arrogante e autoritaria nei rapporti con i numerosi comitati di cittadini. Lo stesso atteggiamento verso gli alleati della (ex) coalizione

di Paolo Galletti, portavoce dei Verdi Emilia-Romagna


In una città in cui va a votare per il sindaco la metà degli elettori qualche domanda l’eletto di una minoranza dovrebbe porsela e magari ascoltare e capire la disaffezione e il malcontento e, perchè no, cercare di recuperare consenso modificando i comportamenti dell’amministrazione.

Abbiamo invece una modalità arrogante e autoritaria nei rapporti con i numerosi comitati di cittadini. Lo stesso atteggiamento verso gli alleati della coalizione. Per meglio dire della ex coalizione. I due eletti 5Stelle sono entrati nel Pd, la Conti pure. Restava Coalizione Civica, molti esponenti della quale hanno fatto campagna per Schlein e altri che gravitano più o meno ufficialmente su Sinistra Italiana.

In realtà Coalizione Civica è un satellite del Pd per cercare di coprire l’ala sinistra e un ambientalismo compatibile con la cementificazione (passante autostradale in primis). Ma come è noto non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Acrobazie verbali come passante di nuova generazione o edifici che risparmiano CO2 come scusa per abbattere alberi non reggono ad una semplice analisi razionale.

Rimanevano i Verdi con Davide Celli, tenuto prigioniero un anno e mezzo con una delega al benessere animale priva di fondi e personale, giustamente restituita al mittente – da notare che anche la dem Cristina Ceretti ha restituito la delega. Celli aveva votato contro il Passante autostradale e ha sollevato il tema della colossale urbanizzazione prevista a San Donato, Fiera, Caab. Di fronte a oltre 20mila alloggi sfitti.

In due anni non è stato approvato nemmeno un odg. O meglio un solo odg sul verde, votato anche dall’opposizione e totalmente inapplicato. Nessuna mediazione nemmeno su un filare di alberi. I Verdi non devono toccare palla. Altro che fare goal. Sono piccoli ma possono crescere. Soffochiamoli nella culla.

Ci sono poi gli 11 punti dell’accordo Verdi Lepore da lui disattesi. Che vanno dal Servizio Ferroviario Metropolitano all’indagine epidemiologica prima della realizzazione del passante autostradale, al rumore dell’aeroporto, al garante del verde, allo stop al cemento.

In questo contesto la fatwa per cacciata dei Verdi che osano pronunciarsi in Aula consiliare contro la censura di un film.

Sono stato a suo tempo tra i protagonisti della nascita dell’Ulivo. Con persone come il Sindaco di Bologna non avremmo avuto federatori bensì espulsori. Lepore è rimasto solo con una giunta pressoché monocolore. Ha inaugurato il campo stretto.

Certo, alla festa del quotidiano La Repubblica a Bologna, criticando i Verdi italiani, aveva detto che è il Pd il vero partito verde. Già Veltroni ci aveva provato e con ben altri protagonisti di spessore rispetto agli attuali e abbiamo visto come è finita. Oggi Lepore ci insegna come fare i Verdi. C’è sempre da imparare e facciamo tanti auguri al suo campo stretto. Noi però siamo liberi di continuare a fare i Verdi biologici senza ogm. E la città di Bologna ne ha davvero bisogno.


6 pensieri riguardo “Lepore inaugura il campo stretto

  1. Sbaglio o abbiamo fatto insieme la campagna per le primarie per una candidata che poi e’ confluita nel pd? Un certo PD bolognese lo abbiamo ben conosciuto da tempo: vedi Merola che dopo averci chiesto apparentamento si rimangio’ gli impegni assunti.
    Non siamo nati ieri.
    D’altra parte per battere la destra e governare servono alleanze.
    Purche’ si voglia davvero andare nella stessa direzione della svolta ecologica

    E nel pd non tutti sono uguali

  2. Silvia Zamboni, altra storica figura dei Verdi nonché consigliera regionale, in un’intervista sul Carlino di oggi lascia le porte aperte per una ricucitura con Lepore. Ci sono due linee dentro Europa Verde?

  3. La porta aperta per la ricucitura è un’interpretazione di chi ha fatto il titolo sul Carlino di oggi. Nell’intervista io avevo parlato di marcia indietro del sindaco Lepore che aveva parlato di porta aperta per i Verdi.

    1. Prendo atto che, come dice Galletti, tra Verdi e Pd esiste ormai solo una ex coalizione non più ricomponibile (come dimostrato dagli 11 punti disattesi dal sindaco). Rimane la domanda: se Lepore non avesse pretestuosamente cacciato i Verdi, i Verdi sarebbero rimasti in giunta a difendere lo zero, a fare la foglia di fico, o se ne sarebbero andati autonomamente? Ah, saperlo…

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