Non c’è, da tempo, dialettica politica tra partito e Comune e, nel Pd, non si danno sedi trasparenti di confronto. Si determina un effetto “trascinamento” che coinvolge anche le opposizioni. Occorre cambiare sistema
di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico
Aldo Balzanelli ha notato che a Bologna non c’è opposizione al Governo della città (qui). Ha ragione ma la questione secondo me è più complessa e chiama in causa direttamente il Pd.
Nel Pd bolognese vige un sistema tolemaico, e Tolomeo è il deputato Andrea De Maria. Andrea è un politico di spessore, che lavora in modo indefesso nella realtà bolognese e in quella romana. Lo conosco da tempo e lo stimo. Sa fare e mutare le alleanze senza remore. In questo frangente sa tallonare Matteo Lepore e sa condizionare la giovane Segretaria impedendole di brillare, come potrebbe, di luce propria. Oggi è così: ma lo era anche ieri e l’altro ieri. È la politica, bellezza.
Si può ben dire: non c’è, da tempo, dialettica politica tra partito e Comune e, nel Pd, non si danno sedi trasparenti di confronto. Si determina un effetto “trascinamento” che coinvolge anche le opposizioni. Al voto vanno in pochi e l’astensionismo aumenta.
Per queste ragioni, a mio avviso, Federica Mazzoni – che un lavoro lo ha – dovrebbe svincolarsi dal ruolo istituzionale di presidente del Quartiere Navile, che penso svolga bene ma che oggettivamente le tarpa le ali. Dovrebbe fare a tempo pieno la Segretaria del partito, riducendo anche l’ampia segreteria attuale.
Sono un ex, consapevole di esserlo. Ma la passione politica non è legata alle cariche. La mia stima nei confronti degli attuali dirigenti è certa, così come lo è quella verso i “volontari”. Ma l’analisi politica è impietosa. Il Pd bolognese deve conquistarsi una dimensione “copernicana”. Ci sarà così quel risveglio politico auspicato da Aldo Balzanelli.

Un pensiero riguardo “Il Pd bolognese tra Copernico e Tolomeo”