L’ultima stagione (per davvero) del Mercato Sonato

Partono oggi gli appuntamenti dell’Orchestra Senzaspine al Teatro Duse. Nel mentre i cittadini si chiedono di che morte morirà l’iconica struttura in San Donato, edificio di rilevanza storica che sta per essere distrutto

di Andrea Femia, consulente digitale cB


Di recente sono passato dal Mercato Sonato, faceva veramente molto freddo e attraversare il ponte di San Donato in bicicletta mentre fuori la temperatura non riusciva a scavallare lo zero è stata un’esperienza intrigante, soprattutto per le mani.

Non credo sia una pratica consigliata dai medici, e suppongo non sia neanche particolarmente intuitivo, però posso assicurare che bere una birra nel bar all’interno della struttura è stato abbastanza rigenerante. Non vorrei sembrare retorico, anche se il rischio è insito nella premessa, ma una cosa che mi ha colpito quella sera è stato assistere alle prove di un gruppo di più o meno giovani aspiranti ballerini, in particolare la materia in ballo era il tango. Il gruppo era composto da persone disabili, ma me ne sono accorto solamente dopo, perché se c’era una cosa che mi veniva da pensare era che io non sarei mai stato capace di fare nulla di quello che facevano loro. Non ho mai avuto aspirazioni da tanguero ma resto sempre affascinato dal vedere persone fare cose così distanti dalle abilità che normalmente mi concedo di assegnarmi.

Sull’abbattere le barriere e sull’accessibilità al Mercato Sonato ci hanno lavorato veramente molto, al punto tale che è diventato normale parlarne come una cosa prettamente ordinaria. Una delle cose più affascinanti è che per gli spettacoli della stagione teatrale dell’Orchestra Senzaspine, ospitata dal Duse, e che inizierà stasera con lo spettacolo Filmusic, è previsto che le persone sorde possano usufruire di uno strumento collegato al loro impianto cocleare, così da poter assistere allo spettacolo in un modo innovativo. Per farlo, basterà prenotare i posti riservati e chiedere informazioni agli organizzatori .

Sono aneddoti e informazioni completamente separati e slegati, che però regalano il senso di un lavoro di comunità che è stato portato avanti, probabilmente oltre rispetto alle aspettative che avevano gli stessi promotori di questo percorso sul quale è pendente, sempre più vicina, la spada di Damocle della chiusura e della demolizione dello spazio all’interno del quale le attività dell’Orchestra prendono vita.

Il terzo aneddoto a raccontarlo sembra finto, ma già che è accaduto per davvero tanto vale citarlo anche solo per il gusto di descrivere la protagonista. Ero fuori dalla struttura, pronto ad andare via, mi si avvicina una signora in bici con un colbacco nero straordinariamente retrò, così kitsch da fare il giro e diventare figo.
Chiede con un certo grado di ingenuità se lo spazio non doveva essere già stato buttato giù, e se magari non avessero pensato di tornare indietro su una decisione dal sapore così decadente. In effetti la signora aveva ragione, lo spazio doveva essere abbattuto a luglio del 2023. E poi gennaio 2024. E poi, per una serie di motivi, questa operazione è stata rimandata lasciando tutti nell’instabile aleatorietà.

Mi ha sorpreso sapere che nel valutare il progetto della ricostruzione i progettisti non abbiano ritenuto di chiedere agli attuali gestori dello spazio consigli o anche solo idee che mettessero in salvaguardia la storia funzionale ed estetica dell’ultimo decennio di un edificio che fa parte del patrimonio culturale dell’intera città. Rattrista sapere che l’ampiezza verticale dello spazio, tipica degli spazi dedicati alla musica, sarà rivista e abbondantemente ridotta, dividendo in due piani ciò che oggi garantisce quella sensazione di enormità, sì, ma che consente anche di poter lavorare alle scenografie e di poter fare prove di spettacoli.

Rimbombano le parole della presidente del Quartiere San Donato-San Vitale, Adriana Locascio, che ha affermato in un’intervista a Pilastro Bologna: «L’associazione non ha mai chiesto uno spazio per fare concerti» (qui).

Un’associazione che nel suo nome ha la parola Orchestra e che si occupa di musica dal 2014.

Probabilmente era logico aspettarsi che chiedessero di gestire dei corsi di cucito.

Ciò detto, per chiunque avesse voglia di vedere dei direttori d’Orchestra dirigere a colpi di spada laser sulle musiche di colonne sonore hollywoodiane e non solo, l’appuntamento è per stasera e domani al Duse. Per questo e tutti gli altri appuntamenti della stagione, l’ultima stagione preparata al Mercato Sonato, potete trovare tutte le informazioni sul sito dell’associazione (qui).


2 pensieri riguardo “L’ultima stagione (per davvero) del Mercato Sonato

  1. BHO IO NON SONO ESPERTO IN URBANISTICA ,HO TROVATO QUESTO ARTICOLO INTERESSANTE https://www.pilastrobologna.it/…/mercato-sonato-ne…/ sarebbe utile avere qualche parere da chi frequenta spesso il luogo e chi ne e’ fruitore….. nell’articolo si aprla della perdita di una grande sala, che fungeva (o poteva fungere) anche da auditorium x concerti ma anche per conferenze !!! e nel nuovo progetto sembra sparita

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