«Quando Clancy afferma che “essere uniti significa far avanzare gli obiettivi dell’agenda rossoverde”, forse si fa un po’ di confusione. A Bologna la nostra agenda è Verde e, in questi primi anni di mandato amministrativo, il partito della vicesindaca e la giunta hanno dimostrato di non condividerla o addirittura di osteggiarla»
di Danny Labriola, co-portavoce Europa Verde-Verdi Bologna
Ho letto con interesse l’intervista di Gabriele Mento alla vicesindaca e assessora all’ambiente Emily Clancy (qui). Prendo atto delle interlocuzioni politiche per tentare di ricucire lo strappo in maggioranza, ma non mi è chiaro su quale base si fondi l’auspicio della vicesindaca di «continuare un’alleanza già consolidata a livello nazionale». Mi pare sia improprio parlare di “frattura nel mondo rossoverde” perché a Bologna questo mondo non esiste. I Verdi rappresentano una forza ben distinta da Coalizione Civica, non per incompatibilità personali ma per divergenze sulle politiche per la città.
Quando Clancy afferma che «essere uniti significa far avanzare gli obiettivi dell’agenda rossoverde», forse si fa un po’ di confusione. A Bologna la nostra agenda è Verde e, in questi primi anni di mandato amministrativo, il partito della vicesindaca e la giunta hanno dimostrato di non condividerla o addirittura di osteggiarla.
L’urbanizzazione e il consumo di suolo sono inarrestabili, la rigenerazione urbana diventa il pretesto per demolire e cementificare, il turismo di massa sta snaturando il volto della città, l’aeroporto ha oltrepassato la soglia della sostenibilità rovinando la vita a migliaia di persone per i continui sorvoli, il verde urbano viene considerato un fastidioso intralcio a nuovi edifici, strade, parcheggi che sembrano avere la precedenza rispetto alla tutela della salute e dell’ambiente. Tutto questo in un territorio fortemente colpito dal cambiamento climatico e che registra ogni anno un impressionante numero di morti premature per inquinamento atmosferico.
È curioso inoltre che la vicesindaca da una parte auspichi di continuare l’alleanza con noi e dall’altra ci accusi di avere espresso una posizione di comodo sul Passante di mezzo.
Dispiace che si continui a stravolgere il senso del nostro voto contrario a un progetto che contrastiamo da sempre per il suo devastante impatto ambientale e sanitario. Davvero nella politica di oggi non c’è più spazio per la coerenza e il rispetto per gli elettori? Si può certamente cambiare idea, ma chi rimane coerente ha evidentemente una visione alternativa di città e di futuro.
Infine, sulla vicenda delle scuole Besta, apprezzo che la vicesindaca Clancy rispetti il diritto di manifestare. Mi dispiace che eviti di occuparsene e di incontrare il comitato giustificandosi con l’aver ricevuto la delega all’ambiente dopo l’approvazione del progetto. Sulle scelte controverse e non condivise dai cittadini si dovrebbe sempre poter tornare indietro. Un’amministrazione progressista dovrebbe essere capace di ascoltare e accogliere opinioni diverse e mettere in discussione decisioni che incidono sulla vita delle persone. Tra queste ci sono soprattutto i bambini, il cui benessere dipende dalla nostra capacità di difendere l’ambiente per garantire loro un futuro.
Dunque, la revisione del progetto Besta e la salvaguardia del parco Don Bosco possono rappresentare il presupposto per riaprire il dialogo auspicato da Clancy.
In copertina: le scuole Besta di viale Aldo Moro
