La comunità parrocchiale di San Ruffillo ha voluto intraprendere un percorso che sia occasione di coltivare il silenzio e in esso il rapporto con sé stessi, con il divino. Abbiamo immaginato una settimana, da lunedì 11 a domenica 17 marzo. Una finestra di possibilità per aprirsi a un’esperienza significativa per la parrocchia e per la zona pastorale, ma anche un invito alla città, a chiunque vorrà venire a trovarci e prendersi qualche minuto di tempo
di Don Roberto Castaldi, parroco di San Ruffillo
La parrocchia di San Ruffillo è un luogo storico della città di Bologna, le prime attestazioni risalgono all’anno 996, le sue radici si diramano negli anni lontani dell’Alto Medioevo e la sua presenza nei secoli è stata generativa di relazioni, di legami, di iniziative di fede e non solo: insomma, di comunità. Prova ne sia che dopo i bombardamenti della guerra, i bolognesi l’hanno voluta ricostruire, sentendola parte necessaria della propria vita personale e associata.
Oggi siamo nell’epoca del mondo globalizzato, ma la parrocchia è ancora una struttura fondamentale per la comunità sul territorio, dotata di una sua identità, della sua capacità aggregativa, del suo riconoscimento locale. Oggi più che mai si è rende necessario mettere insieme le risorse, trovando forme di collaborazione più accentuata tra realtà parrocchiali, per essere sempre più Chiesa e sempre meno monadi. Per questo sono nate in città le zone pastorali.
Tutto incomincia per volontà del nostro Arcivescovo, il Cardinal Zuppi – don Matteo, come lo chiamano tutti. Stiamo lentamente imparando a ragionare insieme, a vivere la comunità allargata che è la zona pastorale, che per noi si compone della parrocchia di San Ruffillo, della parrocchia della Madonna del Carmine, che si inerpica e copre un territorio ampissimo sui colli di San Vittore, Barbiano, Monte Donato, Forte Bandiera e Jola, della Madonna del Lavoro, che nasce nell’ultimo dopoguerra al tempo del Cardinal Lercaro e della parrocchia di San Gaetano, sulle prime alture di via Toscana.
L’Arcivescovo Zuppi è venuto in visita alle comunità della nostra zona pastorale, ci ha portato il suo pensiero e più ancora ci ha permesso di ritrovarci come comunità. Al seguito del Cardinale, abbiamo fatto visita al Cefal, ente di formazione che fa capo al Movimento Cristiano Lavoratori, la scuola delle Farlottine, la casa di cura Toniolo e poi Casa Merlani, centro di accoglienza che ospita i profughi in fuga dalla guerra, il centro parrocchiale Caritas di San Ruffillo. Nelle tante attività, ci siamo ritrovati. Ma ancor di più a permetterci di ritrovarci è stato il silenzio. Il silenzio è la condizione interiore che segue a un’esperienza importante.
Per questo a San Ruffillo come comunità abbiamo voluto intraprendere un percorso che sia occasione di coltivare il silenzio e in esso il rapporto con sé stessi, con il divino. Abbiamo immaginato una settimana, che incomincerà lunedì. Una finestra di possibilità per aprirsi a un’esperienza significativa, per la parrocchia e per la zona pastorale, certo, ma anche un invito alla città, a chiunque vorrà venire a trovarci e prendersi qualche minuto di tempo. Di silenzio.
Da lunedì 11 marzo fino a domenica 17 si terrà l’ostensione straordinaria di una riproduzione in scala reale della Sacra Sindone, venerdì 15 marzo alle 19.00 celebreremo la Via Crucis, nel quale mediteremo sul misterioso rapporto tra morte e salvezza che fonda il cristianesimo e sabato 16 marzo alle 16.30 avremo ospite Bruno Barberis, per una lettura della Sindone attraverso gli occhi della scienza. Soprattutto vorremmo che questa settimana fosse dedicata al silenzio, anche solo un attimo, l’attutirsi del frastuono della vita di ogni giorno, in quel cantiere mai terminato che è la nostra città. Siamo certi che quest’invito possa essere un momento di valore nella vita di tanti, il nostro piccolo contributo a quella “voce alternativa per il bene comune” che Cantiere Bologna promette.
