Tper deve accompagnare il cambiamento della città

C’è un disperato bisogno che Tper compia un maggiore sforzo per affiancare la città in questa fase delicata, di cui nessuno ignora la complessità infinita. Servono comunicazioni veloci e chiare, aggiornamenti in tempo reale, operatori che informino nelle aree più nevralgiche di cambiamento e spostamenti, forse anche a costo di razionalizzare la cessione di open data ad alcune app ferme al palo (per colpa di chi?)

di Cristian Tracà, consigliere di quartiere


In una città che cambierà moltissimo nei prossimi mesi è necessario che ciascun attore impieghi tutte le sue energie per integrare bene il suo pezzetto al grande meccanismo in serie che si chiama trasformazione urbana.

Bologna nel giro di qualche anno muterà volto, e sicuramente la mobilità pubblica e collettiva otterrà ancora più centralità. Se uniamo i puntini geografici della grande rivoluzione del Tram e di tutti i singoli progetti di ripensamento di aree grandi e singoli edifici, ci rendiamo conto che pochissime zone rimarranno come le vediamo adesso. Azzardo, un’ipotesi: forse nessuna, soprattutto per una serie di effetti domino che il ripensamento complessivo genererà.

C’è un disperato bisogno che Tper compia un maggiore sforzo per affiancare la città in questa fase delicata, di cui nessuno ignora la complessità infinita. È inutile girarci attorno: c’è un bisogno di comunicazioni veloci e chiare, di aggiornamenti in tempo reale, di operatori che informino nelle aree più nevralgiche di cambiamento e spostamenti, forse anche a costo di razionalizzare la cessione di open data ad alcune app ferme al palo (per colpa di chi?).

Sarò sfortunato io ma proprio nella galassia app collegata alla mobilità mi sono imbattuto in qualche situazione anomala. È così imprescindibile che Roger usi una tecnologia che memorizza acquisti e titoli su cellulare e non su account, con la conseguenza che a ogni cambio di dispositivo è necessario chiamare l’assistenza per essere riabilitati e magari recuperare titoli non ancora usati, di cui arriva la notifica dell’acquisto ma che non possono essere obliterati? 

Non si può fare nulla per trovare su Tpiù un aggiornamento che acquisisca la separazione tra la linea 13 e 23? Per chi non ha una particolare dimestichezza con le news e le linee c’è il rischio di un aspettando Godot proprio per il disallineamento tra mondo digitale e mondo reale. 

Se sono particolarmente imbranato io, se ho beccato male io, chiedo venia sin da adesso. Non mi pareva di essere l’utilizzatore finale più boomer del cucuzzaro, se così è mi accomodo in fondo alla fila e imparo tutto ciò che c’è da imparare. 

È vero che non si vive di sola tecnologia, ma pensare di non riuscire a trovare una rete di collaborazione che riesca ad aggiornare in tempo reale applicazioni e Maps, che in molti ormai consultano per muoversi, è uno dei principali punti di debolezza in questo momento. Pensiamo anche solo ai turisti che chiaramente si affidano alle maglie del web per orientarsi in una città che non conoscono.

La leggibilità degli orari, degli spostamenti delle fermate, le variazioni per le linee: su questi fronti penso che la municipalizzata dei trasporti possa ancora fare meglio. Nelle zone più calde occorre una maggiore tempestività e più supporto.

Mi è capitato di passare la mia permanenza alla fermata a svolgere il compito di orientatore; sarà che da quando il Ministro Valditara mi ha dato questo titolo, sento una nuova missione, probabilmente mi sono un filino allargato. Si scherza, naturalmente, ma vi assicuro che ho passato la mia attesa raccontando della storia del 13 che a un certo punto diventa 23, dei sacrifici per la Grande Marcia verso il Tram, usando il mio inglese per rassicurare turiste e turisti che si trovavano nel posto giusto per attendere il 944.

Tempo fa avevo anche presentato in Quartiere un Ordine del Giorno per chiedere che le tabelle possano avere un carattere più grande, che sia più semplice da interpretare per tutti coloro che non si trovano a loro agio con le dimensioni degli attuali numerini. 

Rispetto a quello che si vede in altre città, ci si bacia i gomiti, non ho problemi ad ammetterlo, ma siamo nelle condizioni pian piano di rendere più inclusiva anche questa parte della comunicazione, essenziale per molti che usano solo il bus per i loro spostamenti.

Chiaramente con la partenza dei cantieri diffusi questa non è più la priorità del secolo, ma progettare per tempo un ripensamento delle grafiche per quando la città cambierà radicalmente la propria connessione, credo sia possibile. Soprattutto sul versante Saffi e Ospedale Maggiore il frullo necessario e continuo richiede che la comunicazione giri più fluida e veloce, affidandosi meno ai cartelli con il pennarello con qualche indicazione sibillina da rebus.

Piccolissimi accorgimenti che possono cambiare la percezione del cittadino, che in partenza non sprizza gioia per il cambiamento di abitudine, ma che pian piano, entrando un po’ nell’ottica, riesce a convincersi che qualche sacrificio vale il prezzo del biglietto: basti vedere i primi cambiamenti positivi su via Saffi, che già racconta una nuova modalità di pensiero urbano rispetto a quella zona.


4 pensieri riguardo “Tper deve accompagnare il cambiamento della città

  1. La ringrazio molto per il suo scritto che condivido pienamente in quanto utente da oltre 50 anni della rete autobus. Non accenna allo stile di guida spesso pazzesco e che provoca danni, degli autisti. Molto peggiorato da quando non sono più dipendenti diretti dell’azienda. Ho molto apprezzato invece il suo riferimento alle tabelle degli orari a caratteri troppo piccoli e a volte poste troppo in alto. Sono ageė e data l’età ho perso già alcuni dei miei non molti cm di altezza oltre alle diottrie. Quindi grazie con la speranza che almeno lei venga ascoltato.
    Clelia Ricci

  2. Parole sante.
    Sul mio telefono ricevo le notifiche di ATM Milano che mi avvisano in tempo reale quando una linea è provvisoriamente deviata per una manifestazione o un incaglio.
    A Bologna, Tper è uscita ieri con l’elenco delle deviazioni bus attive da oggi; solo sul loro sito, con due mappe disegnate in Paint ai limiti dell’incomprensibile; su Google Maps si vedono ancora i vecchi percorsi. La mappa ufficiale sul sito Tper non viene aggiornata da prima del Covid. Non è più sostenibile, una simile mancanza di informazioni semplicemente non è all’altezza della situazione. Parliamo dell’azienda che tra due anni e mezzo dovrebbe gestire due linee di tram, è sacrosanto chiedere di più.

  3. Condivido pienamente i commenti letti sopra. Molto delicati e leggeri….Troppo! Vorrei aggiungere un ulteriore dettaglio: il servizio Hellobus è una ciofeca assoluta. Quanto ci vuole a cancellare un servizio che non prende atto delle deviazioni, che ripete meccanicamente orari non più validi?
    Riporto qui ciò che compare nel menzognero sito di TPER:
    “Il servizio, gestito da Tper, è un modo per offire sempre più informazioni sugli orari del bus e per facilitare le modalità di utilizzo dei mezzi pubblici in città e in provincia. Il servizio è attivo nei bacini di Bologna e Ferrara.”
    Sono riuscita a contattare un soggetto di TPER ad un numero telefonico “imboscato” (e ora non più utilizzabile). cui ho presentato varie rimostranze sul servizio, che mi ha assicurato che tutta l’azienda sta facendo il possibile per agevolare gli utenti e che non c’entra nulla con Hellobus.

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